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Non aver paura

11 commenti

La paura spesso ci frena, ci frega, ci limita. Ma d’altra parte la paura a volte ci salva.
C’è paura e paura. Il tempo e l’esperienza ci insegnano a distinguerle, a viverle.
Andrea però ci dice di non aver paura di un abbraccio.
E come si potrebbe? E’ una delle cose più belle del mondo! …eppure c’è: la paura del contatto, delle dimostrazioni d’affetto, della condivisione, degli altri… di se stessi. Ancora di più quando si tratta di rapportarsi con qualcuno che viene indicato come “diverso”. Diverso da cosa, da chi? Non siamo tutti diversi gli uni dagli altri? …sai che noia altrimenti!  😉
Da tempo pensavo di scrivere qualcosa sull’argomento, prendendo spunto da Andrea e Franco Antonello, questi due splendidi viandanti, che si sono buttati nell’avventura di una vita intensamente condivisa. Senza paura.
Andrea è autistico. L’autismo è definito come un disturbo delle funzioni cerebrali, una patologia che influisce sulla comunicazione e l’integrazione sociale, le cui cause non sono ancora accertate, ma si suppone (e si fa sempre più convincente la tesi) che il fattore scatenante più probabile siano i vaccini neonatali.
Ho detto fattore scatenante, si, perché c’è qualcosa dietro, qualcosa che non si può spiegare a parole, qualcosa che però va ascoltato.
Fin da bambina sono sempre stata vista come un tipetto strano… mi perdo nei miei pensieri, in abissi e altitudini vertiginosi; parlo da sola… a volte con qualcuno; mi scoccio di tanti discorsi e atteggiamenti, entro in un mondo mio, lascio fuori tutti e buona notte! mi arrabbio da matti quando qualcuno o qualcosa non va come potrebbe(! Potrebbe, non dovrebbe!). Sento. Sono miope, ma Sento.
Ci hanno provato a mettere anche me nella categoria una volta, quella degli autistici, ma non ci sono riusciti. Allora si che la paura mi ha salvata: sono scappata e non mi sono fatta vedere più. Forse oggi, grazie alle nuove ricerche, con i nuovi termini, riuscirebbero a farmi rientrare nei “DSA” (disturbi dello spettro autistico), che comprendono un’ampia gamma di così dette patologie.
Ma… avete un’idea di quanti saremmo?? Tantissimi! Forse più o meno tutti.
Anch’io ho fatto ricerche, le mie; ho trovato le emozioni, le paure, le esperienze, me, gli altri. Ho trovato le parole, quelle che usavo senza saperne il significato effettivo (e affettivo) e quelle nuove, che non avevo mai usato. Per paura. E ho imparato ad usarle; sto imparando.
E allora quando vedo Andrea ed altri qualcosa mi ribolle dentro; sento per loro, con loro, una comunione. Poi mi guardo attorno, osservo le persone e mi accorgo di quanto sia complesso, di quanta paura c’è… E mi arrabbio, perché si trovano soluzioni facili, si preferisce evitare, non si ascolta, si danno definizioni e categorie, si giudica.
Giù il muro, su i ponti! Andrea e tanti altri (!!!), cercateli, seguiteli. Non abbiate paura. Non abbiate nemmeno compassione. Abbiate comprensione! Andate oltre; non guardate dentro gli occhi: guardate dietro! C’è un mondo precluso, c’è un mondo spesso escluso. C’è da imparare.
Non precludete niente! Non escludete niente! Mai. Tutto è soggettivo e relativo allo stesso tempo e con questo punto di vista le cose prendono una luce diversa… più luce.
Paura? Sentitela, guardatela, chiedetele cos’ha da insegnare. E poi un respiro profondo e tuffatevici dentro. Questa volta salverà!  🙂

Andrea e Franco li trovate qui:
https://www.facebook.com/pages/Franco-e-Andrea/352294978223488?fref=ts
http://www.ibambinidellefate.it/
https://www.facebook.com/pages/Fondazione-I-BAMBINI-DELLE-FATE/315539980046

 

Autore: cucublog

curiosità, cultura, condivisione, partecipazione, spontaneità, sorrisi, entusiasmo, passione, letture, poesie, fotografia, architettura, design, arte, mostre, musei, viaggi, cucina, ricette, sperimentazioni ;-) , innovazione, rinnovamento, evoluzione, gioia, solarità, informazione, ..... :-)

11 thoughts on “Non aver paura

  1. Complimenti !! Sicuramente hai fatto vibrare l’anima di chi Ti ha letto.
    E’ come dici Tu, siamo esseri “unici” esattamente come tutti gli altri.
    Ritirarci in un mondo isolato tutto nostro, là dove non è udibile lo straziante urlo di dolore che ci esce dal più profondo e ci devasta, per non essere compresi nella nostra unicità, per la paura di essere inosservati, per pensare di non poter portare il grande messaggio che abbiamo dentro.
    A tutti è stato dato un dono ! ad alcuni un dono speciale, ad alcuni il dono della normalità e ci si invidia l’un l’altro in una altalena di unicità e normalità, dove si perde il senso di chi sia l’uno e di chi sia l’altro.
    Molto bella la Tua riflessione e non importa se tutto non va esattamente subito come si vuole ! La vera rivoluzione è modificare il pensiero , proporre nuove prospettive, modificare la deriva delle cose e più è grande la nave e più è lenta la manovra.
    Dai commenti espressi , vedo che la vibrazione si è trasformata in risonanza, sei sulla strada giusta, piccola grande RIVOLUZIONARIA !!!!!!! Coraggio

  2. Alla prima lettura sono andata in tilt; tra il cuore e la mente rimbalzavano emozioni, pensieri, ricordi … rimandi. Ho scelto di attendere che l’alta marea della serenità riportasse armonia.
    Ho riletto il tuo post, più volte (ed anche i commenti!)
    Come te anch’io sono miope, ma sento le potenzialità: delle cose, delle situazioni, delle persone.
    Tu mi dai la gioia grande di vedere un tuo potenziale che diventa realtà, la tua creazione.
    E’ così bello esserne testimone e ancor più che venga da te.
    Io credo che ognuno ha il proprio spazio sacro, si può scegliere di condividerlo imparando così a conoscerlo meglio e godere delle sintonie che vanno innescandosi in momenti di incredibile intensità.
    Ti sento sempre più vicina, in una modalità che va oltre il rapporto madre/figlia, oltre anche la similarità di donna. E’ un’unione di anima, esempio di quella che “potrebbe” essere con tutti …
    Vola!
    Con amore, mamma

  3. … che possenti sentimenti senza nome….. si, squarciare “l’andare” della coscienza umana; dare intralcio alla volontà di senso della psiche è dare luci evolutive… queste sono dolorose, faticose porte, (teniamole vibranti, aperte)ogni amore non sarà più contenibile,dicibile…. diventiamo altra sostanza vitale … ma le parole”poetico drammatiche”crollano davanti a realtà che richiedono il trapassamento del cuore

    • …squarciare l’andare della coscienza…
      …intralciare la volontà…
      …il trapassamento del cuore…
      Poesia! Grazie del contributo Mau! Continua quando vuoi… 😉
      Buona notte. Un abbraccio

  4. Ciao Silvia
    raccontavo alla tua mamma un sogno che ho fatto in questi giorni, c’eri tu e mi parlavi entusiasta e contenta….. e poi chiara mi ha detto del tuo blog e di questo tuo articolo, e mi fa piacere lasciarti un mio pensiero.
    Sai considero meravigliosa la paura che si può provare quando non ci si sente vivi, o per meglio dire quando non si riesce a sentire la voce della propria anima, è una forza salutare che ci spinge a scoprire la bellezza della vita e la grandezza del nostro essere.
    Sono proprio contenta di averti “sentito”
    un affettuoso abbraccio
    mt

  5. Penso che Andrea e Franco siano grandi maestri di Vita, non è un problema abbracciare Andrea o abbracciarsi quando si è giunti a capire che infondo siamo una sola cosa… Sarebbe bello scendere in strada a parlare con chi non è Andrea 🙂 e magari un giorno riuscire pure ad abbracciarsi :-). Si sta ore in rete a “parlarsi? e condividere?” su FB; meglio scendere in strada e Vivere il Presente in primis con ci è più vicino 🙂 parlando, vedendo, abbracciando, 🙂 Penso che la paura non esista, arriva solo quando la nostra mente la chiama in causa e per questo ringraziamo soprattutto il “noi”… (Da piccolo mi si diceva che ero troppo vivace, intelligente ma non mi applicavo… già 😀 )

  6. Carissima Silvia
    mi hai toccato molto dentro con questi pensieri.
    Ti metto qui un pezzettino che avevo scritto tempo fa, parlando della bellezza dei margini:

    Mi piace più l’orlo della pizza che il boccone troppo ricco…
    mi piace camminare sui bordi tra la riva e il fiume,
    dove il rischio di cadere è brivido luminoso…
    mi piace trovare i confini per spostare ciò che è prevedibile…
    mi piace stare sulle soglie e aprire le porte alla creazione di valore…
    mi piace lanciare sguardi dove di solito non si posano…
    mi piace trovare in ogni persona il punto in cui si aprono mente e cuore…
    mi piace sospendere l’anima sulle frontiere dell’invisibile
    e attendere il soffio del vento che racconta ogni segreto…
    mi piace…

    Non sono tanti i veri autistici, la maggior parte sono border-line, appunto, persone che stanno ai margini tra essere e non essere ciò che il mondo si aspetta.
    Ho sempre pensato che i bambini autistici, ne ho seguiti tanti, fossero spesso in equilibrio speciale tra mondi diversi e avessero chiavi che noi non abbiamo, neanche per comprendere. Infatti spesso non sappiamo entrare nel loro mondo e nemmeno ascoltare, tantomeno immaginare.

    Una mia carissima amica, Romina De Rossi, ha scritto un racconto tanto bello, Il Giardino delle mele bianche, dedicato all’autismo, dove dice: ….Il Giardino delle mele bianche è un luogo silenzioso e armonioso, pacifico, isolato, amato dai bambini
    affetti da questa patologia. Laddove soltanto loro vi possono accedere, dove solamente la
    strada dell’Autismo li può condurre grazie ad una “Chiave”, situata nel profondo oceano dell’immaginario
    atipico, sconosciuto nella normalità…”.

    Ecco, mi sono messa in ascolto e ho sentito, visto moltissimi e differenti paesaggi dentro a questi bambini. Non ho mai voluto seguire dei metodi costrittivi, intendo come insegnante, perchè imparassero a diventare funzionali ad una realtà che a loro non appartiene. Ho cercato di camminare a fianco imparando i loro linguaggi, proponendo affetto, comprensione, pazienza e ammirando l’instancabile espressione del loro essere attraverso le forme più belle e quelle più dolorose.

    Ci sono dei bambini, come ho inuito sia stata la tua esperienza, che appaiono simili ai bambini autistici; in realtà sono anime libere e differenti, che sfuggono alle tabelle di sviluppo e agli stereotipi. Incomprensibili agli sguardi di chi vuole intorno solo chi gli è simile. Tollerare il genio, la divergenza, la solitudine, l’invenzione, il disturbo della diversità…non ci si riesce facilmente.
    Vedere oltre è troppo difficile e pauroso e si può anche capire.

    Vedere l’anima al di là del muro, lanciare gli occhi nel “Giardino delle mele bianche”, è cosa che sconvolge a pensarla. Quando invece lo fai, avviene l’incontro, come è possibile, in modo diverso.

    Dare voce ai pensieri di chi non parla, mettere le ali ai sogni di chi non li sa dire, vestire di fiducia e di amore uno sguardo che mai incontra il tuo se non di sfuggita; riempire di tanti “si” la nostra storia assieme, fargli sentire che ha un grande valore, così com’è.

    Non è la guarigione il traguardo (anche se più volte, rare, nel mio percorso di lavoro come insegnante, è successo che alcuni bambini siano usciti dal bordo per scegliere di vivere qui, con le loro fragilità e con il loro modo di andare incontro ad ogni cosa). Il traguardo per me è sentirsi riconosciuti e riconoscersi per quello che si è; trovare la belelzza in ogni situazione e forse anche la gioia. Anche senza parlare.

    Nell’amore per chi è diverso e per chi è uguale

    ti mando un caro abbraccio

    Maurizia

    PS debbo correggere la tua interpretazione della sigla DSA. Si tratta di Disturbi Specifici dell’Apprendimento ( identificabili con
    dislessia (F81.0/315.02)
    disgrafia
    disortografia
    disturbo specifico della compitazione (F81.1/315.2)
    discalculia (F81.2/315.1)
    Nei paesi anglosassoni la definizione comprende anche:
    disturbo specifico del linguaggio (F80.0-F80.2/315.3)
    disprassia
    disturbo dell’elaborazione auditiva
    disturbo dell’apprendimento non verbale

    Non hanno a che fare con l’autismo anche se, senza riferirsi a questa sigla, possiamo giustamente dire come affermi tu che esiste una gamma molto ampia di forme autistiche (dal vero autismo, ai border – line, ai disturbi o disarmonie della personalità…) e che può accadere che un bambino “insolito” venga classificato…Ma quanto dobbiamo stare attenti! e ascoltare profondamente…

  7. Che bello, che bello, che bello Silvi. A me non vengono le parole ma a te per mia fortuna si!!! Brava, brava, brava. Quello che passa leggendoti è l’eccellenza. Buona giornata a te ma adesso lo è anche per me. Bacio grande

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