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curiosità & cultura

Educare, educarsi

3 commenti

I giorni scorsi ero in Germania, ospite di una carissima amica. La realtà tedesca è sempre molto interessante; validi esempi di organizzazione, efficienza, efficacia, rispetto dell’ambiente, …
Bianca è un’educatrice e ancora una volta ci siamo confrontate sul tema dell’educare appunto. In Germania il metodo è diverso rispetto alla scuola italiana e non solo. Fin da piccoli (asilo nido) si cerca di stimolare i bambini a manifestare le loro naturali attitudini, valorizzarle, soprattutto attraverso lavori di carattere manuale, pratico, artigianale e con grande spazio (sempre!) per la fantasia, la magia, la spontaneità. Inoltre, fondamentale, è la partecipazione attiva della famiglia di ciascun alunno, un continuo dialogo e interazione tra istituzione scolastica e nucleo familiare.
Il mio ricordo della scuola è ben diverso… purtroppo! e sento tanti altri che come me (prima e dopo) condividono le stesse impressioni, le stesse idee.
In Italia si parla di rinnovare l’istruzione, succede a ogni nuovo governo e “ci marciano su” per tutto il tempo di un mandato per poi ricominciare da capo, senza aver concretamente rinnovato nulla, o ben poco, sicuramente non il necessario.
E la famiglia? Spesso e volentieri, portare i figli a scuola diventa uno scarico di responsabilità, la palla passa agli insegnanti, che fanno come possono, come devono, come sanno… e la comunicazione tra scuola e casa… missing!
Insegnare dovrebbe voler dire accompagnare i bambini/ragazzi nella loro crescita, trasmettere loro dei valori, renderli coscienti (di sé stessi soprattutto), liberi di saper scegliere, scoprire insieme a loro le peculiarità di ognuno e stimolarli, sostenerli, consigliarli.
E tutto ciò dovrebbe essere fatto in comunione tra istituti di educazione e famiglie, in modo costruttivo per tutti. Perché tutti e sempre abbiamo qualcosa da imparare.
Mi potete anche dire che negli anni comunque qualcosa è cambiato … si si, in effetti : interrogate sul perché ai figli non è ancora stato insegnato a scrivere in “corsivo”, le insegnanti hanno risposto che il computer non scrive in corsivo… ??!?? Bhè allora non insegniamo più nemmeno la matematica, tanto c’è il PC che fa i calcoli… e poi  non insegniamo più la geografia o la storia, tanto ci sono tantissimi archivi telematici, maps, navigatori su cui trovarle… e poi non insegniamo più le lingue, tanto ci sono i traduttori on line…
Speriamo almeno, al di là di quelli che possono essere gli strumenti, di essere capaci di insegnare che sapere è bello, che la cultura è piacevole, interessante, divertente, condivisibile, partecipativa, apre nuovi orizzonti, ti porta lontano a conoscere cose curiose e stimolanti, …
Ci renderemo conto che condividere l’educazione con i figli (e con tutti) è molto di più che portarli a scuola e fargli fare i compiti, più che trasmettere dei concetti o dei valori, più che dare risposte o essere d’esempio, …  E’ crescere insieme, in uno scambio continuo di vita, di idee, di passioni, di slanci, di confronti, di rispetto, di apertura, di “non-sbagli” per poi fare meglio, di risate e qualche lacrima, di arrabbiature fatte bene e di abbracci.

Autore: cucublog

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3 thoughts on “Educare, educarsi

  1. Hai davvero ragione Silvia, soprattutto perchè la vera assente in materia di educazione, è proprio la famiglia… Si tende a delegare, si cerca di scaricare, responsabilità e molto altro… Io ed Ale che non abbiamo figli, continuamo a documentarci e a leggere sulla psicologia e sull’educazione/evoluzione dei bambini e spesso ci chiediamo perchè invece, di figli ne ha, non faccia la stessa cosa. Forse aveva ragione Aivanhov, quando diceva che ci vuole una patente per guidare, per andare a pesca, cacciare e via così, ma non è obbligatoria per dove ci vorrebbe, ovvero fare i genitori.

  2. ciao, ritengo che finché non si hanno figli non si riesce ad entrare “in pieno” nel tema e che il tutto rimane quasi una mera teoria generare figli non vuol dire essere automaticamente”genitori” (educatori). Come genitore con figli già adulti 🙂 porrei l’attenzione alla differenza fra “educare ed indottrinare”. Sin da piccoli veniamo “in-formati” ricevendo informazioni che ci chiudono in schemi prestabiliti…. Il discorso sarebbe bello da approfondire…

  3. Avendo vissuto in Germania con un figlio che frequentava le elementari tedesche, posso confermare ciò che hai rilevato in quel paese.
    Ci sono anche li delle mancanze, ma come figlia di insegnanti di vecchio stampo con un’apertura grande verso i casi sociali più bisognosi, posso dire che da un punti di vista pedagogico c’ è da imparare.
    Il rientro in Italia lo ricordo traumatico per mio figlio tanto che cercai una scuola che si avvicinasse al percorso fatto in terra straniera. La trovai e credo che rimarrà nel cuore di mio figlio

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