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curiosità & cultura

Ricci e capricci…tinti

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E’ arrivato il momento di una spuntatina.
Finché attendo brevemente il mio turno, Giorgio sta finendo di applicare la tinta ad una signora, che chiede : “Ma c’è ammoniaca nel colore?”.
Giorgio fa una faccia rassegnata, è abituato a questa domanda, sa bene in quale tranello si cade quando si tratta di tinte.
“Si, c’è ammoniaca”.
Signora : “Ma non sarebbe meglio utilizzare prodotti senza ammoniaca?”.
G : “Ma cosa pensa che ci sia in quei prodotti che non utilizzano ammoniaca?”.
Perplessità…. Ci penso anch’io, ma sinceramente non ne ho mai acquistati e non ne ho idea…
L’esperto ci illumina: “Il colore per agire ha bisogno di un alcalinizzante, che predispone a ricevere ossigeno ed assorbire i pigmenti. Nelle colorazioni che dichiarano d’essere senza ammoniaca, si trova l’etanolamina, che potremmo definire “la sorellastra” dell’ammoniaca, in quanto la formula chimica è sostanzialmente uguale”.
A questo punto la domanda mi sorge spontanea: se è così, perché usare l’una al posto dell’altra?
“L’etanolamina ha una capacità maggiore di aprire le squame del capello, quindi di renderlo più ricettivo alla tintura. Ma così facendo, lo destruttura, perché è aggressiva, rovina la struttura dei capelli. Inoltre, altri due fattori sono importanti e indicativi: l’etanolamina a differenza dell’ammoniaca, non evapora, rimane, intensificando i suoi effetti negativi. Come se non bastasse, a parità di effetto, è necessaria una quantità di etanolamina superiore rispetto all’ammoniaca”.
La signora un po’ sbigottita, afferma che un’amica sia allergica all’ammoniaca e chiede quindi quale soluzione ci possa essere.
Giorgio ci dispensa altre valide informazioni e utili consigli : “Le possibili allergie in seguito a tinta, non sono imputabili all’ammoniaca, ma a qualche altro componente.
D’altra parte una colorazione naturale non esiste, non è possibile modificare il colore del capello senza chimica. E’ possibile ottenere dei riflessi, questo si, delle leggere sfumature che valorizzino il proprio colore di base. Per queste si possono utilizzare prodotti naturali come henné, mallo di noce, thè, camomilla.
E poi ricordate che dopo la tinta è opportuno un trattamento che riporti il PH della cute alla sua naturale condizione. Ancora una volta va ricordato che è la cute a dover essere trattata”.
Io e la signora siamo soddisfatte, ce ne andiamo per la nostra giornata con due belle testoline e un po’ di cultura in più. Grazie Giorgio!

 

Autore: cucublog

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