cucublog

curiosità & cultura


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Estemporanea in 3 click

Captare

Ho chiuso dei piccoli cerchi

Si sono aperti varchi

Osservo il nuovo paesaggio

Attimi di preoccupazioni sospese

Istanti di …

Mi perdo e insieme mi ritrovo

Nessuna immagine

Poche parole

Attesa…

Insegnante e allieva

Le falene mi ricordano che è un attimo, che il tempo poi è relativo. 

Luci gialle e seta nera. Mu ha dovuto insistere alcune volte perché capissi la lezione.

Un brindisi

E allora ho acceso una sigaretta, dopo anni. L’ultima sigaretta di mio papà.

L’aveva lasciata per oggi, l’aveva lasciata per me.

Alla salute!


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Porto

Il porto.  Come sarà nata questa parola?  È così adatta.  Gente che viene, gente che va.  Movimenti curiosi, frenetici il giorno, più rilassati dal tramonto.  Momento intenso e leggero insieme.  Viaggi che trovano meta, sosta, tappa provenendo attraverso una superficie che lievi li sostiene e sotto nasconde segreti.  Sul filo dell’aria, che tenta talvolta di rallentarli: prenditi tempo.  Il tempo in porto è diverso, è altro, forse non c’è.  Si sta sospesi, affaccendati e osservanti.  È sempre così affascinante…  Suoni, voci, il sole si spegne, altre luci si accendono, la frenesia cala, la giornata si rilassa.  Il porto riposa (apparentemente…..)

(Marettimo, Tp, Sicilia)


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Dal tetto

E mi tufferei nel cielo

verrei a pescarti

prezioso

la prima stella tra i capelli

vestita leggera di tramonto.

Profumo di abbraccio.


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Un giorno speciale 

A quest’ora mi avresti chiamato, chiedendomi per l’ennesima volta: “A che ora hai l’atto?”.E poi ancora ti saresti raccomandato: “Hai i documenti? Hai controllato le carte? Leggi tutto bene, due volte e non firmare se qualcosa non ti torna o non sei convinta! …hai tutto?”

La mamma questa mattina mi ha detto che oggi è un giorno speciale. Ho minimizzato, brontolando un po’. Adesso che sono qui col magone ed emozionata, capisco perché, aveva ragione.

Oggi è un giorno speciale, per tante ragioni. Visibili e invisibili.

Allora vado papà… però tu accompagnami


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Dialoghi

La guardava meravigliato, per quello che aveva appena detto, per ciò che questo gli aveva istantaneamente fatto capire…

Le chiese infervorato: “Insegnami!”

Lei serena e intensa: “Non si può insegnare: si può imparare” 

.


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Dialoghi (al limite della consapevolezza)

“A volte non riesco a star ferma, devo andare.”

“Ma andare dove?”

“Non importa, basta non sia qui, basta non sia niente, basta ci sia qualcuno, ma che non parli, non troppo, che non faccia domande, che forse nemmeno ascolti se apro bocca, perché se lo facessi probabilmente direi cose che poi non vorrei aver detto, non così.
Quelle cose che pensi, che sono dentro di te ma temi di dire, temi che siano sentite, soprattutto temi gli effetti del loro eco dentro.
Hai capito?
Ma mi hai sentito?”

“Sentito si, ma non ho ascoltato… almeno credo…
Non è quello che volevi?”

“…non lo so. Oggi è uno di quei giorni che tutto si affaccia al limite della consapevolezza, ma io non ho voglia, non ho tempo, non per questo.
Andiamo?”

“Dove?”

“Andiamo…”

 


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Telegramma

Fili

tesi da desideri.

Comunicazioni

telegrammi intensi

leggeri e densi.

Stai guardando anche tu

lo stesso cielo?

Rimani in ascolto

ricevi-mi.