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curiosità & cultura


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La Scuola dei tacquini

Già il nome è un dilemma. C’è chi lo scrive con –cq, chi con doppia –c, chi con la sola –q…. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.
Ed anche nella forma (intesa in tutti i sensi possibili) c’è da sbizzarrirsi.
Chi lo preferisce con copertina rigida, chi morbida; chi sottile, chi spesso; chi rilegato, chi ad anelli; chi con fogli sottili per la sola (o quasi) scrittura, chi con fogli più pesanti che si prestino a diversi usi; chi lo mantiene in ordine, chi lo vive intensamente; chi lo usa con parsimonia, chi lo ha sempre sotto mano e vi annota tutto, disegna, incolla, strappa, attacca, ….
Ma uno dei dilemmi maggiori è: un tacquino per ogni diversa cosa/argomento/momento, o un taccuino unico che raccolga tutto e più di tutto? Da conservare, catalogare, sfogliare, rileggere, cercare.
Ne vedo diversi in giro e mi piace osservare le preferenze, gli usi, le personalizzazioni.
Non ho ancora trovato la mia versione, ci sto lavorando.
Ma credo fermamente nella possibilità di cambiare idea, quindi anche il tacquino e le scelte che facciamo in merito, possono variare nel tempo.
Forse è questo: rispetto a quanto ho fatto fino ad ora, sto per cambiare, sto valutando l’opzione di….
E voi… tacquinate? Com’è il/i vostro/i?  🙂

 

 


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Germogli

Era solo ieri 

ma sembra già lontano.

Assenze e presenze che

scandiscono e annientano il tempo.

Comunicazioni, immagini, segni che

nel frattempo tessono.

Sostengono, elevano, abbracciano,

scaldano. Seminano.

Nelle pause tra le nostre braccia

germogliano.


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Sembra ma è 

L’hanno sempre detto i saggi che l’apparenza inganna… così come che alle cose si da un nome.

Ma chi dice che per tutti sia uguale?  😉


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Ferma

Sto per alzarmi dal divano per scattare un’altra foto al tramonto e mi dico: “No, stai qui, ferma. Guardalo e basta. Una foto comunque non gli renderà totale giustizia”.

Ed è allora che lo vedo. Il vento muove le nuvole, veloci scorrono da sud a nord. Ogni istante cambiano il panorama, variano forme e sfumature. Ridisegnano tutto, continuamente. 

E la luce cala, lenta. Nella direzione trasversale alle nuvole.  Riscalda i toni, li porta ad unirsi. Fino al momento in cui i contorni sono tutti neri e il cielo solo detiene quella gamma di colori.

Dentro è buio, luci spente. Fuori non ancora. Sto qui ad aspettare che si spenga… La foto più bella è nei miei occhi.


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Auguri

Ti ho visto nelle pieghe di un tramonto.Negli squarci spiati spianti di sfumature e stralci di nuvole.

Riflesso nel lago sorridevi, tra il divertito e il comunicante.

Sussurri nascosti tra le scie degli aerei, come parole che emergono dalla pagina di un libro.

Compongono linguaggi segreti, messaggi dedicati. A chi li sa cogliere.

I colori si caricano di intensità, si chiudono in un abbraccio, si fondono nel blu. Lentamente.

Anche tu, lentamente. Stringimi, poi lasciami piano, che non me ne accorga.


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Riflessi

E poi ti regalano una giornata limpida, sole a picco, aria sussurrante. 

E cerchi di prenderla tutta, di fermarne qualche frammento, qualche riflesso.

Per ricordarti che tutto è possibile.


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Buongiorno 

Mi piace ogni tanto prendermi qualche minuto, fare colazione al bar, la mattina presto e …captare.

Osservare le persone, gente che viene gente che va. Chi arriva ruspante già col sorriso, chi è ancora addormentato, chi è già arrabbiato (…sempre?).

Chi arriva solo e si prende il suo tempo, chi è di corsa ma veloce si concede il caffè, chi arriva in compagnia di qualcuno che non vedeva da tempo e coglie l’occasione, chi arriva con qualcuno con cui condivide qualcosa, un rapporto, un legame, un progetto…

Nessun giudizio. Qualche sguardo, qualche sorriso. L’emergere di consapevolezze che ti porti per la giornata, forse di più, ti danno una marcia, uno spunto, una sensazione dolcemente malinconica.

…buona giornata  🙂