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curiosità & cultura


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Nello stand-by…

Qui a letto non ci sono molte cose da fare… o almeno questa può essere l’impressione. In realtà si può riposare, pisolare, leggere, ascoltare musica, ascoltare gli altri e i vari rumori (più o meno di fondo), lo scorrere del tempo-non tempo (qui è tutto relativo, più che fuori…), se poi ti portano qualche ora il Mac e hai volgia di fare due chiacchere virtuali, eccoci qui! Insomma, volendo ce ne sono comunque di cose da fare.
Si può anche pensare, riflettere in un modo diverso, capire perchè si finisce qui, come giocarsi al meglio questa che è comunque un’occasione di esperienza, conoscenza, comprensione, acettazione, condivisione, …. cosa fare dopo, quando si esce, ma soprattutto come farlo! Perchè se si arriva qui in ospedale, o in ogni caso si viene “stoppati” da una malattia (breve o lunga, più o meno importante), un motivo c’è. Un motivo c’è sempre, niente capita a caso, mai.
Ne parlavo questa mattina con mia mamma, che in questi giorni mi aiuta e mi sostiene (grazie!) e riflettevo sul fatto che ho forse corso un po’ troppo in alcune cose, ho avuto troppa smania di realizzarle, sovraccaricandomi di intenzioni, aspettative, impegni, … dimenticandomi un po’ di me, o occupandomene non adeguatamente. O forse avevo bisogno di una gran bella pulizia di fine estate! Fuori il vecchio e avanti al nuovo  😉
E allora il mio fisico (in associazione con “altro” …chiamatela anima, spirito, chiamatela come volete) si sono ribellati. Tiè! E adesso impara!  😀
Ok, ci provo.. a dire il vero è parecchio che ci provo, mi pareva anche di esser diventata bravina, ma… devo aver “toppato” qualcosa, oppure, va bene comunque così! E’ solo un’altra esperienza, diversa certo, ma pur sempre valida, efficace, istruttiva.
E allora cercheò di trarne il meglio da questo pseudo stand-by, durante e dopo.
E voi? Cosa è capitato vi abbia stoppato? Cos’avete imparato?
Certo, mi dicono, si potrebbe fare a meno di questi “passaggi a-salutari” …sarebbe tutta salute  😉  Ma se non si passa da questi bardi, forse ci perderemmo anche qualcosa di importante, che altrimenti non scopriremmo mai….  😉
Buona serata!  🙂


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Il silenzio è d’oro

Ci sono giorni in cui non ho voglia di parlare.
È proprio una sensazione fisica, oltre che interiore; la bocca sta bene chiusa, tra sé e sé, come custodisse parole nuove per domani.
E le parole nuove arrivano, perché nel silenzio si amplificano i sensi, l’ascolto soprattutto, la percezione. Arrivano pensieri inattesi, soluzioni inaspettate e semplici (caspita! cosa ci voleva? Era così facile!) che prima non sono stata capace di vedere… o forse non ho voluto? E ora nell’ascoltarmi le colgo, le accetto, le comprendo.
A volte, forse appunto per questo, si ha paura di restare in silenzio, di non parlare, si vuole a tutti i costi avere degli argomenti, delle cose da emettere pur di non sentirsi.
E anche il silenzio degli altri intimorisce, insospettisce, crea disagio. Cose che, contrariamente a quanto si può pensare, non necessariamente implica. Stare in silenzio insieme può essere una bella magia, un buon dialogo.
Saper ascoltare i silenzi, propri e degli altri, crea una comunicazione sottile, profonda, che le parole non sono in grado di esprimere. Ci fa scoprire rumori che ci sembrano nuovi, quando in realtà sono sempre stati, ma non li abbiamo colti… il vento tra le piante, che produce suoni bellissimi, differenti per ogni albero, arbusto, fiore; le cicale, la loro serenata tipicamente estiva, in concorrenza con i grilli; il tintinnio di una tapparella o di qualcosa che batte contro un vetro, vetro semplice o vetro doppio, tocco acuto o basso. E poi i rumori di chi ci sta accanto… il respiro, ritmo umorale; il brontolare di una pancia, fame o sete? ; il gorgheggiare di una gola o di un naso leggermente congestionato; le tonalità vastissime di uno sternuto.
E un abbraccio che rumore fa? Silenzio. Ascoltiamo…