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curiosità & cultura


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Istanti vuoti 

E poi d’improvviso realizzo che per alcuni istanti la mente è stata (quanto meno apparentemente) vuota.

Sorpresa, meraviglia e gratitudine. Non accadeva da troppo tempo. 

E ora i pensieri ripartono, ma qualcosa è cambiato… Forse me lo dirà il prossimo vuoto, bardo inaspettato.


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Visioni

Autunno. Colore, calore.
I tramonti più belli sono forse proprio quelli di questa stagione di mezzo.
Un periodo che ci lascia sospesi come foglie ad un ramo, nella piena possibilità di scelta di qualsiasi cosa.
Un varco, un bardo, un passaggio che sa di caramello, dolce-amaro, piacevole e pungente, gusto pieno; profumi di un’estate ormai passata che si protende oltre e si smorza nella prima aria fredda. Tra poco conserverà i suoi ricordi nelle gocce di rugiada ghiacciata, luminose e limpide al sole bianco dell’inverno.

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Etimologia #8 : CAMBIAMENTO

Mi dicono che fuori (io sono ancora qui nello stand-by… ma finalmente c’è una luce all’orizzonte… 😉 ) …che fuori è caduto il governo.
Non so lì, ma qui non ha fatto un gran rumore…
Però ho pensato fosse cosa buona dare un’occhiata alle notizie in merito e, come immaginavo, è tutto un botta e risposta di scommesse/azzardi su cosa accadrà, quando, come, perchè, chi…
Una parola è molto ricorrente ovunque, da chi osannata, da chi auspicata, da chi temuta… : cambiamento.
Sostantivo del verbo cambiare, dal latino tardo e di origine gallica, significa sostituire, modificare, trasformare, mutare, rendere diverso.
Possiamo fare di meglio: passaggio, bardo, evoluzione, rivelazione, manifestazione, miglioramento, rinnovamento, …
Si dice tanto in giro che si vuole questo benedetto cambiamento, ma cosa si fa? e cosa non si fa? cosa bisognerebbe fare e cosa no?
Quando si entra nel campo della politica, non so mai cosa fare… E’ una materia che non mi ha mai appassionata, non nel senso che non mi incuriosisca (ci mancherebbe!? sono ben poche le cose che non muovono la mia curiosità 😉 ), ma nel senso che… mi muove altro: tensione, ansia, nervossimo, a volte rabbia… nel vedere come le cose ristagnano, fagocitano, talvolta marciscono.
Ma io cosa posso fare? C’è chi sostiene che bisogna farsi sentire, agire, scuotere con forza… chi invece si rassegna al fatto che nulla serve a smuovere  la situazione… chi ancora invita a partire dal proprio piccolo, dal proprio attegiamento e modo di agire quotidiano.
Io propendo per l’ultima, ma rimane il pensiero che ci sono delle persone che hanno il potere (perchè gliel’abbiamo dato) di decidere anche per noi.
Chissà… loro avranno voglia di cambiamento? sarà arrivato il momento?
Ho recuperato alcune citazioni che mi hanno colpito, che racchiudono input/segni/inviti interessanti :

“È anzi l’assenza di cambiamento che favorisce la malattia perché non coltiva la nostra capacità di reazione”.  Franco Berrino

“Il cambiamento, pur con tutti i rischi che comporta, è la legge dell’esistenza”.  Robert Kennedy

“Ma naturalmente per capire i cambiamenti della gente, bisogna amarla”.  Pier Paolo Pasolini


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Nello stand-by…

Qui a letto non ci sono molte cose da fare… o almeno questa può essere l’impressione. In realtà si può riposare, pisolare, leggere, ascoltare musica, ascoltare gli altri e i vari rumori (più o meno di fondo), lo scorrere del tempo-non tempo (qui è tutto relativo, più che fuori…), se poi ti portano qualche ora il Mac e hai volgia di fare due chiacchere virtuali, eccoci qui! Insomma, volendo ce ne sono comunque di cose da fare.
Si può anche pensare, riflettere in un modo diverso, capire perchè si finisce qui, come giocarsi al meglio questa che è comunque un’occasione di esperienza, conoscenza, comprensione, acettazione, condivisione, …. cosa fare dopo, quando si esce, ma soprattutto come farlo! Perchè se si arriva qui in ospedale, o in ogni caso si viene “stoppati” da una malattia (breve o lunga, più o meno importante), un motivo c’è. Un motivo c’è sempre, niente capita a caso, mai.
Ne parlavo questa mattina con mia mamma, che in questi giorni mi aiuta e mi sostiene (grazie!) e riflettevo sul fatto che ho forse corso un po’ troppo in alcune cose, ho avuto troppa smania di realizzarle, sovraccaricandomi di intenzioni, aspettative, impegni, … dimenticandomi un po’ di me, o occupandomene non adeguatamente. O forse avevo bisogno di una gran bella pulizia di fine estate! Fuori il vecchio e avanti al nuovo  😉
E allora il mio fisico (in associazione con “altro” …chiamatela anima, spirito, chiamatela come volete) si sono ribellati. Tiè! E adesso impara!  😀
Ok, ci provo.. a dire il vero è parecchio che ci provo, mi pareva anche di esser diventata bravina, ma… devo aver “toppato” qualcosa, oppure, va bene comunque così! E’ solo un’altra esperienza, diversa certo, ma pur sempre valida, efficace, istruttiva.
E allora cercheò di trarne il meglio da questo pseudo stand-by, durante e dopo.
E voi? Cosa è capitato vi abbia stoppato? Cos’avete imparato?
Certo, mi dicono, si potrebbe fare a meno di questi “passaggi a-salutari” …sarebbe tutta salute  😉  Ma se non si passa da questi bardi, forse ci perderemmo anche qualcosa di importante, che altrimenti non scopriremmo mai….  😉
Buona serata!  🙂


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Bordi (bardi)

Nel 1968 il Prof. Grinker e il suo gruppo di ricerca psichiatrico definiscono la parola “borderline” come una psicopatologia della sfera sociale; ma la storia andrà rapidamente oltre la psichiatria, identificando una figura moderna contraddistinta da gap di tipo sociale e del linguaggio, da instabilità nelle relazioni e negli affetti, quasi costantemente malinconica, suscettibile ed agitata.
Parallelamente si va consolidando l’ “art brut”, termine coniato da Jean Dubuffet nel 1945, con il quale si indica la produzione di opere artistiche di autori generalmente autodidatti e per ciò al di fuori di qualsiasi quadro istituzionale, artistico, senza regole o metriche.
Se è pur vero che gli artisti brut sono tipicamente persone solitarie e marginali, spesso ospiti di istituti psichiatrici o comunque soggetti ad analisi psicologica, antropologica e sociale, le due cose, la maggior parte delle volte unificate, non necessariamente coincidono.
Infatti gli autori presenti alla mostra in corso al Museo d’Arte della città di Ravenna, rientrano nell’una piuttosto che nell’altra sfera, talvolta in entrambe. L’intento dell’esposizione è proprio quello di far conoscere realtà diverse, di mettere in luce esperienze artistiche nelle quali la creatività ha confini mobili e sottili, comuni sia ad artisti notoriamente definiti, sia ad autori considerati outsiders.
Il percorso della mostra si articola in sei sezioni, ciascuna riguardante un tema caratteristico : introduzione introspettiva, il disagio della realtà, il disagio del corpo, ritratti dell’anima, la terza dimensione del mondo, il sogno rivela la natura delle cose.
Molte le opere esposte, tutte interessanti e rivelatrici di luci nuove e ritrovate…
Personalmente mi hanno colpito molto i lavori di Federico Saracini, nei quali si mescolano disegno e scrittura, con delle frasi/concetti semi-nascosti notevoli… quelli di Mattia Moreni, grandi facce fortemente espressive e indagatrici dell’osservatore… quelli di Sylvain Fusco, con delle simpatiche donne “boteriane” dagli occhioni dolci e limpidi… le terrecotte di Umberto Gervasi, con una Via Crucis insolita e veritiera… e quelle del mio conterraneo Carlo Zinelli, che avevo già avuto il piacere di vedere altre volte e che sempre mi emoziona tanto.
Inoltre un paio di sorprese mai viste, nemmeno nel web o altrove : un Dalì insolito stando alla sua solita maniera, “Personages dans le désert”… e “Printemps” di Max Ernst, semplice, essenziale, efficace, sospeso…bellissimo!

Alcuni link (diretti o “derivati” dalla mostra..) :
http://www.museocitta.ra.it/
http://www.artbrut.ch/fr/21070/collection-art-brut-lausanne
http://www.carlozinelli.it/
http://www.mazzotta.it/fondazione/index.htm
http://www.ghironda.it/page_1241001492965/index.php
http://www.fondazionetitobalestra.org/

P.S. “Bardo” (non i cantori o giullari dotti dell’epoca dei druidi, ma l’altro significato…) indica un varco, un passaggio, una soglia… ma non il varcare, il passare, l’oltrepassare la soglia, ma stare nel bardo! I borderline stanno li, nel margine… Infatti passato un confine c’è sempre un’altra terra, ma nel confine… cosa c’è?

 


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Riflessi

“Come mi assomiglia oggi quella nello specchio.
La meraviglia! Sale e sole”.
SZ