cucublog

curiosità & cultura


Lascia un commento

Etimologia #11 : SOGNARE

Nel sonno, ad occhi chiusi… svegli, ad occhi aperti…
Non importa come: l’importante è sognare!
Sogno deriva dal latino somnium, a sua volta proveniente da somnus, ossia sonno.
Il sognare è infatti tipicamente un fenomeno legato al dormire, in particolare alla fase REM del sonno, nella quale le immagini che sognamo vengono percepite come reali. Al risveglio poi, talvolta si ricorda di aver sognato e cosa, mentre molte volte no. Infatti le scienze sostengono che si sogni sempre, tutte le notti, ma non sempre una volta desti, se ne ha memoria. La letteratura scientifica e varia è immensa in materia.
Sta di fatto che i sogni lavorano in noi, cosciamente e/o inconsciamente.
I sogni sono proiezioni, sono rivelazioni, sono manifestazioni,… “i sogni son desideri“.
Mi capita di fare sogni strani, assurdi alcune notti; penso capiti a molti. Poi la mattina cerco di ricordarli, magari li scrivo e tento di capire quale significato possono avere.
Ma quelli con cui me la cavo meglio, sono sicuramenti i sogni ad occhi aperti! Sono un’esperta  😉
Perchè non dovrei? Sognare è bello, è divertente, è stimolante, è rincuorante, è incoraggiante, non costa nulla, non reca danni ad altri, …
Si, può avere come controindicazione la generazione di aspettative, che poi possono essere deluse, ma sono comunque esperienze, sono in ogni caso comprensione, conoscenza. Io penso ne valga comunque la pena!  🙂


“Forse il segreto è non tenersi i sogni nel cassetto. Bisogna usarli. Bisogna osarli !”.  Renzo Piano

“Il futuro appartiene a coloro che credono alla belezza dei propri sogni”.  Eleanor Roosvelt

“Se credi ai sogni sei un uomo ricco. Se credi al mondo sei un uomo ricco di sogni”.  Anonimo

“Se puoi sognarlo, puoi farlo”.  Walt Disney

“Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte”.  Edgar Allan Poe

“La verità non sta in un sogno, ma in molti sogni”.  Pier Paolo Pasolini

 


3 commenti

Siamo stupidi o ignoranti?

Leggevo l’altro giorno dei post di Luca De Biase che hanno mosso diversi commenti, interessanti :

http://blog.debiase.com/2013/10/lideologia-ci-rende-stupidi/
http://blog.debiase.com/2013/11/commenti-sullideologia-e-il-ragionamento/

In particolare, notava De Biase per primo, l’utilizzo della parola stupidità ha scosso, qualcuno l’ha ritenuta addirittura offensiva.
Per quel che mi riguarda, l’argomento ha riportato alla luce una discussione che più volte ho fatto e faccio tra me e me e con altri: siamo stupidi o ignoranti?
Qual è la differenza?
Io la vedo così : siamo ignoranti quando appunto ignoriamo qualcosa, non ne abbiamo conoscenza. Nel momento in cui ne abbiamo conoscenza, passiamo alla comprensione. E’ in questo passaggio che possiamo essere stupidi, accettando o meno la conoscenza acquisita.
Che poi questa conoscenza la condividiamo o meno (nel senso di essere d’accordo oppure no), è un’altra questione, certamente correlata, ma un’altra.
Si tratta comunque di scelte, come sempre. Possiamo scegliere se essere ignoranti, interessandoci o no alla conoscenza delle cose; possiamo scegliere di essere stupidi, nel momento in cui, per motivi “non validi”, scegliamo di evitare/tralasciare/rifiutare la comprensione delle cose conosciute, rimanendo solo con alcune informazioni in più, ma sterili, prive di confronto, discussione, accettazione…
La curiosità in questo caso aiuta molto, anzi, direi che è proprio il sale. Essere curiosi è il ponte ed il collante tra conoscenza e comprensione; tra le cose sconosciute e la loro rivelazione, la loro manifestazione.
Il limite invece, ancora una volta, credo sia la paura. La paura di sapere, di mettersi in discussione, di confrontarsi con altre conoscenze, con comprensioni diverse dalla nostra; la paura di accettare pensieri, opinioni, atteggiamenti, comportamenti differenti ,che ci sembra minino la nostra cultura, il nostro piccolo mondo, le nostre certezze.
Invece è tutta ricchezza.
E’ pur vero che nessuno può giudicare le scelte altrui, possono avere delle valide motivazioni che non siamo in grado di vedere, di capire.
L’ignoranza, purtroppo, talvolta è data da condizioni obbligate, dall’impossibilità concreta di colmarla. Pertanto penso possa essere assolutamente rispettata e, sotto certi punti di vista, anche apprezzabile. Ma la stupidità, per come la vedo io, spesso mi disarma, mi irrita, mi fa arrabbiare, mi rattrista tremendamente a volte.
Ignoro molte cose, per fortuna! Altrimenti cosa farei?  😉  Ma spero di essere stupida meno volte di quelle in cui sono ignorante; mai è impossibile, capita a tutti. Mai non esiste.


1 Commento

Cultura privata

…privata di possibilità, di spazio, di voce. Privata come unica (?) soluzione, visto che le istituzioni pubbliche sono talvolta sorde, talvolta impossibilitate, talvolta… non si sa.
Ho visto qualche sera fa un servizio su “Spazio Forma”, un punto di riferimento importante per la fotografia in Italia e non solo.

http://www.formafoto.it/

Rischiavano di chiudere, di dover troncare tutte le attività, a causa di una necessità di vendita dell’immobile da parte del Comune di MIlano.
Leggo però ora nei loro comunicati, che fortunatamente hanno trovato una soluzione, forse anche più di una, e tutto grazie ad un intervento privato.
Questa faccenda evidenzia ancora una volta la “questione della cultura in Italia”. Che ovviamente ha con-cause ed effetti molteplici.
Non è curata, non è seguita, non è mantenuta, non ha fondi sufficienti, è mal gestita, ….  L’elenco è lungo e chiama in causa tantissime persone, cose, fatti, situazioni, leggi.
Diceva bene Renzo Piano in un’intervista di poco tempo fa, quando soteneva che noi italiani forse siamo così abituati alla bellezza (infinita!!) del nostro paese tanto da esserne ormai assuefatti e così non ci rendiamo conto della ricchezza e delle enormi potenzialità che abbiamo : culturali, turistiche, sociali, lavorative, economiche.
Invitava infatti i giovani a viaggiare, per incontrare nuove culture, altre persone, diverse realtà. Ma soprattutto per rendersi conto della fortuna di essere italiani, di essere nati in una terra dalle risorse uniche e incredibili. Quindi viaggiare, per vedere, conoscere, apprendere, comprendere. E poi tornare. Per confrontare, applicare, fare, valorizzare, innovare, evolvere.
La crisi (io ho ancora e sempre dei dubbi sulla questione…) la si risolverebbe. Se si volesse…


Lascia un commento

Nello stand-by…

Qui a letto non ci sono molte cose da fare… o almeno questa può essere l’impressione. In realtà si può riposare, pisolare, leggere, ascoltare musica, ascoltare gli altri e i vari rumori (più o meno di fondo), lo scorrere del tempo-non tempo (qui è tutto relativo, più che fuori…), se poi ti portano qualche ora il Mac e hai volgia di fare due chiacchere virtuali, eccoci qui! Insomma, volendo ce ne sono comunque di cose da fare.
Si può anche pensare, riflettere in un modo diverso, capire perchè si finisce qui, come giocarsi al meglio questa che è comunque un’occasione di esperienza, conoscenza, comprensione, acettazione, condivisione, …. cosa fare dopo, quando si esce, ma soprattutto come farlo! Perchè se si arriva qui in ospedale, o in ogni caso si viene “stoppati” da una malattia (breve o lunga, più o meno importante), un motivo c’è. Un motivo c’è sempre, niente capita a caso, mai.
Ne parlavo questa mattina con mia mamma, che in questi giorni mi aiuta e mi sostiene (grazie!) e riflettevo sul fatto che ho forse corso un po’ troppo in alcune cose, ho avuto troppa smania di realizzarle, sovraccaricandomi di intenzioni, aspettative, impegni, … dimenticandomi un po’ di me, o occupandomene non adeguatamente. O forse avevo bisogno di una gran bella pulizia di fine estate! Fuori il vecchio e avanti al nuovo  😉
E allora il mio fisico (in associazione con “altro” …chiamatela anima, spirito, chiamatela come volete) si sono ribellati. Tiè! E adesso impara!  😀
Ok, ci provo.. a dire il vero è parecchio che ci provo, mi pareva anche di esser diventata bravina, ma… devo aver “toppato” qualcosa, oppure, va bene comunque così! E’ solo un’altra esperienza, diversa certo, ma pur sempre valida, efficace, istruttiva.
E allora cercheò di trarne il meglio da questo pseudo stand-by, durante e dopo.
E voi? Cosa è capitato vi abbia stoppato? Cos’avete imparato?
Certo, mi dicono, si potrebbe fare a meno di questi “passaggi a-salutari” …sarebbe tutta salute  😉  Ma se non si passa da questi bardi, forse ci perderemmo anche qualcosa di importante, che altrimenti non scopriremmo mai….  😉
Buona serata!  🙂


Lascia un commento

Cù-cù!

Oggi Cù-cù amplia le proprie vedute e veste gli abiti nuovi della primavera!
Un’evoluzione spontanea dettata dalla curiosità e dal desiderio di conoscere, scoprire, comprendere e condividere.
Ne potete avere un assaggio nella nuova presentazione (vedi ABOUT) e seguendomi nelle mie esplorazioni  😉

DSC_0490