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curiosità & cultura


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Poche parole

Percepire qualcosa di forte, seppur leggero a suo modo. Che si muove, che cambia. In momenti sentirlo quasi chiaro, cercare di afferrarlo, di affermarlo. Ma le parole mancano, sfuggono. E poi non servono… D’un tratto non avere più la voglia di esprimere, una necessità superata. Ma rimane quella di comunicare, forse in altro modo. Ancora consapevolezza e perseveranza. Attesa… 

L’immagine è un paesaggio velato, quasi soffice e selvaggio. Una leggera nebbia che non permette la vista e acuisce altri sensi. Avvolge, tutto sommato gradevole, talvolta sospinge. Dove? La risposta non è necessaria. Lasciarsi portare, certi di un arrivo e ancor più del viaggio.


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Estemporanea in 3 click

Captare

Ho chiuso dei piccoli cerchi

Si sono aperti varchi

Osservo il nuovo paesaggio

Attimi di preoccupazioni sospese

Istanti di …

Mi perdo e insieme mi ritrovo

Nessuna immagine

Poche parole

Attesa…

Insegnante e allieva

Le falene mi ricordano che è un attimo, che il tempo poi è relativo. 

Luci gialle e seta nera. Mu ha dovuto insistere alcune volte perché capissi la lezione.

Un brindisi

E allora ho acceso una sigaretta, dopo anni. L’ultima sigaretta di mio papà.

L’aveva lasciata per oggi, l’aveva lasciata per me.

Alla salute!


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Dialoghi (al limite della consapevolezza)

“A volte non riesco a star ferma, devo andare.”

“Ma andare dove?”

“Non importa, basta non sia qui, basta non sia niente, basta ci sia qualcuno, ma che non parli, non troppo, che non faccia domande, che forse nemmeno ascolti se apro bocca, perché se lo facessi probabilmente direi cose che poi non vorrei aver detto, non così.
Quelle cose che pensi, che sono dentro di te ma temi di dire, temi che siano sentite, soprattutto temi gli effetti del loro eco dentro.
Hai capito?
Ma mi hai sentito?”

“Sentito si, ma non ho ascoltato… almeno credo…
Non è quello che volevi?”

“…non lo so. Oggi è uno di quei giorni che tutto si affaccia al limite della consapevolezza, ma io non ho voglia, non ho tempo, non per questo.
Andiamo?”

“Dove?”

“Andiamo…”

 


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Disorientarsi

Mi sono svegliata di soprassalto nella notte, un rumore.
Ho allungato la mano verso il comodino per accendere una luce.
Non c’era.
Il comodino non c’era!?
Occhi sbarrati nel buio. Mi sono chiesta perchè.
Poi mi sono ricordata che non ero a casa mia. Ho trovato l’altro comodino.
E allora ho realizzato…
Disorientarsi talvolta è salutare.
Porta nuove coordinate e rivoluziona quelle già in essere.

 


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Io posso. Scandalo

 

“Scandalo.
Mi voglio dare.
Come un calzino rovesciato.
Interamente.
Sentire sulla carne,
non più sulla pelle. Sotto.
Apnee e bruciore.
Cicatrici di immensa salute.”

©SZ


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Luci e ombre

Ci sono volte nelle quali non si riesce a lasciar andare delle persone, anche se si sa bene che non si viaggia sulla stessa lunghezza d’onda e magari, per di più, non aiutano a far emergere il meglio di noi.

Serve coraggio, consapevolezza… un bel respiro profondo e via! 🙂

  
Così si fa posto: a compagni di viaggio più adatti a noi e alle nostre frequenze, a nuove meravigliose esperienze. A noi   😉


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Sorprese da un passato prossimo

Recuperare, sepolto in un cassetto, il vecchio cellulare e scoprire, come un fiore lasciato tra le pagine di un libro, che ieri c’erano forse già i semi di quello che è oggi.
Fantasticare, pensare, sognare….
Sorridere, commuoversi, sorridere ancora, ma di una diversa consapevolezza.
E poi… è già buono così oggi  🙂