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Perpendicolare

Un caro amico mi ha suggerito: “Prova ad essere perpendicolare, non più accompagnare” (…inteso le cose, le persone).
Grazie Mau!!  🙂
Ci sto lavorando sù da un po e la cosa è interessante.
Se da un lato la perpendicolarità tra due cose comporta due posizioni/punti di vista diversi, dall’altro ha in sè l’incontro.
E poi magari ancora la distanza, la prosecuzione della propria strada… fino ad un altro nuovo incontro.
Essere perpendicolari lo sento anche come essere più incisivi, decisi, schietti, coraggiosi, …magari un po’ irriverenti e/o cattivelli agli occhi di qualcuno, che ti vede ora in modo diverso da come eri prima.
Io stessa mi vedo così. E mi piace  🙂
Ripensandoci, mi sa che è un annetto che ho iniziato ad essere perpendicolare, ma non ne avevo coscienza. Ora si.
E adesso pungo. Sono retta e anche angolo!  😉


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Etimologia #13 : PERSEVERANZA

Questa parola ultimamente mi… accompagna.
Ho quindi deciso di approfondirne la conoscenza.
Derivante dal latino perseverantia : per-severus, ossia a lungo-rigoroso.
Significa avere costanza e fermezza nel perseguire i propri scopi, mantenere fede ai propositi e alle scelte fatte, conseguire (il bene) senza soccombere ad eventuali ostacoli di qualsiasi natura o allo sconforto.
La perseveranza è quindi una limpida presa di coscienza sui propri pensieri, intenti ed azioni. Non si tratta di arrivismo, di una smania ignorante ed ingorda, bensì della chiarezza e certezza di quel che si vuole, di dove si desidera dirigere il proprio cammino, per percorrerlo nel migliore dei modi ed arrivare al traguardo.
E’ importante allora non essere troppo indulgenti, non accontentarsi o lasciar correre più del necessario, altrimenti l’obiettivo sarà ottenuto “più o meno”, non completamente.

Bene… e quindi?
E’ bene avere un progetto, di vita, del periodo, del giorno, riguardante una specifica cosa o una persona.
Penso che nella vita sia importante avere dei punti fermi, a questo credo sia riferita la perseveranza. Avere uno o più linee guida, obbiettivi fermi, per i quali perseverare appunto, ed entro i quali però, concedersi anche degli spazi e dei tempi “sciolti”. E anche per questi serve perseveranza, coscienza, chiarezza…  😉
Una nota citazione dice:

“La perseveranza è, rispetto al coraggio, ciò che è la ruota rispetto alla leva; il perpetuo rinnovarsi del punto di appoggio”.
Victor Hugo, (I lavoratori del mare)

Quindi è un fulcro, un perno attorno al quale ruota il resto. Ottima immagine direi.
La visualizzo, penso alle ruote di una bicicletta, al loro moto, alle loro componenti.
La gomma si buca, i raggi si rompono, a volte cade anche la catena… ma tutto si sistema e si riparte.
Perseverare. Poi può capitare di cambiare progetto, di sentire la necessità di farlo, perché non è più nostro, perché strada facendo è mutato l’obiettivo. Niente di male. Anzi. Ma essere presenti a sè stessi! Ecco cos’è. In tutto quello che facciamo, pensiamo, spesso siamo assenti, distratti, sfuocati. E’ bene esserci.
Un respiro per ogni pedalata ed occhi puntati sul traguardo, senza dimenticarsi e perdersi la meraviglia di quel che ci circonda, di quello che succede, degli altri.

P.S. : ora, pubblicando questo post ed andando a vedere a quale numero di etimologia eravamo rimasti, mi accorgo che questo è il 13. Mi piace la numerologia e allora: 1+3=4. Quattro è “l’equilibrio interiore”, personale. E come si ottiene se non perseverando?  😉

 


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The (silent) Voice

Avete seguito il talent show “The Voice of Italy” su Rai2 qualche mese fa?
Io si, mi incuriosiva, ci sentivo qualcosa di più degli altri programmi del suo genere e poi ha partecipato un ragazzo della mia zona, Timothy Cavicchini, molto bravo, genuino, quindi non potevo non sostenerlo.
Ma mi sbagliavo. Sul talent intendo, non sul cantante, che anzi si è classificato secondo in gara e conferma ogni giorno di essere veramente in gamba.
Già la sera della proclamazione, sono rimasta male, mi aspettavo vincesse Timothy, lo pensavamo in molti… invece ha vinto “la solita sonata”.
Anche in questo caso, si continua a parlare di cambiamento, di innovazione, e invece di sostenere un sano rock giovane, si premia una canzone “classica”… un’altra… bella voce, ma noiosetta, perdonatemi e per nulla nuova. Mah…
Come se non bastasse, da qualche giorno è uscita… o meglio, sarebbe uscita, la notizia che la vincitrice del concorso canoro è collusa con la camorra e quindi la sua vittoria è quanto meno dubbia… molto dubbia :

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/10/03/news/bardellino-music-show-1.135903

Quindi adesso che si fa? Si dichiara il tutto e si trova una soluzione che premi chi realmente merita? Si rendono note le informazioni e si prendono provvedimenti?
No. Si tace. Silenzio. Si lascia correre.
Si chiama The Voice il programma… paradosso :  voce, ma tace.
Tacciono loro, ma noi?
Sarà poco, ma almeno per la mia coscienza, la mia rabbia nei confronti dei lati oscuri di questo Paese, il mio desiderio di miglioramento e per la stima nei confronti di Timothy e del suo gruppo, gli “Ostetrika Gamberini”, io la voce ce la metto, con gli strumenti che ho : qui.
Che si sappia, che ci rendiamo conto. Anche se già è noto purtroppo, che in Italia la meritocrazia raramente viene applicata, a vantaggio di favoritismi talvolta assurdi e della conseguente omertà.
Si parlava giusto ieri di stupidità e/o ignoranza ( https://cucublog.com/2013/11/05/siamo-stupidi-o-ignoranti/ ). In questo caso, purtroppo, pare vinca la stupidità (e definirla tale è poco…).
Ma noi possiamo scegliere!  😉
E allora, se volete passare una serata all’insegna della buona musica, della genuinità, della spontaneità, della passione, del sano divertimento; se volete uno spettacolo completo, vero, incondizionato, non perdeteveli se passano dalle vostre parti, perché loro meritano :

https://www.facebook.com/pages/Timothy-Rock-Cavicchini/265411693513398?fref=ts

http://www.ostetrikagamberini.it/

 


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Etimologia #9 : SALUTE

Deriva dal latino “salus” (a sua volta proveniente da “salvus”, ossia salvo) e significa salvezza, incolumità, integrità.
Salute indica quindi una condizione di benessere completa, che riguarda corpo, anima e mente.
L’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità,  http://www.who.int/en/ ) ha definito la salute come uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. Definizione assolutamente appropriata direi, che coinvolge infiniti aspetti.
Mi sembra di osservare in giro che “in tempi di crisi”, le persone finalmente prediligano la qualità, della vita in generale e facciano quindi scelte più coscienti, coscienzionse, mirate, salutari. Essendo l’argomento così complesso, anche queste scelte lo sono, variegate, molteplici, con motivazioni ed effetti diversi. Ma hanno in comune un denominatore: si opta per ciò che fa stare bene, che non significa solo essere sani a livello fisico, ma anche preferire oggetti, abbigliamento, cibo, attività nel tempo libero, lavori, … che ci fanno sentire bene, con noi stessi e con gli altri, possibilmente sereni, felici, appagati, soddisfatti, …
La salute quindi ce l’abbiamo, ma va mantenuta, curata, evoluta. Non dobbiamo darla per scontata e renderecene conto solo quando qualcosa non va, quando magari prendiamo un malanno e pensiamo sia solo una questione del corpo.
L’attenzione su questi argomenti è cresciuta nel tempo e ha coinvolto molti settori (tutti direi, o quasi…): sanità, scienza, psicologia, società, socialità, fede, lavoro, arte, istruzione, educazione, cucina, sport, ….
Sono  molte infatti le iniziative interessanti in giro :

http://www.viveresaniviverebene.it/

http://www.biosalute.eu/

http://www.bergamoscienza.it/ITA/Homepage.aspx

http://www.salonecibosicuro.it/

http://www.festivalscienza.it/site/home.html

http://www.fierabolzano.it/fieraautunno/

http://www.naturalexpo.it/

http://www.cibus.it/