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curiosità & cultura


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Attesa? No grazie.

Ad aspettare che siano gli altri a far qualcosa, si finisce per perder tempo (che poi non è perso, in verità: si impara comuque qualcosa… a volte tanto!).
Ma, in ogni caso, a volte è meglio darsi una mossa e agire.
Tranne il caso in cui si è sempre i primi a farlo.
Eh già! Se tocca sempre a me, non ci sto. Perchè in questo caso il rapporto (di qualsiasi tipo sia) è sbilanciato, forse univoco, quindi non ha molto senso di essere, di continuare.
Per carità, può essere che una persona sia più portata di altre a fare, brigare, proporre, … Però ogni tanto è bene che tutti si mettano in gioco, che tutti si diano da fare.
Altrimenti vien da pensare che dall’altra parte non c’è interesse. Cos’altro si potrebbe pensare? E allora tanto vale che ognuno vada per la sua strada.
Anche in questo caso si agisce quindi, ma in modo diverso: non si aspetta, si indirizzano le proprie energie ad altro.
E’ una non-attesa. Anche perchè, sappiamo che fregatura siano le aspettative…..  😉


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La prima volta non si scorda mai

 


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FestivalEconomia

Poco fa, in città, ho visto i manifesti e un campanellino è suonato. Di ritorno a casa, ho subito verificato.
Il Festiva Economia di Trento, alla sua ennesima edizione, è un momento mooooolto interessante, piacevole, stimolante ed arricchente, sotto svariati punti di vista.
Infatti, lo consiglio vivamente, a chiunque!! Non fermatevi alla parola economia e al significato che generalemnte a primo acchito le si da.
Economia è la vita quotidiana, le nostre scelte di consumo e non solo, tutto quello che ci gravita attorno: le nostre scelte di vita sono economia! perchè economia è società, composta di singoli individui, di gruppi, di nazioni; è socialità, condivisione e partecipazione; è presente e futuro, valutazione concreta della realtà, progetti e sogni; è tutto quello che tocchiamo, costruiamo, disfiamo, pensiamo di rifare.
Fidatevi: una bella esperienza!

http://2014.festivaleconomia.eu/

 


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Toastmasters International

About a month ago, thanks to a friend’s invitation, I attend a group of public speaking which is taught in English.
It’s called “Toastmasters” and we usually meet in Verona once every two weeks.
I was immediately enthusiastic about it, I found it well organized and very useful, because at the same time you can improve your English, you can develop your ability to speak in public, and if it’s not enough, you can meet new friends.
If you are interested in this great opportunity and you would like to participate in an evening to better understand what it is and to try a new experience, you are welcome!
Look for the Toastmasters club near you and join the club!

http://www.toastmasters.org/

https://www.facebook.com/ToastmastersVerona?fref=ts

 

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Da circa un mese, grazie all’invito di un amico, frequento un gruppo di public speaking tenuto in inglese. Si chiama “Toastmasters” e ci riuniamo a Verona una volta ogni due settimane.
Sono stata subito entusiasta della cosa, l’ho trovata ben organizzata e molto utile: contemporaneamente, è possibile migliorare il proprio inglese, evolvere la propria capacità di parlare in pubblico e, se non bastasse, incontrare nuovi amici.
Se vi interessa questa bella opportunità e desiderate partecipare ad una serata per capire bene di cosa si tratta e sperimentare una nuova esperienza, siete i benvenuti!
Cercate il Toastmasters club più vicino a voi ed entrate nel gruppo!

http://www.toastmasters.org/

https://www.facebook.com/ToastmastersVerona?fref=ts

 


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Insegnare e/o imparare

Insegnare ed imparare. Due lati opposti di una stessa situazione? Oppure complementari? Correlati?
Ci pensavo proprio in questi giorni, che sto facendo ricerca su alcuni argomenti.
Le due cose sono strettamente connesse. Nell’insegnare qualcosa a qualcuno, spesso e volentieri ci si rivela qualcosa di nuovo, si chiarisce e quindi si impara.
Nell’imparare qualcosa da qualcuno, si può trasmettere qualcosa a chi ci insegna: un atteggiamento di attenzione, di rispetto, un’osservazione che spalanca una finestra inattesa e innesca un nuovo ingranaggio.
E’ uno scambio, nessuno è inferiore, nessuno superiore. Tutti abbiamo da imparare e, ciascuno a suo modo e in base alla propria esperienza, tutti hanno qualcosa da insegnare.

Vedevo proprio poco fa un video interessante (grazie Enrico Cerni!).
Spunti per “scambi insegno-imparo” nel 21° secolo :

 


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Sono graditi visi sorridenti

L’ho preso qualche settimana fa, appena uscito, ma poi avevo altro da finir di leggere.
Questa mattina, con la tazza del caffè ancora fumante, ho sentito che era il giorno di aprirlo.
Nel mezzo sono intercorse un paio di pause, necessarie a sbrigare qualche faccenda e qualche necessità.
Ma pochi minuti fa, le pagine sono finite.
Se alla loro prima esperienza letteraria hanno avuto un grande successo, ora come minimo faranno il bis.
La differenza è che questa volta sono proprio loro a scrivere.
Ci raccontano di un altro viaggio, dal suo inizio in avanti; un viaggio lungo, complesso, faticoso, ma anche stupendo, interessante, avvincente; un viaggio ancora in corso, che non finirà mai.
Una lettura di quelle dalla forza incredibile, che ti stringe lo stomaco, ti inonda gli occhi, ti fa tracimare il cuore.
E nonostante tutto il dolore, l’amarezza, le difficoltà, le paure (superate!), gli ostacoli, … quello che ti chiedono è un sorriso!
Sono ancora in apnea…lascio parlare loro…

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P.S. Ottima idea regalo per Natale  😉  ..per spunti di riflessione vitale!
E ricordate: regalate(lo) con un sorriso!!  🙂

 


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Nello stand-by…

Qui a letto non ci sono molte cose da fare… o almeno questa può essere l’impressione. In realtà si può riposare, pisolare, leggere, ascoltare musica, ascoltare gli altri e i vari rumori (più o meno di fondo), lo scorrere del tempo-non tempo (qui è tutto relativo, più che fuori…), se poi ti portano qualche ora il Mac e hai volgia di fare due chiacchere virtuali, eccoci qui! Insomma, volendo ce ne sono comunque di cose da fare.
Si può anche pensare, riflettere in un modo diverso, capire perchè si finisce qui, come giocarsi al meglio questa che è comunque un’occasione di esperienza, conoscenza, comprensione, acettazione, condivisione, …. cosa fare dopo, quando si esce, ma soprattutto come farlo! Perchè se si arriva qui in ospedale, o in ogni caso si viene “stoppati” da una malattia (breve o lunga, più o meno importante), un motivo c’è. Un motivo c’è sempre, niente capita a caso, mai.
Ne parlavo questa mattina con mia mamma, che in questi giorni mi aiuta e mi sostiene (grazie!) e riflettevo sul fatto che ho forse corso un po’ troppo in alcune cose, ho avuto troppa smania di realizzarle, sovraccaricandomi di intenzioni, aspettative, impegni, … dimenticandomi un po’ di me, o occupandomene non adeguatamente. O forse avevo bisogno di una gran bella pulizia di fine estate! Fuori il vecchio e avanti al nuovo  😉
E allora il mio fisico (in associazione con “altro” …chiamatela anima, spirito, chiamatela come volete) si sono ribellati. Tiè! E adesso impara!  😀
Ok, ci provo.. a dire il vero è parecchio che ci provo, mi pareva anche di esser diventata bravina, ma… devo aver “toppato” qualcosa, oppure, va bene comunque così! E’ solo un’altra esperienza, diversa certo, ma pur sempre valida, efficace, istruttiva.
E allora cercheò di trarne il meglio da questo pseudo stand-by, durante e dopo.
E voi? Cosa è capitato vi abbia stoppato? Cos’avete imparato?
Certo, mi dicono, si potrebbe fare a meno di questi “passaggi a-salutari” …sarebbe tutta salute  😉  Ma se non si passa da questi bardi, forse ci perderemmo anche qualcosa di importante, che altrimenti non scopriremmo mai….  😉
Buona serata!  🙂