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curiosità & cultura


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Forme

Le forme delle cose sono bugie.
Costrizioni e comodità.
Superato questo,
ciò che le compone sono segni,
variabili e varianti,
mutanti le forme.

Le forme delle cose
raccontano storie
e ci chiedono di essere cambiate.

 


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PPP e la città

Che forma ha la città?
Quale immagine rimanda?
Pier Paolo Pasolini ci racconta la sua versione

 


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Vado in crisi. Cambio forma.

E’ stato individuato un “indice delle forme” in campo architettonico, ossia è stata svolta e confutata un’indagine secondo la quale le forme in architettura mutano in base ai cambiamenti della società, cambiamenti forti, di carattere economico, sociale, storico, …ovviamente correlati :

http://www.archdaily.com/433667/if-skyscrapers-predict-crises-what-do-donuts-tell-us/

http://www.ft.com/intl/cms/s/2/3b3aa566-157a-11e3-950a-00144feabdc0.html#slide6

Mi pare giusto e mi sembrerebbe anche logico : perchè mantenere forme e modi che rispetto ai tempi, a quel che ci circonda, a quello che sentiamo sono superati?
Non è una questione di adeguamento, che mi sa di “adagiamento” e rassegnazione, ma di adattamento (la sfumatura è leggera ma importante), che per me significa aggiornamento, evoluzione, armonizzazione.
Dovrebbe essere così in tutto, per tutti. Una situazione di crisi è in un certo senso una guarigione, una metamorfosi, un passaggio da una stato “consumato” ad uno nuovo, potenziale e potente.


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Luce negli occhi. Occhi di luce

Virgilio Guidi è stato effettivamente il successore di alcuni artisti e correnti, il precursore di altri, la voce fuori dal coro in altri momenti ancora. Forse ciò è dato anche dalla sua concezione del tempo, complessa e combattuta; della serenità conquistata di vivere tra visibile e invisibile, tra esperienza e immagini della mente.
Nella bella esposizione di Villa Contarini (Piazzola sul Brenta, PD), contenuta, chiara, ariosa, sono raccolti alcuni dei suo lavori “maggiori”, inteso per dimensioni, infatti la mostra è intitolata “Grandi opere. 1948-1983”.
Guidi, nato a Roma nel 1891 e morto a Venezia nel 1984, ha vissuto praticamente tutto il ‘900, riportandone i riflessi nelle proprie tele, negli scritti, nelle poesie. Come la maggior parte degli artisti, si esprimeva in diverse attività/arti, dando la propria visione, libera e personale, intensa e meditata : “Mi si perdoni se io confesso di credermi abbastanza libero tra il bene e il male, tra le luci e le ombre del tempo, senza ottimismo o pessimismo, per nulla prigioniero di false certezze, di pretenziose angosce. Soprattutto credo di non avere imbalsamato le cose della mente o dell’esperienza, quando è stato imbalsamato anche il cerchio, il quadrato, il triangolo, e ancora il cosmo e ancora tutte le cose visibili, per via di un insistente intellettualismo che è negazione dell’intelletto, non certo forza vitale, che è poi quello che conta, al di sopra della stessa perfezione, e che salva anche l’errore”.
Fondamentale nella sua pittura è la luce, elemento che dà sostanza e rende possibile espressione e conoscenza, che conferisce verità. I colori (vivi) e le forme (essenziali) delle sue opere creano un bel dialogo con chi le osserva. E spesso loro stesse osservano, con grandi occhi che animano e investigano lo spazio… “un fiorire d’occhi nel cielo”.

guidi

P.S. Ho avuto il piacere di visitare la mostra con due cari amici, Maurizia e Maurizio (“i Mau”), ciascuno a proprio modo artista. Bello ed interessante ascoltare i loro commenti, le loro riflessioni; li ringrazio! E poi, rientrando a casa, Mau(rizio) ci ha chiesto che musica avremmo abbinato ai quadri visti. Abbiamo spaziato dalla classica, alla cantautorale… dalla Vanoni a “Il bel Danubio Blu”… e poi siamo arrivati a Lady Gaga!? Si! vi sembrerà strano, ma Mau consiglia di mettere lei nell’iPod mentre visionate l’esposizione e di ascoltare “gli umori della musica” e le possibili connessioni con le emozioni dei dipinti… Provare per credere!  😉  🙂