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curiosità & cultura


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Scuole verdi

Ecco una nuova esperienza, sulle pagine di Giunti Scuola !  🙂
Ringrazio di cuore Maurizia per avermi “ingaggiato nella banda”  😉  e Elena per l’opportunità.
Un grazie a Edoardo per l’interessante intervista e i tanti spunti che mi ha dato.
Buona lettura e buona scoperta di Scuole Verdi !

 


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Leggere i paradossi

Spopolano ormai i festival letterari, ai quali quello di Mantova ha sicuramente dato i natali.
In questi giorni a Milano ci sarà “BookCity” :

http://www.bookcitymilano.it/

Incontri, eventi, letture, librerie, …. L’offerta è vasta ed interessante.
E anche la televisione apre nuove strade in questo senso, con un programma dedicato alla scrittura (e di conseguenza alla lettura), “Masterpiece” :

http://www.masterpiece.rai.it/dl/portali/site/page/Page-461957fc-5f28-4ee2-a0aa-1da517c79b78.html

Non l’ho ancora seguito, ma l’argomento incuriosisce e pare valido. Si vedrà…
Ma tutto questo interesse, movimento, manifestazione intorno alla scrittura/lettura ha una “contropartita” non indifferente : il “nuovo analfabetismo”.
Detto “analfabetismo funzionale” (o scientificamente “illeteratismo”), riguarda l’incapacità di usufruire efficientemente delle possibilità di lettura, scrittura e calcolo oggi offerte dai vari strumenti tecnologici.
In un certo senso, si tratta di un aggravamento dell’ignoranza nel leggere e nello scrivere : una volta imparate tali attività, non si è in grado di utilizzare i mezzi attuali per praticarle.
In ambedue i casi, quello che manca di base è l’istruzione, l’insegnamento, l’assistenza alla cittadinanza così che possa usufruire di tutte le informazioni e le possibilità.
Paradossi. O interessi celati, pilotati? Effetti voluti, controllati?
Tutto oramai gira sul www e chi non ha mezzi e/o capacità, rimane tagliato fuori. Allo stesso tempo, attraverso il web ci controllano, ci dirigono, ci “intortano”. Ma questo non ci deve fermare.
Tantissime persone oggi scrivono (libri, articoli, blog, …) e questo a mi pare bellissimo, mi sembra sia innanzitutto un desiderio di comunicazione, manifestazione, apertura, condivisione. Quanto meno, questi fattori sono quelli che muovono me a farlo.
Ma quanti leggono? Credo che la sproporzione sia tanta…
Sia perché, appunto non tutti sono in grado di farlo sui nuovi media, per i quali è necessario avere a disposizione computer, tablet, smartphone; sia perché la lettura è sempre in calo.
Con-cause? Non so, chi sostiene che una cosa genera l’altra, chi il contrario.
Sta di fatto che l’argomento spopola, in rete e non solo. Provate  a digitare “analfabetismo funzionale” su un motore di ricerca e leggete un po’ quel che ne esce…
Così nel frattempo contribuiamo a incrementare la lettura e diminuire l’ignoranza  😉

 


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Educare, educarsi

I giorni scorsi ero in Germania, ospite di una carissima amica. La realtà tedesca è sempre molto interessante; validi esempi di organizzazione, efficienza, efficacia, rispetto dell’ambiente, …
Bianca è un’educatrice e ancora una volta ci siamo confrontate sul tema dell’educare appunto. In Germania il metodo è diverso rispetto alla scuola italiana e non solo. Fin da piccoli (asilo nido) si cerca di stimolare i bambini a manifestare le loro naturali attitudini, valorizzarle, soprattutto attraverso lavori di carattere manuale, pratico, artigianale e con grande spazio (sempre!) per la fantasia, la magia, la spontaneità. Inoltre, fondamentale, è la partecipazione attiva della famiglia di ciascun alunno, un continuo dialogo e interazione tra istituzione scolastica e nucleo familiare.
Il mio ricordo della scuola è ben diverso… purtroppo! e sento tanti altri che come me (prima e dopo) condividono le stesse impressioni, le stesse idee.
In Italia si parla di rinnovare l’istruzione, succede a ogni nuovo governo e “ci marciano su” per tutto il tempo di un mandato per poi ricominciare da capo, senza aver concretamente rinnovato nulla, o ben poco, sicuramente non il necessario.
E la famiglia? Spesso e volentieri, portare i figli a scuola diventa uno scarico di responsabilità, la palla passa agli insegnanti, che fanno come possono, come devono, come sanno… e la comunicazione tra scuola e casa… missing!
Insegnare dovrebbe voler dire accompagnare i bambini/ragazzi nella loro crescita, trasmettere loro dei valori, renderli coscienti (di sé stessi soprattutto), liberi di saper scegliere, scoprire insieme a loro le peculiarità di ognuno e stimolarli, sostenerli, consigliarli.
E tutto ciò dovrebbe essere fatto in comunione tra istituti di educazione e famiglie, in modo costruttivo per tutti. Perché tutti e sempre abbiamo qualcosa da imparare.
Mi potete anche dire che negli anni comunque qualcosa è cambiato … si si, in effetti : interrogate sul perché ai figli non è ancora stato insegnato a scrivere in “corsivo”, le insegnanti hanno risposto che il computer non scrive in corsivo… ??!?? Bhè allora non insegniamo più nemmeno la matematica, tanto c’è il PC che fa i calcoli… e poi  non insegniamo più la geografia o la storia, tanto ci sono tantissimi archivi telematici, maps, navigatori su cui trovarle… e poi non insegniamo più le lingue, tanto ci sono i traduttori on line…
Speriamo almeno, al di là di quelli che possono essere gli strumenti, di essere capaci di insegnare che sapere è bello, che la cultura è piacevole, interessante, divertente, condivisibile, partecipativa, apre nuovi orizzonti, ti porta lontano a conoscere cose curiose e stimolanti, …
Ci renderemo conto che condividere l’educazione con i figli (e con tutti) è molto di più che portarli a scuola e fargli fare i compiti, più che trasmettere dei concetti o dei valori, più che dare risposte o essere d’esempio, …  E’ crescere insieme, in uno scambio continuo di vita, di idee, di passioni, di slanci, di confronti, di rispetto, di apertura, di “non-sbagli” per poi fare meglio, di risate e qualche lacrima, di arrabbiature fatte bene e di abbracci.