cucublog

curiosità & cultura


1 Commento

Disservizi all’italiana

Treno, arrivato in ritardo di 30 minuti. Pazienza… Partiamo.
Ad ormai due terzi del percorso, ad una stazione ci fanno scendere tutti.
Perplessità generale, tanta.
Ma non è ancora al livello che raggiungerà a breve.
Sul marciapiede ci viene incontro il capotreno al quale chiediamo motivazione del disagio.
Attenzione! Riporto le testuali parole: “Eh… Abbiamo un ritardo tale che a questo punto meglio scendiate e prendiate quello dopo… ”
😐 …??!??!??!
Ma non s’è mai visto!!?!! A volte hanno ritardi mostruosi e mica si sognano di scaricare la gente e far aspettare il treno successivo! A questo punto sopprimetelo in origine e fateci direttamente prendere l’altro, no?!?
Questa è l’Italia, quella dei NON-servizi che ospiti e turisti ricorderanno e racconteranno come prima cosa tornati a casa.
Bella cartolina!? :-/


1 Commento

Festivaletteratura 2014

Festivaletteratura è sempre una gran bella esperienza: di partecipazione, condivisione, meraviglia, evoluzione.
Lo è comunque, anche solo fare una passeggiata a Mantova in quei giorni, è la sensazione concreta di essere attraversati da qualcosa di buono, edificante, stimolante.
Lo è di più se partecipi ad eventi, nei quali ti senti in accordo con le altre persone tutto attorno e ricevi effettivamente quel che ti viene trasmesso.
Lo è poi in maniera esponenziale quando alcuni di questi eventi sono… come la meravigliosa conclusione di una caccia al tesoro ottimamente riuscita!
Quel che cercavi era lì! La risposta ultima, la conferma, la chiarezza, …una nuova domanda.
Quest’anno due (tre) su tutti: Domenico De Masi e Jeremy Rifkin, affiancato dal sempre super Riccardo Luna.
L’analisi del momento (storico, economico, sociale), le prospettive possibili, le visioni, gli stimoli, …le provocazioni e gli incitamenti ad essere attivi, ad avere speranza, ad accettare il cambiamento e ad imparare nuove prospettive.
Ho preso i testi e intendo leggerli a breve…

IMG_2116 IMG_2119 IMG_2120

Due uomini, due libri, due incontri: temi comuni, percezioni e comunicazioni simili.
Ne esce che l’Italia è pronta… lo sarebbe, per voltare pagina, per lanciarsi nel nuovo paradigma.
In ambedue i casi, ho fatto la stessa riflessione: secondo me il problema non è se in Italia possiamo. Certo che possiamo! (Noi abbiamo scoperto l’America!! Ed è solo l’ultima e minima delle cose…).
Il problema penso sia: vogliamo?
Non sono convinta si voglia, non abbastanza…
Ma mi guardo sempre intorno, ascolto, osservo, sento… spero sempre di essere felicemente smentita  🙂

 


1 Commento

Cambio, cambio, cambio!

Ieri mattina ero a Verona per sbrigare alcune commissioni. Arrivata in città, mi sono ritrovata nel mezzo di una manifestazione, sulla scia dei Forconi, come molte altre in questi giorni.
Li guardavo, un gruppo relativamente grande di ragazzi, tutti in età da liceo. Ho sentito tra la gente commenti e critiche; abbiamo pensato tutti che questi ragazzi avevano preso l’occasione per fare “berna” e che nemmeno sapevano la ragione reale della protesta.
La rabbia è tanta ed è giusto manifestarla, farsi sentire, chiedere ragione di tante cose, pretendere attenzione. Ma in Italia non siamo capaci mi sembra, di farlo nel modo migliore. Guardiamo Istanbul, rimango dell’idea che sia un ottimo esempio. I media non ne parlano più molto, ma Istanbul va avanti, silenziosa e concreta, creativa e fattiva, sinergica e cooperativa. Istanbul ha futuro.
Poi un coro ha attirato la mia attenzione : “Vogliamo il nostro futuro!”.
Quale?
Se avessi un figlio adolescente oggi, cosa gli direi? Come spiegherei? Non saprei cosa dire, come indirizzarlo al suo domani, cosa suggerirgli, …
Mi duole ammetterlo, perché penso che viviamo nel paese più bello del mondo, ma credo gli proporrei di andarsene, di viaggiare, di vedere, di capire, di provare.
Sento molti chiedersi quando e se si tornerà come prima (della crisi). Speriamo di no!
Penso sia concretamente impossibile, ma mi auguro che nemmeno succeda. Se torniamo a come eravamo, a tutto ciò che ci ha portato all’attuale situazione, come potremmo risolvere i problemi, migliorare la vita, garantire futuro?
Ci vuole un cambio. Di mentalità.


2 commenti

The (silent) Voice

Avete seguito il talent show “The Voice of Italy” su Rai2 qualche mese fa?
Io si, mi incuriosiva, ci sentivo qualcosa di più degli altri programmi del suo genere e poi ha partecipato un ragazzo della mia zona, Timothy Cavicchini, molto bravo, genuino, quindi non potevo non sostenerlo.
Ma mi sbagliavo. Sul talent intendo, non sul cantante, che anzi si è classificato secondo in gara e conferma ogni giorno di essere veramente in gamba.
Già la sera della proclamazione, sono rimasta male, mi aspettavo vincesse Timothy, lo pensavamo in molti… invece ha vinto “la solita sonata”.
Anche in questo caso, si continua a parlare di cambiamento, di innovazione, e invece di sostenere un sano rock giovane, si premia una canzone “classica”… un’altra… bella voce, ma noiosetta, perdonatemi e per nulla nuova. Mah…
Come se non bastasse, da qualche giorno è uscita… o meglio, sarebbe uscita, la notizia che la vincitrice del concorso canoro è collusa con la camorra e quindi la sua vittoria è quanto meno dubbia… molto dubbia :

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/10/03/news/bardellino-music-show-1.135903

Quindi adesso che si fa? Si dichiara il tutto e si trova una soluzione che premi chi realmente merita? Si rendono note le informazioni e si prendono provvedimenti?
No. Si tace. Silenzio. Si lascia correre.
Si chiama The Voice il programma… paradosso :  voce, ma tace.
Tacciono loro, ma noi?
Sarà poco, ma almeno per la mia coscienza, la mia rabbia nei confronti dei lati oscuri di questo Paese, il mio desiderio di miglioramento e per la stima nei confronti di Timothy e del suo gruppo, gli “Ostetrika Gamberini”, io la voce ce la metto, con gli strumenti che ho : qui.
Che si sappia, che ci rendiamo conto. Anche se già è noto purtroppo, che in Italia la meritocrazia raramente viene applicata, a vantaggio di favoritismi talvolta assurdi e della conseguente omertà.
Si parlava giusto ieri di stupidità e/o ignoranza ( https://cucublog.com/2013/11/05/siamo-stupidi-o-ignoranti/ ). In questo caso, purtroppo, pare vinca la stupidità (e definirla tale è poco…).
Ma noi possiamo scegliere!  😉
E allora, se volete passare una serata all’insegna della buona musica, della genuinità, della spontaneità, della passione, del sano divertimento; se volete uno spettacolo completo, vero, incondizionato, non perdeteveli se passano dalle vostre parti, perché loro meritano :

https://www.facebook.com/pages/Timothy-Rock-Cavicchini/265411693513398?fref=ts

http://www.ostetrikagamberini.it/

 


1 Commento

Cultura privata

…privata di possibilità, di spazio, di voce. Privata come unica (?) soluzione, visto che le istituzioni pubbliche sono talvolta sorde, talvolta impossibilitate, talvolta… non si sa.
Ho visto qualche sera fa un servizio su “Spazio Forma”, un punto di riferimento importante per la fotografia in Italia e non solo.

http://www.formafoto.it/

Rischiavano di chiudere, di dover troncare tutte le attività, a causa di una necessità di vendita dell’immobile da parte del Comune di MIlano.
Leggo però ora nei loro comunicati, che fortunatamente hanno trovato una soluzione, forse anche più di una, e tutto grazie ad un intervento privato.
Questa faccenda evidenzia ancora una volta la “questione della cultura in Italia”. Che ovviamente ha con-cause ed effetti molteplici.
Non è curata, non è seguita, non è mantenuta, non ha fondi sufficienti, è mal gestita, ….  L’elenco è lungo e chiama in causa tantissime persone, cose, fatti, situazioni, leggi.
Diceva bene Renzo Piano in un’intervista di poco tempo fa, quando soteneva che noi italiani forse siamo così abituati alla bellezza (infinita!!) del nostro paese tanto da esserne ormai assuefatti e così non ci rendiamo conto della ricchezza e delle enormi potenzialità che abbiamo : culturali, turistiche, sociali, lavorative, economiche.
Invitava infatti i giovani a viaggiare, per incontrare nuove culture, altre persone, diverse realtà. Ma soprattutto per rendersi conto della fortuna di essere italiani, di essere nati in una terra dalle risorse uniche e incredibili. Quindi viaggiare, per vedere, conoscere, apprendere, comprendere. E poi tornare. Per confrontare, applicare, fare, valorizzare, innovare, evolvere.
La crisi (io ho ancora e sempre dei dubbi sulla questione…) la si risolverebbe. Se si volesse…


1 Commento

A proposito di partecipazione…

…vi rimando alla lettura di Luca De Biase, che porta all’attenzione un’iniziativa importante, notevole, che come lui stesso dice, richiede attenzione e senso civico :

http://blog.debiase.com/2013/07/costituzione-consultazione-uniniziativa-da-considerare-con-attenzione-e-spirito-civico/

Perplessità? Legittime. Ma se non proviamo a fare qualcosa, difficile che qualcosa cambi… e poi non ci possiamo lamentare…  😉
http://www.partecipa.gov.it/