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curiosità & cultura


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Nuvole 

Soffi di nuvole.

Inviti di leggerezza. 


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cit.

” Leggerezza…  Cara Leggerezza, come stai? Non ti ho mai scritto, forse nemmeno ci conosciamo. Ci siamo incontrate qualche rara volta, di sfuggita. Ma ti ho vista spesso in giro, in diverse sfumature, a volte un po’ eccessive e forse questo mi ha fatto fraintendere le tue ragioni.
Ti chiedo scusa. Ora ho capito, mi sbagliavo sul tuo conto, ho giudicato, per giunta male.
Mi piacerebbe conoscerti meglio, avrei una proposta da farti…  “.


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Sogni e fatti di nera

Leggerezza.
Per praticarla, bisogna studiarla, conoscerla, comprenderla, farne esperienza.
Poi per saperla trasmettere, ci vuole classe!
Enrico Cerni, il Prof. Enrico Cerni ce l’ha, tanta.
Il suo romanzo, “Non accettare sogni dagli sconosciuti”, narra con sapiente leggerezza le vicende di Aldo, cronista in un paese di provincia, dove si intrecciano fatti personali e misteri pubblici.
Lo leggi sereno, trasportato dall’armonia di un linguaggio fine; senza rendertene conto arrivi alla fine e ti accorgi che emergono delle sfumature, delle riflessioni, delle realtà.
Molto piacevole.

Enrico Cerni
“Non accettare sogni dagli sconosciuti”


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Bolla

Sono in una bolla.
Capita che alla fine di un periodo, di un percorso, nella pausa tra un attività e altro, si abbia una sorta di rifiuto per tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento. Si sente, del tutto spontaneamente, la necessità di staccare la spina, di dedicarsi ad altro.
E la testa ha quella sensazione di galleggiamento, di “semi-sospensione” dal resto del corpo: si accorge che sta bene anche così, un po’ per i fatti suoi, senza impegni. Incredibilmente ad istanti (frazioni di frazioni di secondo) è vuota!?
Sembra quasi impossibile, considerati tutti i pensieri che di solito la affolano e si vorrebbe essere capaci di riprodurre lo stesso effetto in situazioni di necessità! Ma no, capita così…
Meglio godersi anche questi momenti di “sostenibile leggerezza dell’essere”  😉


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Berlino

Il muro è caduto da 25 anni.
Per ricordarlo, dal 7 al 9 (o dal 9 al 10… non è ben chiaro…) di questo mese, palloncini illuminati ricostruiranno il percorso che divideva in due la città.
Trovate un articolo qui ed è possibile seguire gli sviluppi dell’evento anche sulla specifica pagina Facebook.
Simpatica installazione, landascape art.
Se penso ai palloncini, immagino che siano stati scelti per dare un po’ di leggerezza ad una divisione che per troppo tempo è stata molto pesante.
E poi luce, non più l’ombra del passato  🙂

 


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Ho visto una cosa…

…nella mia mente.
Una bolla bianca, semitrasparente.
Galleggiava leggera, vuota, tra pensieri e immagini, tra flash back e forward.
Mi ha lasciata un attimo sorpresa. Sospesa.
Ma come, c’è ancora posto?? Da dove arriva? Perchè è vuota?
L’ho inseguita per un po’.
Poi l’ho lascita andare, libera.
Beata leggerezza e felice io di esserne capace.
E’ ancora qui, ci siamo accomodate insieme sul divano.
Io scrivo, lei sorride.
Lei scrive, io sorrido.

 

 


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Al sole e al vento

Una delle cose che più mi piacciono di una splendida giornata come è qui oggi (oltre ovviamente alla giornata in sè), sono i panni distesi!
Danno un senso di leggerezza, serenità, allegria, accoglienza, familiarità.
Li guardo veleggiare al sole e al vento e li invidio, di una bella invidia e provo a essere loro.