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curiosità & cultura


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Passaggio

Una casa semivuota mi ospita ancora questa notte.
Una casa semipiena mi attende ormai in questi prossimi giorni.
E’ un passaggio. Uno grande stavolta.
Sarebbe certo successo, ma non pensavo così.
D’altra parte, tante cose prima d’ora non le pensavo così, o nemmeno le pensavo.

Niente è certo.
Solo quello che ho tra le mani: sogni, desideri, ricordi, …
Stringo e libero, allo stesso tempo: passato, presente, futuro.
Tutto può essere e il tempo non esiste.
Non esistono limiti, divieti, giudizi.

La libertà è quella che ti costruisci,
quella che ti concedi,
quella che scopri d’improvviso,
come qualcosa che trovi per caso
e qualcuno ha voluto conservare.

 


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Flash

 

Dire “ti amo” è una pretesa di possesso.
Dire “ti voglio bene” è un regalo di libertà, un augurio e un invito di felicità e realizzazione.

(E poi è una meravigliosa esclusività della lingua italiana)  😉

 


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Libertà 

…è un albero con vista sul mondo che stende le braccia per darti respiro e riposo. Grazie.

  


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Autismo

Non è solo tutto o bianco o nero.

Non c’è un’unica visione.

Non c’è una sola verità.

Quindi ascoltateli!

Grazie Rosie!!!  🙂

http://www.spazioasperger.it/index.php?q=caratteristiche-dell-asperger&f=329-lacuteautismo-mi-ha-resa-libera-di-essere-me-stessa


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BookCrossing

Ho trovato in giro un punto BookCrossing con un interessante volantino che spiegava bene come funziona e dava utili indicazioni.
Così mi sono ben informata e ho pensato che creerò un’etichetta Cucù e lascerò libero qualche libro  🙂
Voi avete mai utilizzato (in un senso o nell’altro) questo servizio?
Trovo che abbia diversi vantaggi/opportunità: se si hanno libri doppi o dei quali si può fare a meno, piuttosto che un libro che ci ha tanto colpiti da volerlo diffondere, si può liberare, dando ad altri la possibilità di goderne. E poi con l’etichetta è possibile seguirne l’itinerario; curioso, divertente, potrebbe essere occasione di nuove conoscenze.
Nel sito è spiegato bene…
Vi avviso quando metto in circolo il primo!  😉

 


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La pressione spinge. E’ libertà

La pressione, quella che ti prende quando hai mille cose da fare e non sai da che parte cominciare e pensi magari che non ce la farai a fare tutto… bhè può fregarti. O può aiutarti.
Io sotto pressione rendo meglio. La pressione non mi schiaccia, mi spinge avanti, più in là.
In questi giorni, con alcune cose accumulate nelle scorse settimane, ho steso un programmino di cose da fare, di persone da vedere, da sentire, … e sono diverse, in tutti i sensi, ma la cosa mi entusiasma, mi sprona, mi solletica a catena altre cose e mi piace ancora di più.
Poi è magico, meraviglioso, quando dal nulla (…?) altre cose arrivano, si incastrano, sono proprio quelle giuste! quelle che se andavi a cercarle non sarebbero state altrettanto buone.
E allora capisci che sei sulla strada giusta, le cose attorno a te te lo confermano e la pressione te la sei già dimenticata, è diventata un bel vento in poppa che ti sospinge avanti, ti sostiene in un abbraccio aperto che emana sensazioni morbide e profumo di libertà.


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Educare, educarsi

I giorni scorsi ero in Germania, ospite di una carissima amica. La realtà tedesca è sempre molto interessante; validi esempi di organizzazione, efficienza, efficacia, rispetto dell’ambiente, …
Bianca è un’educatrice e ancora una volta ci siamo confrontate sul tema dell’educare appunto. In Germania il metodo è diverso rispetto alla scuola italiana e non solo. Fin da piccoli (asilo nido) si cerca di stimolare i bambini a manifestare le loro naturali attitudini, valorizzarle, soprattutto attraverso lavori di carattere manuale, pratico, artigianale e con grande spazio (sempre!) per la fantasia, la magia, la spontaneità. Inoltre, fondamentale, è la partecipazione attiva della famiglia di ciascun alunno, un continuo dialogo e interazione tra istituzione scolastica e nucleo familiare.
Il mio ricordo della scuola è ben diverso… purtroppo! e sento tanti altri che come me (prima e dopo) condividono le stesse impressioni, le stesse idee.
In Italia si parla di rinnovare l’istruzione, succede a ogni nuovo governo e “ci marciano su” per tutto il tempo di un mandato per poi ricominciare da capo, senza aver concretamente rinnovato nulla, o ben poco, sicuramente non il necessario.
E la famiglia? Spesso e volentieri, portare i figli a scuola diventa uno scarico di responsabilità, la palla passa agli insegnanti, che fanno come possono, come devono, come sanno… e la comunicazione tra scuola e casa… missing!
Insegnare dovrebbe voler dire accompagnare i bambini/ragazzi nella loro crescita, trasmettere loro dei valori, renderli coscienti (di sé stessi soprattutto), liberi di saper scegliere, scoprire insieme a loro le peculiarità di ognuno e stimolarli, sostenerli, consigliarli.
E tutto ciò dovrebbe essere fatto in comunione tra istituti di educazione e famiglie, in modo costruttivo per tutti. Perché tutti e sempre abbiamo qualcosa da imparare.
Mi potete anche dire che negli anni comunque qualcosa è cambiato … si si, in effetti : interrogate sul perché ai figli non è ancora stato insegnato a scrivere in “corsivo”, le insegnanti hanno risposto che il computer non scrive in corsivo… ??!?? Bhè allora non insegniamo più nemmeno la matematica, tanto c’è il PC che fa i calcoli… e poi  non insegniamo più la geografia o la storia, tanto ci sono tantissimi archivi telematici, maps, navigatori su cui trovarle… e poi non insegniamo più le lingue, tanto ci sono i traduttori on line…
Speriamo almeno, al di là di quelli che possono essere gli strumenti, di essere capaci di insegnare che sapere è bello, che la cultura è piacevole, interessante, divertente, condivisibile, partecipativa, apre nuovi orizzonti, ti porta lontano a conoscere cose curiose e stimolanti, …
Ci renderemo conto che condividere l’educazione con i figli (e con tutti) è molto di più che portarli a scuola e fargli fare i compiti, più che trasmettere dei concetti o dei valori, più che dare risposte o essere d’esempio, …  E’ crescere insieme, in uno scambio continuo di vita, di idee, di passioni, di slanci, di confronti, di rispetto, di apertura, di “non-sbagli” per poi fare meglio, di risate e qualche lacrima, di arrabbiature fatte bene e di abbracci.