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curiosità & cultura


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Loop

Sfogli dischi come pagine di un libro.

Cerchi suoni che come parole ti riportino al senso. 

O ti facciano perdere in un soffice sinuoso  labirinto.

“…waiting for the sun to shine…”

Play

John Frusciante – “Fanfare” (“Enclosure”)


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Loop

…ma non è una musica: è nella testa.

Gira, gira, gira, …. Quando per diverso tempo hai ritmi serrati, intensi, complessi e poi arriva il momento in cui ti fermi, ti sospendi in attesa. E ti senti strana perché eri così dentro il ritmo precedente, che questo nuovo non ti pare tuo. 

Attesa. Attesa che altro si muova, si manifesti, che evolvano i semi che hai piantato. Attesa per vedere esiti, reazioni, stabilizzazioni. Attesa per capire, per ascoltare, per far depositare. Attesa…

E intanto cerchi di vestirti di quest’altro ritmo. È come un paio di jeans finita l’estate, durante la quale hai indossato pantaloni più leggeri, pantaloncini, vestiti, costume, …niente. Inizialmente sono rigidi e strettini, un po’ ansiogeni. 

Attesa. Jeans. Quaderno, matite, penne. Macchina fotografica. Libri. Occhi, cuore, pancia e testa. 

Ok, posso riempire questo tempo, sarò il mio loop.


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Loop


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Memories…

A pranzo sono con mia mamma (oggi è il suo onomastico 🙂 ), sedute al nostro bistrò preferito. Tra il chiacchiericcio della gente e i rumori autoctoni, colgo la canzone di fondo e improvvisamente vengo catapultata nel soggiorno/cucina di quend’ero bambina.
Un trentatrè giri fa la sua corsa sul giradischi di casa a ripetizione, loop. Perchè ogni volta che la canzone finisce, la mia richiesta è sempre quella: “Ancora!” e la mamma ripunta la puntina.
Le dico: “Senti la canzone!!”. Ci vuole qualche istante perchè emerga tra gli altri suoni, ma poi è anche la sua meraviglia.
Sorrido felice e me la godo, la canticchiamo pure! …con un po’ di groppo in gola… 🙂


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Loop

Seduta nella sala d’attesa di uno studio medico.
La radio è accesa in sottofondo, si percepisce, non si sente.
Poi però parte una canzone…e il volume, il volume arriva.
E’ una di quelle che non puoi resistere, nessuno può, non c’è niente da fare. E’ come “La cucaracha” per Roger Rabbit.
…ed è subito loop!  🙂

 


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Loop

 


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Notti

Questa è una di quelle da loop…
Nelle notti così, che descrive, riemerge e suona dentro.

“… Ci sono notti dove ho paura di chiudere gli occhi.
Sono notti che non so spiegare.
Notti dove vorrei parlare,
ma sono notti che le labbra bruciano nel sale”.

“Notti” – Africa Unite