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Messaggi da Matrix

Ci sono giorni in cui hai voglia di scrivere, di esprimere, ma le parole sfuggono.
Piovono come codici in Matrix, li osservi fluidi e decifrabili, ma non ancora comprensibili.
Ti ostini magari, con scarsi e insodisfatti risultati, rischiando di arrabbiarti.
Ma poi realizzi che va tutto bene, hanno solo bisogno del loro tempo, per aprirsi, del loro spazio, per raggiungerti.
E allora silenzio. Ascolto. Percezione confusa ma viva, fremente, potenziale.
Come uno specchio, lo spazio attorno rimanda immagini, altri codici, che completano, aggiungono, sostiutiscono.
Perdersi in un labirinto di parole ancora inafferrabili e desideri desiderosi di comunicarsi, per ritrovare senso, significati nuovi.
Ci sono giorni in cui hai voglia di scrivere, ma le parole ti chiedono di ascoltarle solo e aspettare domani.