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curiosità & cultura


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Canto

In questa mattina di sole eterno,
distesa sul letto, forse sospesa,
ho guardato il soffitto
e ho visto un paesaggio
che prima non vedevo.

(Non vorrei respirare
se non dalla tua bocca.
Non vorrei bere
se non dalla tua pelle.)

Voglio vederti così,
come in quei lampi di noi
che si affacciano
e improvvisamente si ritirano.
Nel frattempo sguardi
e parole come ponti leggeri,
fili sottili e morbidi
per primi legami e
nuove emozioni.

 


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La testa. Altrove e qui

“Diverse volte l’ho fatto.
Ho infilato la testa
in un cespuglio di stelle,
per mordicchiare gli angoli di qualche sogno.
Ho infilato la testa
in un cuscino di nuvola,
per rubare un po’ di leggerezza e qualche follia.
Ho infilato la testa
tra la tua spalla e i tuoi capelli,
per sentire il profumo della felicità, qui, ora,
e anche domani”.
SZ


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Messaggi da Matrix

Ci sono giorni in cui hai voglia di scrivere, di esprimere, ma le parole sfuggono.
Piovono come codici in Matrix, li osservi fluidi e decifrabili, ma non ancora comprensibili.
Ti ostini magari, con scarsi e insodisfatti risultati, rischiando di arrabbiarti.
Ma poi realizzi che va tutto bene, hanno solo bisogno del loro tempo, per aprirsi, del loro spazio, per raggiungerti.
E allora silenzio. Ascolto. Percezione confusa ma viva, fremente, potenziale.
Come uno specchio, lo spazio attorno rimanda immagini, altri codici, che completano, aggiungono, sostiutiscono.
Perdersi in un labirinto di parole ancora inafferrabili e desideri desiderosi di comunicarsi, per ritrovare senso, significati nuovi.
Ci sono giorni in cui hai voglia di scrivere, ma le parole ti chiedono di ascoltarle solo e aspettare domani.

 


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Pensieri su pensieri

Ieri “sistemavo” le mie poesie, i miei pensieri, per un progetto da realizzare…  😉
E’ curioso e meraviglioso osservare come anche questi nel tempo possano cambiare.
Ci sono quelli che sembrano eterni, sempre validi, sempre efficaci. Quelli che invece hanno descritto un’emozione di un momento e quel tempo è ormai passato, un ricordo.
Ci sono quelle volte in cui, per descrivere una sensazione, una percezione, hai impiegato più parole, perchè magari eri così presa da questa cosa che ti sembrava le parole non bastassero. Mentre altre che con poche parole hanno colto l’attimo, un flash, un click :

“Sono un raggio.
Sono una scossa.
Una foto bella
anche se è mossa”.

E poi ci sono quelle parole, quei pensieri, che hai scritto sull’onda di un sogno, di un desiderio e oggi ti accorgi che è arrivato il loro momento, il tuo! Ed è la più grande meraviglia :

“L’emozione è luce,
è meraviglia.
La trovi quando
e dove meno te l’aspetti.
Splende il sole
e ti investe in pieno”.

🙂

 


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Dallo scatto allo scritto

La fotografia per me è proprio lo scatto, il catturare l’istante che colpisce attraverso gli occhi qualcosa di più profondo, che richiama l’attenzione e il desiderio di trattenere un attimo, un episodio, un’espressione.
La chiamano streetfotography, perchè catturata per strada, passeggiando, senza premeditazione o posa. Armati di macchina fotografica, si esce a caccia di momenti di meraviglia.
Questo weekend si svolge in Corte Torcolo a Cavion Veronese (VR) una mostra interessante :

MostraPoster

A completare l’evento, è stato organizzato un intrigante laboratorio di scrittura :

http://cuoredipenna.com/page16/index.html

Suddiviso in due incontri, descrizione e narrazione : dalle immagini, attraverso le immagini, nelle immagini si troveranno parole per raccontarle, per scoprire cosa nascondono, per dare loro altra vita, oltre.


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Parlami

” Parlami.
Disegna nell’aria immagini,
i toni come colori,
le parole sfumature e segni.
Parlami.
Costruisci con le mani castelli invisibili,
stanze di ricordi, sfuocati e vivi,
cortili di desideri e sogni liberi.
E adesso ascoltami.
Ti racconto di te “.

SZ


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Etimologia #8 : CAMBIAMENTO

Mi dicono che fuori (io sono ancora qui nello stand-by… ma finalmente c’è una luce all’orizzonte… 😉 ) …che fuori è caduto il governo.
Non so lì, ma qui non ha fatto un gran rumore…
Però ho pensato fosse cosa buona dare un’occhiata alle notizie in merito e, come immaginavo, è tutto un botta e risposta di scommesse/azzardi su cosa accadrà, quando, come, perchè, chi…
Una parola è molto ricorrente ovunque, da chi osannata, da chi auspicata, da chi temuta… : cambiamento.
Sostantivo del verbo cambiare, dal latino tardo e di origine gallica, significa sostituire, modificare, trasformare, mutare, rendere diverso.
Possiamo fare di meglio: passaggio, bardo, evoluzione, rivelazione, manifestazione, miglioramento, rinnovamento, …
Si dice tanto in giro che si vuole questo benedetto cambiamento, ma cosa si fa? e cosa non si fa? cosa bisognerebbe fare e cosa no?
Quando si entra nel campo della politica, non so mai cosa fare… E’ una materia che non mi ha mai appassionata, non nel senso che non mi incuriosisca (ci mancherebbe!? sono ben poche le cose che non muovono la mia curiosità 😉 ), ma nel senso che… mi muove altro: tensione, ansia, nervossimo, a volte rabbia… nel vedere come le cose ristagnano, fagocitano, talvolta marciscono.
Ma io cosa posso fare? C’è chi sostiene che bisogna farsi sentire, agire, scuotere con forza… chi invece si rassegna al fatto che nulla serve a smuovere  la situazione… chi ancora invita a partire dal proprio piccolo, dal proprio attegiamento e modo di agire quotidiano.
Io propendo per l’ultima, ma rimane il pensiero che ci sono delle persone che hanno il potere (perchè gliel’abbiamo dato) di decidere anche per noi.
Chissà… loro avranno voglia di cambiamento? sarà arrivato il momento?
Ho recuperato alcune citazioni che mi hanno colpito, che racchiudono input/segni/inviti interessanti :

“È anzi l’assenza di cambiamento che favorisce la malattia perché non coltiva la nostra capacità di reazione”.  Franco Berrino

“Il cambiamento, pur con tutti i rischi che comporta, è la legge dell’esistenza”.  Robert Kennedy

“Ma naturalmente per capire i cambiamenti della gente, bisogna amarla”.  Pier Paolo Pasolini