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curiosità & cultura


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A più mani

Ho aderito “A più mani”, un nuovo blog collettivo, che vi consiglio di tenere d’occhio.
Ho aderito perché, come ha già detto più di qualcun altro coinvolto, mi pare un progetto interessante, curioso.
E’ come un salotto, o il bar sotto casa, dove ti trovi con gli amici, quelli che sanno di cosa parli, perché sono mossi da una tua stessa passione…
Ho sentito dentro quella vocina   : “ET telefono casa” 😉
Grazie dell’astronave! 🙂

http://apiumani1.wordpress.com/

 


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Il maggio dei libri

Libri, libri, libri!!!
Che passione!  🙂
Quando vedo una libreria è come una calamita, non posso resistere (se lo faccio, è magari per il bene di chi è con me: poi non mi recupererebbero per ore 😉 ).
E allora qualcuno ha pensato bene di dedicare un mese a quaste fantastiche creature-creazioni, un mese nel corso del quale si potrà partecipare ad un sacco di eventi, attivamente anche! Infatti potete proporre voi degli incontri o delle iniziative che desiderate realizzare sul tema.
Date un’occhiata….  😉

http://www.ilmaggiodeilibri.it/Home.html

Grazie a Chiara che me l’ha segnalato!  🙂
Buona giornata!

 


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Petizione creativa

Creativi d’Italia!!!
Siamo tanti lo so, più di quelli che si vedono, che si sentono, che si sanno, che si conoscono.
E’ il momento di uscire fuori e dare nome e cognome, i dati che servono per firmare un’importante petizione, la nostra!
Qui :

http://24o.it/links/?uri=http://www.change.org/rivoluzionecreativa&from=

La creatività è arte, è passione, è entusiasmo, è condivisione, è partecipazione, è manifestazione, è evoluzione, …
Perchè non una professione?  😉


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The (silent) Voice

Avete seguito il talent show “The Voice of Italy” su Rai2 qualche mese fa?
Io si, mi incuriosiva, ci sentivo qualcosa di più degli altri programmi del suo genere e poi ha partecipato un ragazzo della mia zona, Timothy Cavicchini, molto bravo, genuino, quindi non potevo non sostenerlo.
Ma mi sbagliavo. Sul talent intendo, non sul cantante, che anzi si è classificato secondo in gara e conferma ogni giorno di essere veramente in gamba.
Già la sera della proclamazione, sono rimasta male, mi aspettavo vincesse Timothy, lo pensavamo in molti… invece ha vinto “la solita sonata”.
Anche in questo caso, si continua a parlare di cambiamento, di innovazione, e invece di sostenere un sano rock giovane, si premia una canzone “classica”… un’altra… bella voce, ma noiosetta, perdonatemi e per nulla nuova. Mah…
Come se non bastasse, da qualche giorno è uscita… o meglio, sarebbe uscita, la notizia che la vincitrice del concorso canoro è collusa con la camorra e quindi la sua vittoria è quanto meno dubbia… molto dubbia :

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/10/03/news/bardellino-music-show-1.135903

Quindi adesso che si fa? Si dichiara il tutto e si trova una soluzione che premi chi realmente merita? Si rendono note le informazioni e si prendono provvedimenti?
No. Si tace. Silenzio. Si lascia correre.
Si chiama The Voice il programma… paradosso :  voce, ma tace.
Tacciono loro, ma noi?
Sarà poco, ma almeno per la mia coscienza, la mia rabbia nei confronti dei lati oscuri di questo Paese, il mio desiderio di miglioramento e per la stima nei confronti di Timothy e del suo gruppo, gli “Ostetrika Gamberini”, io la voce ce la metto, con gli strumenti che ho : qui.
Che si sappia, che ci rendiamo conto. Anche se già è noto purtroppo, che in Italia la meritocrazia raramente viene applicata, a vantaggio di favoritismi talvolta assurdi e della conseguente omertà.
Si parlava giusto ieri di stupidità e/o ignoranza ( https://cucublog.com/2013/11/05/siamo-stupidi-o-ignoranti/ ). In questo caso, purtroppo, pare vinca la stupidità (e definirla tale è poco…).
Ma noi possiamo scegliere!  😉
E allora, se volete passare una serata all’insegna della buona musica, della genuinità, della spontaneità, della passione, del sano divertimento; se volete uno spettacolo completo, vero, incondizionato, non perdeteveli se passano dalle vostre parti, perché loro meritano :

https://www.facebook.com/pages/Timothy-Rock-Cavicchini/265411693513398?fref=ts

http://www.ostetrikagamberini.it/

 


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Etimologia #10 : LEGGERE

In latino “legere” significa letteralmente raccogliere, qui inteso come cogliere con gli occhi cose trascritte (a loro volta raccolte; storie, sensazioni ed emozioni impresse sulla carta e divulgate, trasmesse, tramandate). Si tratta quindi di una comprensione e interpretazione di segni, di varia forma e natura (alfabeti, vocaboli, significati).
La lettura (pratica mai abbastanza diffusa!) è stata spesso temuta nel corso della storia, così come la scrittura, tanto da arrivare a bandirle, ad impedirle, a non insegnarle, per mantenere le popolazioni ignoranti a favore dei comodi di chi deteneva il potere.
Memorabile “Fahrenheit 451”, libro e film.

http://it.wikipedia.org/wiki/Fahrenheit_451

Leggere. Che passione!
Già alle scuole medie, la professoressa di italiano ci assegnava il compito di leggere e commentare un libro al mese, secondo una lista di autori che lei stabiliva, di “classici” italiani. Piacevoli, per carità, ma io vedevo tutti i libri di mia mamma, grande appassionata, girare per casa (centinaia!?) e mi scocciava che pochi rientrassero nella lista.
Terminati quelli, ho iniziato ad “uscire dalle righe”, esplorando autori che non erano tra i consigliati dall’insegnante. Ricordo che abbiamo avuto anche una discussione a questo proposito, che ha toccato il culmine quando ho letto alcuni testi di Pasolini (tenete conto che frequentavo una scuola cattolica, gestita da suore…!?) .
Mia mamma mi aveva voluto mettere alla prova. Aveva capito che, grazie a lei, era iniziato il “contagio passione per la lettura”, così mi aveva dato “Una vita violenta”, dubbiosa se mi sarebbe piaciuto, se l’avrei capito, quanto ci avrei messo a leggerlo.
Gliel’ho restituito dopo due giorni, piangendo dalla commozione e chiedendone ancora.
Come se non bastasse questo a rendere evidente che la lettura mi piaceva molto, qualche tempo dopo ho preso ad interessarmi anche di letteratura straniera e mi sono appassionata a quella latino-americana, scoprendo scrittori più noti, fino ad altri meno conosciuti.
L’insegnante era sempre più scocciata, ma io ho dribblato la questione incrementando la lettura: leggevo quello che dovevo per scuola e poi, quasi come se avessi bisogno di addolcirmi la bocca rimasta amara e insoddisfatta, ne leggevo altri, quelli che piacevano a me.
Fortunatamente, è andata così: la passione per i libri ha avuto la meglio comunque.
Oggi leggo di tutto: romanzi, saggi, poesia, libri “tecnici” (di arte, architettura, design, …). Ne leggo anche tre o quattro contemporaneamente: scelgo di aprire uno piuttosto che l’altro in base al momento, alla giornata, alla situazione/luogo, …
Leggere è un viaggio, nella fantasia, nella realtà, un ponte tra le due. Leggere è immedesimarsi nei protagonisti, essere attori per qualche ora, per scoprire poi che ci assomigliamo, noi e quelli di cui leggiamo, noi e gli altri che leggono, noi e quelli che scrivono. E allora ci si trova, ci si confronta, ci si guarda allo specchio.
Poi va a periodi, quelli in cui divoro qualsiasi cosa leggibile, quelli in cui “leggiucchio”.
Ma comunque sia, quando passo davanti ad una libreria, il richiamo è forte, tremendamente intrigante, passionale… e come posso non cedere?? Le tentazioni sono fatte per questo, per cedere e assecondarle  😉

P.S. : finchè scrivevo è suonato il campanello, un corriere con un pacco. Libri!  😀

 


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Memoria, ricerca, scoperta

Alcuni mesi fa ho avuto il piacere di assitere ad un particolare concerto per pianoforte, tenuto da due gemelle, le sorelle Laura e Beatrice Puiu.
Alchimia e armonia fantastiche, pezzi moderni e originali.

http://www.puiupianoduo.com/

Grazie a loro ho scoperto un compositore che non conoscevo e ieri, nel riprendere in mano il CD delle gemelle e nel riascoltarlo, sono stata stimolata alla ricerca di questo autore: Fazil Say. Turco, giovane, innovativo direi, appassionato, …curioso  🙂

http://fazilsay.com/en/

Un pezzo in particolare mi ha colpito, per la melodia, il suono, la tecnica insolita di “ovattare” il piano :

 


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Il Costruttore

Charles-Edouard Jeanneret-Gris nasce in Svizzera il 6 ottobre 1887, ma vivrà la sua vita in Francia, riconosciuto come Le Corbusier.
Il mio incontro con Le Corbusier è stato indotto dalla passione per l’architettura, ma quello che si scopre leggendo i suoi numerosi e variegati scritti, è molto di più di quello che ci si aspetta.
Egli stesso non si riteneva “solo” un architetto, ma un insieme di attitudini, di passioni, di propensioni alle varie arti.
In Le Corbusier si incontrano il tecnico, il pittore, il grafico, il designer, il poeta, lo scrittore, …il viandante.
In maniera personale, sentita, partecipativa, condivide attraverso schizzi, tele e versi riflessioni, sensazioni ed emozioni senza tempo.

“Lascio sempre libera mezza giornata, la mattina o il pomeriggio, per tagliare i ponti (le catene), per staccare, per pensare a qualcosa di diverso, di disinteressato, di creativo, di potente, vitale, di passato-futuro coniugato”.  LC

E’ stato definito uno dei maestri del “Movimento Moderno”, un pioniere. Lo è stato allora e lo è adesso, attualissimo e futuristico.
Uno dei miei scritti preferiti è “Le poème de l’angle droit”, ritenuto dall’autore stesso il punto fondamentale di tutta la sua opera e a lungo tempo sottovalutato dal pubblico.
Nei versi e nelle splendide litografie correlate, Le Corbusier esprime i capisaldi del suo pensiero, umano, naturale, cosmico, tecnico, …

“Occorre ritrovare l’uomo. Occorre ritrovare la linea retta che abbraccia l’asse delle leggi fondamentali: biologia, natura, cosmo. Linea retta inflessibile come l’orizzonte del mare”. LC

Mi piace ricordarlo oggi e come molti altri giorni, aprire una pagina del Poème :

“…Non opprimete dunque colui
che vuole prendere la sua parte
dei rischi della vita.
Lasciate fondere i metalli,
tollerate delle alchimie che
d’altronde vi lasciano fuori causa.
E’ attraverso la porta delle pupille aperte
che gli sguardi incrociati
hanno potuto condurre
all’atto folgorante di comunione.
“lo sbocciare i grandi silenzi”…
Il mare è ridisceso
alla bassa marea
per poter risalire puntuale.
Un tempo nuovo si è aperto,
una tappa, un termine, un rimpiazzo.
Allora non saremo rimasti
seduti a lato delle nostre vite”.
LC

http://www.fondationlecorbusier.fr