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curiosità & cultura


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Etimologia #12 : SORPRESA

Sorpresa, sostantivo del verbo sorprendere, dal latino superprehendere, letteralmente prendere da sopra, ossia alle spalle.
La sorpresa è un’emozione di stupore che si ha in conseguenza di un evento inaspettato o contrario all’aspettativa creata nei confronti di qualcosa. Può generare gioia o paura, talvolta le due cose insieme.
Mi piace considerare l’accezione più positiva  😉
E’ meraviglia quando qualcosa ci sorprende, ci lascia per un attimo in apnea, felicemente stupiti e tremanti, per l’emozione dell’inaspettato e per quel che porta in sé. Un’apnea dalla quale a volte è quasi fatica riprendersi, sospesi in uno stato che ci sembra surreale, increduli dell’accaduto, incapaci di capacitarsi, entusiasti dell’opportunità che ci offre e timorosi di evolverla. Uno stato di grazia.
Mi è successo ieri… Quando me ne sarò capacitata, vi svelerò la sorpresa  😉
Nel frattempo, ringrazio di cuore!  …e mi godo l’apnea  😀

 


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Siamo stupidi o ignoranti?

Leggevo l’altro giorno dei post di Luca De Biase che hanno mosso diversi commenti, interessanti :

http://blog.debiase.com/2013/10/lideologia-ci-rende-stupidi/
http://blog.debiase.com/2013/11/commenti-sullideologia-e-il-ragionamento/

In particolare, notava De Biase per primo, l’utilizzo della parola stupidità ha scosso, qualcuno l’ha ritenuta addirittura offensiva.
Per quel che mi riguarda, l’argomento ha riportato alla luce una discussione che più volte ho fatto e faccio tra me e me e con altri: siamo stupidi o ignoranti?
Qual è la differenza?
Io la vedo così : siamo ignoranti quando appunto ignoriamo qualcosa, non ne abbiamo conoscenza. Nel momento in cui ne abbiamo conoscenza, passiamo alla comprensione. E’ in questo passaggio che possiamo essere stupidi, accettando o meno la conoscenza acquisita.
Che poi questa conoscenza la condividiamo o meno (nel senso di essere d’accordo oppure no), è un’altra questione, certamente correlata, ma un’altra.
Si tratta comunque di scelte, come sempre. Possiamo scegliere se essere ignoranti, interessandoci o no alla conoscenza delle cose; possiamo scegliere di essere stupidi, nel momento in cui, per motivi “non validi”, scegliamo di evitare/tralasciare/rifiutare la comprensione delle cose conosciute, rimanendo solo con alcune informazioni in più, ma sterili, prive di confronto, discussione, accettazione…
La curiosità in questo caso aiuta molto, anzi, direi che è proprio il sale. Essere curiosi è il ponte ed il collante tra conoscenza e comprensione; tra le cose sconosciute e la loro rivelazione, la loro manifestazione.
Il limite invece, ancora una volta, credo sia la paura. La paura di sapere, di mettersi in discussione, di confrontarsi con altre conoscenze, con comprensioni diverse dalla nostra; la paura di accettare pensieri, opinioni, atteggiamenti, comportamenti differenti ,che ci sembra minino la nostra cultura, il nostro piccolo mondo, le nostre certezze.
Invece è tutta ricchezza.
E’ pur vero che nessuno può giudicare le scelte altrui, possono avere delle valide motivazioni che non siamo in grado di vedere, di capire.
L’ignoranza, purtroppo, talvolta è data da condizioni obbligate, dall’impossibilità concreta di colmarla. Pertanto penso possa essere assolutamente rispettata e, sotto certi punti di vista, anche apprezzabile. Ma la stupidità, per come la vedo io, spesso mi disarma, mi irrita, mi fa arrabbiare, mi rattrista tremendamente a volte.
Ignoro molte cose, per fortuna! Altrimenti cosa farei?  😉  Ma spero di essere stupida meno volte di quelle in cui sono ignorante; mai è impossibile, capita a tutti. Mai non esiste.


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La finestra sulla vita

Seduta in cucina, guardo fuori dalla finestra.
Sono fortunata, ho una bella vista, vivo in un bel posto.
E anche se ancora non posso uscire, posso godermi la splendida giornata di oggi, l’aria e il sole, i profumi e i rumori.
E’ come un cinema, un film, ma è adesso… è lo scorrere del presente visto da una posizione inusuale, privilegiata direi : posso osservare e, come sempre, scegliere : dentro o fuori dal gioco della vita?
Dentro, comunque dentro!  🙂
Quindi, anche seduta qui, ammiro la bellezza.
Chi l’ha detto che bisogna per forza essere fattivi, produttivi? Ogni tanto si può star fermi, ascoltare e sentire, guardare e vedere… Lo dice anche Bergonzoni : “Non sempre chi si ferma è perduto. A volte, è soltanto arrivato”!  😉
Le piante sono felici, allegre, cullate dal leggero e piacevole vento, si scrollano di dosso le prime foglie della passata stagione per far spazio a futuri germogli; il sole le carezza, un lieve e caldo massaggio di energia, da far scorta per l’inverno, che poi ci saranno giorni grigi. Mettono addosso gioia, voglia di ondeggiare, di girare a piedi nudi sul pavimento tiepido della terrazza, come un sufi, assorbire tutto quello che si può assorbire.
Certe giornate ti danno un respiro nuovo, una dialisi dei polmoni. Un mix di meraviglia, eccitazione, paura… in parte sana, in parte angosciante : sai che è bene lasciar andare certe cose, ma non è facile… E allora, ancora, una giornata così ti aiuta, ti suggerisce di fare come il bamboo che ho di fronte : ondeggia, scrolla, pulisci, fai spazio, … e poi bevi tutto il sole!  🙂


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Non aver paura

La paura spesso ci frena, ci frega, ci limita. Ma d’altra parte la paura a volte ci salva.
C’è paura e paura. Il tempo e l’esperienza ci insegnano a distinguerle, a viverle.
Andrea però ci dice di non aver paura di un abbraccio.
E come si potrebbe? E’ una delle cose più belle del mondo! …eppure c’è: la paura del contatto, delle dimostrazioni d’affetto, della condivisione, degli altri… di se stessi. Ancora di più quando si tratta di rapportarsi con qualcuno che viene indicato come “diverso”. Diverso da cosa, da chi? Non siamo tutti diversi gli uni dagli altri? …sai che noia altrimenti!  😉
Da tempo pensavo di scrivere qualcosa sull’argomento, prendendo spunto da Andrea e Franco Antonello, questi due splendidi viandanti, che si sono buttati nell’avventura di una vita intensamente condivisa. Senza paura.
Andrea è autistico. L’autismo è definito come un disturbo delle funzioni cerebrali, una patologia che influisce sulla comunicazione e l’integrazione sociale, le cui cause non sono ancora accertate, ma si suppone (e si fa sempre più convincente la tesi) che il fattore scatenante più probabile siano i vaccini neonatali.
Ho detto fattore scatenante, si, perché c’è qualcosa dietro, qualcosa che non si può spiegare a parole, qualcosa che però va ascoltato.
Fin da bambina sono sempre stata vista come un tipetto strano… mi perdo nei miei pensieri, in abissi e altitudini vertiginosi; parlo da sola… a volte con qualcuno; mi scoccio di tanti discorsi e atteggiamenti, entro in un mondo mio, lascio fuori tutti e buona notte! mi arrabbio da matti quando qualcuno o qualcosa non va come potrebbe(! Potrebbe, non dovrebbe!). Sento. Sono miope, ma Sento.
Ci hanno provato a mettere anche me nella categoria una volta, quella degli autistici, ma non ci sono riusciti. Allora si che la paura mi ha salvata: sono scappata e non mi sono fatta vedere più. Forse oggi, grazie alle nuove ricerche, con i nuovi termini, riuscirebbero a farmi rientrare nei “DSA” (disturbi dello spettro autistico), che comprendono un’ampia gamma di così dette patologie.
Ma… avete un’idea di quanti saremmo?? Tantissimi! Forse più o meno tutti.
Anch’io ho fatto ricerche, le mie; ho trovato le emozioni, le paure, le esperienze, me, gli altri. Ho trovato le parole, quelle che usavo senza saperne il significato effettivo (e affettivo) e quelle nuove, che non avevo mai usato. Per paura. E ho imparato ad usarle; sto imparando.
E allora quando vedo Andrea ed altri qualcosa mi ribolle dentro; sento per loro, con loro, una comunione. Poi mi guardo attorno, osservo le persone e mi accorgo di quanto sia complesso, di quanta paura c’è… E mi arrabbio, perché si trovano soluzioni facili, si preferisce evitare, non si ascolta, si danno definizioni e categorie, si giudica.
Giù il muro, su i ponti! Andrea e tanti altri (!!!), cercateli, seguiteli. Non abbiate paura. Non abbiate nemmeno compassione. Abbiate comprensione! Andate oltre; non guardate dentro gli occhi: guardate dietro! C’è un mondo precluso, c’è un mondo spesso escluso. C’è da imparare.
Non precludete niente! Non escludete niente! Mai. Tutto è soggettivo e relativo allo stesso tempo e con questo punto di vista le cose prendono una luce diversa… più luce.
Paura? Sentitela, guardatela, chiedetele cos’ha da insegnare. E poi un respiro profondo e tuffatevici dentro. Questa volta salverà!  🙂

Andrea e Franco li trovate qui:
https://www.facebook.com/pages/Franco-e-Andrea/352294978223488?fref=ts
http://www.ibambinidellefate.it/
https://www.facebook.com/pages/Fondazione-I-BAMBINI-DELLE-FATE/315539980046