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curiosità & cultura


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Poche parole

Percepire qualcosa di forte, seppur leggero a suo modo. Che si muove, che cambia. In momenti sentirlo quasi chiaro, cercare di afferrarlo, di affermarlo. Ma le parole mancano, sfuggono. E poi non servono… D’un tratto non avere più la voglia di esprimere, una necessità superata. Ma rimane quella di comunicare, forse in altro modo. Ancora consapevolezza e perseveranza. Attesa… 

L’immagine è un paesaggio velato, quasi soffice e selvaggio. Una leggera nebbia che non permette la vista e acuisce altri sensi. Avvolge, tutto sommato gradevole, talvolta sospinge. Dove? La risposta non è necessaria. Lasciarsi portare, certi di un arrivo e ancor più del viaggio.


1 Commento

Sono qui

 

E ci sono passi che devi fare indietro
per vedere più in là
per aprire porte sfuggite nella corsa.
E ci sono cose a cui la vita ti riporta
per vederle con altri occhi
per comprenderle oltre che capirle.

Sono qui.
Torno sempre
ma ogni tanto parto.

 


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Porto

Il porto.  Come sarà nata questa parola?  È così adatta.  Gente che viene, gente che va.  Movimenti curiosi, frenetici il giorno, più rilassati dal tramonto.  Momento intenso e leggero insieme.  Viaggi che trovano meta, sosta, tappa provenendo attraverso una superficie che lievi li sostiene e sotto nasconde segreti.  Sul filo dell’aria, che tenta talvolta di rallentarli: prenditi tempo.  Il tempo in porto è diverso, è altro, forse non c’è.  Si sta sospesi, affaccendati e osservanti.  È sempre così affascinante…  Suoni, voci, il sole si spegne, altre luci si accendono, la frenesia cala, la giornata si rilassa.  Il porto riposa (apparentemente…..)

(Marettimo, Tp, Sicilia)


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Dal tetto

E mi tufferei nel cielo

verrei a pescarti

prezioso

la prima stella tra i capelli

vestita leggera di tramonto.

Profumo di abbraccio.


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Un giorno speciale 

A quest’ora mi avresti chiamato, chiedendomi per l’ennesima volta: “A che ora hai l’atto?”.E poi ancora ti saresti raccomandato: “Hai i documenti? Hai controllato le carte? Leggi tutto bene, due volte e non firmare se qualcosa non ti torna o non sei convinta! …hai tutto?”

La mamma questa mattina mi ha detto che oggi è un giorno speciale. Ho minimizzato, brontolando un po’. Adesso che sono qui col magone ed emozionata, capisco perché, aveva ragione.

Oggi è un giorno speciale, per tante ragioni. Visibili e invisibili.

Allora vado papà… però tu accompagnami


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Dialoghi (al limite della consapevolezza)

“A volte non riesco a star ferma, devo andare.”

“Ma andare dove?”

“Non importa, basta non sia qui, basta non sia niente, basta ci sia qualcuno, ma che non parli, non troppo, che non faccia domande, che forse nemmeno ascolti se apro bocca, perché se lo facessi probabilmente direi cose che poi non vorrei aver detto, non così.
Quelle cose che pensi, che sono dentro di te ma temi di dire, temi che siano sentite, soprattutto temi gli effetti del loro eco dentro.
Hai capito?
Ma mi hai sentito?”

“Sentito si, ma non ho ascoltato… almeno credo…
Non è quello che volevi?”

“…non lo so. Oggi è uno di quei giorni che tutto si affaccia al limite della consapevolezza, ma io non ho voglia, non ho tempo, non per questo.
Andiamo?”

“Dove?”

“Andiamo…”

 


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Telegramma

Fili

tesi da desideri.

Comunicazioni

telegrammi intensi

leggeri e densi.

Stai guardando anche tu

lo stesso cielo?

Rimani in ascolto

ricevi-mi.