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curiosità & cultura


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Quando le parole tornano

Quanto tempo….

Anni a scrivere, quasi quotidianamente. Poi la vita sterza bruscamente. Sei così affollata, di cose, di impegni, di pensieri… che tutto si blocca, si somma, si ammucchia come dietro un muro. Non c’è sbocco, non c’è sblocco.

Tanto impegno, su tutti i fronti. Fino a quando, chiedendo aiuto, trovi soluzioni, passo per passo.

E le parole tornano, escono, finalmente fluiscono. Ma non scritte. Hai imparato a parlare.

È necessità anche questa, come lo era lo scrivere. Più forte. È sopravvivenza. È salvezza e salute.

E scrivere è diverso…

Sarà altro.


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Crepitìo

La porta-finestra è aperta.
Un crepitìo, come di fuoco.
Invece è acqua, gocce.
Quanto si somigliano gli opposti?
Scandisce un ritmo irregolare…

Raccolgo cose, assegno loro un posto.
Così creo il mio.
L’intenzione è sempre temporanea.
Eppure ha radici….

Oggi è l’inizio di un nuovo tempo.

.

 

 


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Caramello

Le ciambelle riuscite senza buco, o non proprio bene,
hanno sapore di caramello, un po’ bruciacchiato.
Un dolce-amaro…
Pungenti e piacevoli insieme,
insegnano più delle altre.
Aggiustare la ricetta, alleggerirla,
forse cambiarla.
Quando le cose arrivano al loro termine,
inutile trattenerle in una forma.

 


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Poche parole

Percepire qualcosa di forte, seppur leggero a suo modo. Che si muove, che cambia. In momenti sentirlo quasi chiaro, cercare di afferrarlo, di affermarlo. Ma le parole mancano, sfuggono. E poi non servono… D’un tratto non avere più la voglia di esprimere, una necessità superata. Ma rimane quella di comunicare, forse in altro modo. Ancora consapevolezza e perseveranza. Attesa… 

L’immagine è un paesaggio velato, quasi soffice e selvaggio. Una leggera nebbia che non permette la vista e acuisce altri sensi. Avvolge, tutto sommato gradevole, talvolta sospinge. Dove? La risposta non è necessaria. Lasciarsi portare, certi di un arrivo e ancor più del viaggio.


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Sono qui

 

E ci sono passi che devi fare indietro
per vedere più in là
per aprire porte sfuggite nella corsa.
E ci sono cose a cui la vita ti riporta
per vederle con altri occhi
per comprenderle oltre che capirle.

Sono qui.
Torno sempre
ma ogni tanto parto.

 


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Porto

Il porto.  Come sarà nata questa parola?  È così adatta.  Gente che viene, gente che va.  Movimenti curiosi, frenetici il giorno, più rilassati dal tramonto.  Momento intenso e leggero insieme.  Viaggi che trovano meta, sosta, tappa provenendo attraverso una superficie che lievi li sostiene e sotto nasconde segreti.  Sul filo dell’aria, che tenta talvolta di rallentarli: prenditi tempo.  Il tempo in porto è diverso, è altro, forse non c’è.  Si sta sospesi, affaccendati e osservanti.  È sempre così affascinante…  Suoni, voci, il sole si spegne, altre luci si accendono, la frenesia cala, la giornata si rilassa.  Il porto riposa (apparentemente…..)

(Marettimo, Tp, Sicilia)


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Dal tetto

E mi tufferei nel cielo

verrei a pescarti

prezioso

la prima stella tra i capelli

vestita leggera di tramonto.

Profumo di abbraccio.