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curiosità & cultura


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Si muore quando si può

..che vuol dire tante cose. Ed è vero.
Allora lui, evidentemente ha potuto.
Quando due settimane fa ho letto la notizia della morte di Gabriel Garcia Marquez, la mia reazione è stata immediata, istintiva, senza pensiero, solo azione: mi sono alzata dalla sedia, sono andata alla libreria, in quei due scaffali dedicati ai libri non ancora letti e ho preso un testo che da tanto tempo occupava quel posto, in attesa del suo momento giusto.
Marquez è stato per me il battesimo alla mia collezione personale di letture. Da lì ho abbandonato i libri imposti dalla scuola e sono andata per la mia strada.
Ho letto molto di lui, romanzi, saggi, teatro, … Ma questo mi mancava, perchè era l’unico che facesse parte della lista di libri consigliati dall’insegnante del liceo. Mi sono ribellata, ne avevo le tasche piene dei “classici” (…?? mai capita bene ‘sta definizione…) e così per molti anni l’ho lasciato lì, ad aspettarmi.
Lo ringrazio della pazienza e dei “pss pss” sussurrati ogni tanto per tastare a che punto ero.
Ha fatto in un certo senso come il suo stesso autore, che nonostante tutto, ha vissuto una vita discreta, concreta ma silenzisa, a suo modo : “…aveva la rara virtù di non esistere completamente se non nel momento opportuno”.
Cent’anni di solitudine, saranno quelli che vivremo noi senza nuovi scritti suoi.


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Vento del Nord

Qui il vento è un elemento costante. Soffia più o meno forte, ha le sue ore nella giornata, poi di notte soprattutto è così intenso da far tremare tutta la casa. Questa notte, ad un certo punto, ho persino pensato fosse il terremoto  😀
Ma le persone non si scompongono più di tanto, sono abituate.
Nemmeno la pioggia li disturba troppo. Fino ad un punto in cui noi avremmo già aperto l’ombrello da parecchio, loro se ne vanno tranquilli, a piedi o in bicicletta, con un cappello o un cappuccio in testa e niente più.
E’ stato bello, interessante, curioso, avere l’opportunità in questi giorni di osservare la gente, i loro modi fare, gli atteggiamenti. Senza giudizio, serenamente.
Avendo poi l’occasione di scrutare attraverso la vetrina, è stato ancora più divertente: capire dai loro visi, dalle espressioni, cosa gli interessa e cosa no, in che misura.
Dicevo l’altro giorno al telefono a mio papà, che qui vivono in modo più semplice, le piorità e i valori sono diversi.
Sarà il vento, che soffia via il superfluo e fa si che l’essenziale sia ancorato e piacevole?
Ora esco a farmi spettinare un po’, poi magari vi so dire  😉
Buona giornata e buon weekend!


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Spontaneamente, sulla frontiera

Oggi ho scritto tanto.
Ho scritto per me.
Spontaneamente, con calma, lasciandomi portare da cose lette, da cose viste, …
La mano ha dettato alla mente, le ha fatto vedere angoli prima in ombra, le ha svelato segreti.
La mente ha registrato e adesso l’anima è più contenta, ha persino adosso una faccetta furba, un po’ compiaciuta, un po’ birichina.
E poi rileggendo ho pensato di cercare una colonna sonora.
Forse dire “ho pensato” non è corretto, perchè non l’ho fatto; l’ho fatto e basta.
Ma non sapevo quale… Poi, richiamata da una notifica, ho aperto Facebook ed era lì, prima notizia sul wall, era lì… sulla frontiera.
E sono lì anch’io. Non so se scelgo da che parte stare… Forse scelgo di non scegliere  😉

 


1 Commento

Eccomi

“Cadimi dentro gli occhi,
rovistali e schiarisci.
Ara i campi dell’anima,
semina gioia e leggerezza.
E poi girami un vortice dentro,
che salga fino a riempirmi le narici.
Sradica le radici,
dammi nuove coordinate.
Sarò per te,
così come io mi voglio”.

SZ