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curiosità & cultura


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Poche parole

Percepire qualcosa di forte, seppur leggero a suo modo. Che si muove, che cambia. In momenti sentirlo quasi chiaro, cercare di afferrarlo, di affermarlo. Ma le parole mancano, sfuggono. E poi non servono… D’un tratto non avere più la voglia di esprimere, una necessità superata. Ma rimane quella di comunicare, forse in altro modo. Ancora consapevolezza e perseveranza. Attesa… 

L’immagine è un paesaggio velato, quasi soffice e selvaggio. Una leggera nebbia che non permette la vista e acuisce altri sensi. Avvolge, tutto sommato gradevole, talvolta sospinge. Dove? La risposta non è necessaria. Lasciarsi portare, certi di un arrivo e ancor più del viaggio.


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Racconti

A volte guardo le cose come mi aspettassi che da un momento all’altro si raccontino. Inizino a parlare e mi dicano da dove vengono, chi le ha fatte, chi le ha portate, dove vanno. Quali mani le hanno toccate, sfiorate, afferrate, magari lasciatie cadere. Perché sono qui.

E succede talvolta. Con linguaggi altri, di riflessi, di segni, di ombre, di vibrazioni. Portano storie concatenate, legami forti evidenti, altri sottili comunque intensi. Voci sicure, nitide o sussurri appena accennati, inviti all’ascolto, all’abbandono di ciò che fino a quel momento è conosciuto.

E prendono posto, cambiano l’intorno, trasferiscono e assorbono. Poi lo lasciano, ad altro, portano ad altri. 

Un nuovo racconto… 


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Un gioco da bambini (anche grandi)

Cos’è??
E’ la composizione musicale.
Si, non scherzo. Pensavo anch’io fosse cosa riservata a pochi eletti, super esperti, musicisti pluri-musicisti.
E invece no. Lo spiega molto bene, giocosamente e ironicamente, Alessandro Ippolito nel suo “Herr Kompositor”, nel quale invita piccoli e grandi a mettersi alla prova.
Si scopre così che un rumore non è solo tale, ma anche un suono, che poi è nota e può diventare melodia unito ad altri.
Perchè, come dice l’autore stesso nell’introduzione: “…la creatività può essere insegnata perchè possiede delle regole procedurali… Tutte le regole, però, affondano le loro motivazioni profonde nella percezione…”.
E allora alleniamo la percezione!  😉
Lo trovate qui : http://www.herrkompositor.com/index.html.

Un ringraziamento al Maestro Brizzolino 😉  (a proposito di musica!  http://franzbazzani.wordpress.com/ ), che mi ha prestato il libro invitandomi alla sperimentazione.
L’ho già letto una prima volta (molto interessante!) e vorrei riprenderlo praticando gli esercizi suggeriti.
Non so poi, se sarà contento di avermi introdotto su questa strada, o se sottoposto alle mie eventuali composizioni, se ne pentirà amaramente…   😉   😀

 


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La natura al centro dell’uomo

Al Mart di Rovereto (TN) una stagione dedicata al rapporto uomo-natura, alla relazione e correlazione tra il paesaggio e il costruito, tra l’occhio e lo sguardo, tra la mente e il pensiero, tra la percezione e la realtà.
Ben tre differenti percorsi, interessanti e vari, per altrettanti e più punti di vista.
Fino alla fine di agosto è possibile coglierli tutti insieme…  😉

http://www.mart.tn.it/perdutinelpaesaggio

http://www.mart.tn.it/scenarioditerra

http://www.mart.tn.it/alvarosiza

 


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Ho visto una cosa…

…insolita. Un libro ammiccante!? 😮
E’ uno di quei libri che non ti stravolgono la vita, che non corri a casa di corsa perchè non vedi l’ora di riprenderlo in mano, che non stai sveglia la notte finchè gli occhi proprio non ce la fanno più.
Eppure… sta lì, sul tavolo della cucina o sul divano, ti guarda passare, in faccende affaccendata, e ti strizza l’occhio.
E tu percepisci la sua presenza, la sua intenzione… ti stuzzica, perchè… perchè in qualche modo si attacca a parti interne di te, delicatamente, qualcosa prende e qualcosa dà.
E’ semplice, curioso, direi quotidiano. E poi è dolce, si dolce. Scritto bene, lineare, pervaso e profusore di una strana dolcezza.
Anche adesso è qui, sull’angolo del tavolo e sorride che vi sto raccontando di lui  🙂

Edoardo Boncinelli
“Una sola vita non basta”
Ed. Rizzoli


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Fotografarla per capirla. La città

Fotografare è anche imprimere un attimo, un istante forse unico, che non tornerà, o la certezza di fermare un particolare che non sai quanto durerà o temi di dimenticare.
La fotografia diventa così strumento ottimale per l’anilisi della città, questa creatura mutante, camaleontica, affascinante, a volte irriverente.
Davide Bramante sviluppa un lavoro molto interessante, che permette di cogliere il cambiamento.
I suoi scatti ci allenano ad uno sguardo diverso, ad una visione itinerante e ricettiva, soprattutto percettiva.

http://www.davidebramante.com/db/home.html

http://www.domusweb.it/it/portfolio/2014/05/13/davide_bramante_democracy.html

 


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Vedo dei sogni

“Vedo dei sogni.
Fluttuano nell’aria, poi si posano, si fanno più nitidi.
A volte so già che voleranno via ancora, altre so che li rivedrò, la prossima volta saranno concreti.
Miraggi o presagi, desideri o malinconia.
Vedo dei sogni.
Si sporgono dal bordo dell’anima e con un salto si lanciano in volo.
A volte si perdono, forse in qualcun altro, altre cadono qui e mi dipingono in faccia un sorriso.
Illusioni o speranze, placebo o cura.
Vedo dei sogni.
Non mi basta, ma mi nutre”.

SZ