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curiosità & cultura


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Buongiorno 

Mi piace ogni tanto prendermi qualche minuto, fare colazione al bar, la mattina presto e …captare.

Osservare le persone, gente che viene gente che va. Chi arriva ruspante già col sorriso, chi è ancora addormentato, chi è già arrabbiato (…sempre?).

Chi arriva solo e si prende il suo tempo, chi è di corsa ma veloce si concede il caffè, chi arriva in compagnia di qualcuno che non vedeva da tempo e coglie l’occasione, chi arriva con qualcuno con cui condivide qualcosa, un rapporto, un legame, un progetto…

Nessun giudizio. Qualche sguardo, qualche sorriso. L’emergere di consapevolezze che ti porti per la giornata, forse di più, ti danno una marcia, uno spunto, una sensazione dolcemente malinconica.

…buona giornata  🙂


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Segni

“E ci sono segni che non capisco.

Da dove vengono? Poi dove vanno?

Non restano qui, passano,

lasciano qualcosa di sospeso e se ne vanno.

Ma fatti d’acqua, penetrano di più.

In questo ti assomigliano.”

SZ


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Attesa

C’è un posto che vuoi raggiungere, sai che ci devi andare, è un desiderio che va oltre, è altro.
Ma non è ancora il momento.
E allora lo programmi e intanto ci costruisci attorno un tempo.
E in quel tempo ci sono giorni che passano veloci, altri lenti, alcuni fermi, sospesi.
Ci sono giorni in cui sei presente, altri in cui non sei qui, sei altrove, sei già là.
Lo senti nel petto, nella gola, e poi lavora nello stomaco.
Ti annienta. E questo annientarti è intenso e dolce allo stesso tempo e nasconde in sè un presentimento: una rivivificazione.
A volte nell’aria ne senti il profumo, passano negli occhi immagini.
Vorresti mollare tutto e andare ma… Attesa.
E’ bene saper attendere, lasciare che le cose accadano. E sai che nel mezzo qualcosa sta accadendo.
E’ come un sogno che fai, vivido, un viaggio. Ti svegli e cerchi quei luoghi, sai che esistono e dev’eserci un significato.
Attesa

(A volte quel posto sei tu…)

 


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Alberi

Gli alberi mi insegnano.

Io testarda, a volte capovolgo.

E allora tra le dita libertà,

voglia di andare.

E allora nella testa ferro,

acqua e vermi.

Persa e ritrovata.

Poi capo-volgo.

Qual’è persa e quale ritrovata?
SZ
02/07/2016

(10:45)


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Dialoghi sottili

 

“…te lo voglio dire, senza aspettare un tempo che sia poi tardi: ti sento.
Nello stomaco, sotto pelle, nei pensieri, nel cuore. E poi oltre: ti sento.
Che è più di tutto. Ti voglio bene, una con-causa, ma soprattutto ti sento, corpo e anima.
Un fremito, eccitazione; un battito, respiro; irrazionalità e comprensione.
Ti percepisco nell’aria, avverto la tua presenza, soffro la tua assenza, respiro la tua essenza.
Non te lo so spiegare che così, ti sento”

“Grazie”

“…di cosa?”

“Di avermi insegnato le parole per dirti quello che provo per te: ti sento”.

 


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Tutto vacilla 

Come si fa quando in un lampo, in un battito di ciglia, senza evidente motivo, un improvviso cambio d’umore ti cambia espressione?

Come si fa se tra la gente, una stretta allo stomaco, spinge lacrime inattese, incontenibili, una lenta piena di un fiume di emozioni?

Come si fa se la gola implode, chiede di urlare, ma la voce è momentaneamente sospesa in apnea, incapace?

Tutto vacilla.

Maturi nuove comprensioni, consapevolezze. Per fortuna nessuna certezza.


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Flash

Lo chiamiamo futuro, 

ma potrebbe non essere dopo.