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Poche parole

Percepire qualcosa di forte, seppur leggero a suo modo. Che si muove, che cambia. In momenti sentirlo quasi chiaro, cercare di afferrarlo, di affermarlo. Ma le parole mancano, sfuggono. E poi non servono… D’un tratto non avere più la voglia di esprimere, una necessità superata. Ma rimane quella di comunicare, forse in altro modo. Ancora consapevolezza e perseveranza. Attesa… 

L’immagine è un paesaggio velato, quasi soffice e selvaggio. Una leggera nebbia che non permette la vista e acuisce altri sensi. Avvolge, tutto sommato gradevole, talvolta sospinge. Dove? La risposta non è necessaria. Lasciarsi portare, certi di un arrivo e ancor più del viaggio.


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Etimologia #13 : PERSEVERANZA

Questa parola ultimamente mi… accompagna.
Ho quindi deciso di approfondirne la conoscenza.
Derivante dal latino perseverantia : per-severus, ossia a lungo-rigoroso.
Significa avere costanza e fermezza nel perseguire i propri scopi, mantenere fede ai propositi e alle scelte fatte, conseguire (il bene) senza soccombere ad eventuali ostacoli di qualsiasi natura o allo sconforto.
La perseveranza è quindi una limpida presa di coscienza sui propri pensieri, intenti ed azioni. Non si tratta di arrivismo, di una smania ignorante ed ingorda, bensì della chiarezza e certezza di quel che si vuole, di dove si desidera dirigere il proprio cammino, per percorrerlo nel migliore dei modi ed arrivare al traguardo.
E’ importante allora non essere troppo indulgenti, non accontentarsi o lasciar correre più del necessario, altrimenti l’obiettivo sarà ottenuto “più o meno”, non completamente.

Bene… e quindi?
E’ bene avere un progetto, di vita, del periodo, del giorno, riguardante una specifica cosa o una persona.
Penso che nella vita sia importante avere dei punti fermi, a questo credo sia riferita la perseveranza. Avere uno o più linee guida, obbiettivi fermi, per i quali perseverare appunto, ed entro i quali però, concedersi anche degli spazi e dei tempi “sciolti”. E anche per questi serve perseveranza, coscienza, chiarezza…  😉
Una nota citazione dice:

“La perseveranza è, rispetto al coraggio, ciò che è la ruota rispetto alla leva; il perpetuo rinnovarsi del punto di appoggio”.
Victor Hugo, (I lavoratori del mare)

Quindi è un fulcro, un perno attorno al quale ruota il resto. Ottima immagine direi.
La visualizzo, penso alle ruote di una bicicletta, al loro moto, alle loro componenti.
La gomma si buca, i raggi si rompono, a volte cade anche la catena… ma tutto si sistema e si riparte.
Perseverare. Poi può capitare di cambiare progetto, di sentire la necessità di farlo, perché non è più nostro, perché strada facendo è mutato l’obiettivo. Niente di male. Anzi. Ma essere presenti a sè stessi! Ecco cos’è. In tutto quello che facciamo, pensiamo, spesso siamo assenti, distratti, sfuocati. E’ bene esserci.
Un respiro per ogni pedalata ed occhi puntati sul traguardo, senza dimenticarsi e perdersi la meraviglia di quel che ci circonda, di quello che succede, degli altri.

P.S. : ora, pubblicando questo post ed andando a vedere a quale numero di etimologia eravamo rimasti, mi accorgo che questo è il 13. Mi piace la numerologia e allora: 1+3=4. Quattro è “l’equilibrio interiore”, personale. E come si ottiene se non perseverando?  😉