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La Scuola dei tacquini

Già il nome è un dilemma. C’è chi lo scrive con –cq, chi con doppia –c, chi con la sola –q…. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.
Ed anche nella forma (intesa in tutti i sensi possibili) c’è da sbizzarrirsi.
Chi lo preferisce con copertina rigida, chi morbida; chi sottile, chi spesso; chi rilegato, chi ad anelli; chi con fogli sottili per la sola (o quasi) scrittura, chi con fogli più pesanti che si prestino a diversi usi; chi lo mantiene in ordine, chi lo vive intensamente; chi lo usa con parsimonia, chi lo ha sempre sotto mano e vi annota tutto, disegna, incolla, strappa, attacca, ….
Ma uno dei dilemmi maggiori è: un tacquino per ogni diversa cosa/argomento/momento, o un taccuino unico che raccolga tutto e più di tutto? Da conservare, catalogare, sfogliare, rileggere, cercare.
Ne vedo diversi in giro e mi piace osservare le preferenze, gli usi, le personalizzazioni.
Non ho ancora trovato la mia versione, ci sto lavorando.
Ma credo fermamente nella possibilità di cambiare idea, quindi anche il tacquino e le scelte che facciamo in merito, possono variare nel tempo.
Forse è questo: rispetto a quanto ho fatto fino ad ora, sto per cambiare, sto valutando l’opzione di….
E voi… tacquinate? Com’è il/i vostro/i?  🙂