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Filosofia di una valigia

In questo mese salterò un po’ qua e là.
Forse non riuscirò ad essere qui presente proprio tutti i giorni, ma mi piacerebbe fare una specie di reportage di quel che vedrò, visiterò, sentirò, incontrerò, …
Ma ogni volta, prima di partire, mille cose da fare, a cui pensare e soprattutto la valigia.
E ogni volta quando sto per prepararla, mi torna in mente quando da piccola la facevo con mia mamma per andare al mare: meticolosamente, lei scriveva l’elenco delle cose che portavamo, per avere uno strumento di controllo nel momento di tornare a casa.
Ah ah!! Mi divertivo (e ancora a volte lo faccio) a prenderla in giro  😀
Quanti di voi usano questo metodo?
Fare la valigia ha la sua filosofia: chi la fa all’ultimo minuto, chi invece già da almeno un paio di settimane prima la predispone aperta e di giorno in giorno aggiunge qualcosa; chi studia attentamente il contenuto, chi invece caccia dentro cose più o meno a casaccio; chi pensa agli abbinamenti (ne conosco una! ..vero Elisa??  😉 ) e chi invece non se ne preoccupa; chi mette solo lo stretto necessario e chi invece “meglio qualcosa in più che in meno”; …
Io sono un mix: la faccio quasi all’ultimo minuto, non mi preoccupo più di tanto degli abbinamenti e metto sempre qualcosa in più, infatti torno regolarmente a casa con qualcosa di mai utilizzato e ogni volta mi riprometto che la prossima porterò meno cose, solo le realmente necessarie, ma poi ci ricasco!?
Eh… si sa: siamo “bambine viziosette” e quando si parla di abbigliamento la filosofia poco ci importa  😉  😀

Buona giornata!  🙂