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curiosità & cultura


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Ho visto una cosa…

…irritante!

A volte quando vado per la mia camminata, lungo il lago o altrove, vedo qualcuno in bicicletta che tiene al guinzaglio il proprio cane.

Lo strozzano, lo trascinano, lo strattonano!? E talvolta si lamentano pure, si arrabbiano e lo sgridano!?

È a quel punto che li tirerei giù dalla bici, li metterei al guinzaglio e pedalerei allegramente! Tirandoli, impiccandoli e mortificandoli pure!!

Così, giusto per fargli sentire come si sta  😛


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A proposito di privati(zzazioni)

Parlavamo ieri della cultura privata e leggo oggi questo interessante articolo, corredato di grafici ancor più interessanti e soprattutto chiari, che ben evidenziano la questione.

http://www.internazionale.it/atlante/beni-comuni/

Quali sono oggi i beni comuni?
Vanno certamente salvaguardati, ma in che modo?
Se ne devono occupare le isituzioni pubbliche, visto che sono della colletività, o possono, o devono intervenire i privati?
Non so quale sia la soluzione migliore… in alcuni Paesi la gestione pubblica è ottima, mentre in altri…..
Sta di fatto che una cosa è certa, secondo me: considerato che si tratta appunto di risorse di tutti, dovremmo inziare con il rispettarle.
Poi magari saranno loro a darci qualche suggerimento..  😉

 


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Etimologia #4 : PARTECIPAZIONE

Sostantivo di partecipare. Dal latino “participare”, derivato da “particeps” ossia partecipe, chi ha o prende parte a qualcosa. Prendere parte attiva ad un fatto di ordine o interesse collettivo; manifestare interessamento per una vicenda altrui.
La partecipazione è un incontro, un varco che si apre tra realtà diverse che si mescolano per crearne una nuova, che evolve sé stessa e le singole che vi prendono parte.
Partecipare è la manifestazione di una volontà di condivisione, di comunione, di confronto creativo, è desiderio di altri, di altro, gioia dell’insieme e curiosità di scoprire, di capire, di affacciarsi su mondi nuovi.
E’ inoltre l’esternazione di emozioni e sensazioni verso qualcosa che cattura la nostra attenzione e poi la meraviglia di vedere che la stessa cosa succede anche ad altri e collettivamente la ricerca della soluzione è più interessante, più giocosa, più completa.
Essere parte attiva in qualcosa ci fa sentire vivi, riconosciuti, magari ci da anche la possibilità di far emergere aspetti nuovi di noi, inaspettati, una sorpresa per noi e per chi condivide l’esperienza.
Partecipazione è presenza pro-attiva, esserci, essere pienamente, consapevolezza e rispetto anche della presenza altrui e dell’altrui partecipazione.
Una maggiore partecipazione, ciascuno nel proprio piccolo, alla realtà che ci circonda, è un seme con ottime garanzie di fioritura.

 


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Educare, educarsi

I giorni scorsi ero in Germania, ospite di una carissima amica. La realtà tedesca è sempre molto interessante; validi esempi di organizzazione, efficienza, efficacia, rispetto dell’ambiente, …
Bianca è un’educatrice e ancora una volta ci siamo confrontate sul tema dell’educare appunto. In Germania il metodo è diverso rispetto alla scuola italiana e non solo. Fin da piccoli (asilo nido) si cerca di stimolare i bambini a manifestare le loro naturali attitudini, valorizzarle, soprattutto attraverso lavori di carattere manuale, pratico, artigianale e con grande spazio (sempre!) per la fantasia, la magia, la spontaneità. Inoltre, fondamentale, è la partecipazione attiva della famiglia di ciascun alunno, un continuo dialogo e interazione tra istituzione scolastica e nucleo familiare.
Il mio ricordo della scuola è ben diverso… purtroppo! e sento tanti altri che come me (prima e dopo) condividono le stesse impressioni, le stesse idee.
In Italia si parla di rinnovare l’istruzione, succede a ogni nuovo governo e “ci marciano su” per tutto il tempo di un mandato per poi ricominciare da capo, senza aver concretamente rinnovato nulla, o ben poco, sicuramente non il necessario.
E la famiglia? Spesso e volentieri, portare i figli a scuola diventa uno scarico di responsabilità, la palla passa agli insegnanti, che fanno come possono, come devono, come sanno… e la comunicazione tra scuola e casa… missing!
Insegnare dovrebbe voler dire accompagnare i bambini/ragazzi nella loro crescita, trasmettere loro dei valori, renderli coscienti (di sé stessi soprattutto), liberi di saper scegliere, scoprire insieme a loro le peculiarità di ognuno e stimolarli, sostenerli, consigliarli.
E tutto ciò dovrebbe essere fatto in comunione tra istituti di educazione e famiglie, in modo costruttivo per tutti. Perché tutti e sempre abbiamo qualcosa da imparare.
Mi potete anche dire che negli anni comunque qualcosa è cambiato … si si, in effetti : interrogate sul perché ai figli non è ancora stato insegnato a scrivere in “corsivo”, le insegnanti hanno risposto che il computer non scrive in corsivo… ??!?? Bhè allora non insegniamo più nemmeno la matematica, tanto c’è il PC che fa i calcoli… e poi  non insegniamo più la geografia o la storia, tanto ci sono tantissimi archivi telematici, maps, navigatori su cui trovarle… e poi non insegniamo più le lingue, tanto ci sono i traduttori on line…
Speriamo almeno, al di là di quelli che possono essere gli strumenti, di essere capaci di insegnare che sapere è bello, che la cultura è piacevole, interessante, divertente, condivisibile, partecipativa, apre nuovi orizzonti, ti porta lontano a conoscere cose curiose e stimolanti, …
Ci renderemo conto che condividere l’educazione con i figli (e con tutti) è molto di più che portarli a scuola e fargli fare i compiti, più che trasmettere dei concetti o dei valori, più che dare risposte o essere d’esempio, …  E’ crescere insieme, in uno scambio continuo di vita, di idee, di passioni, di slanci, di confronti, di rispetto, di apertura, di “non-sbagli” per poi fare meglio, di risate e qualche lacrima, di arrabbiature fatte bene e di abbracci.