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curiosità & cultura


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Quando tutto torna

Nella vita fai delle cose, dei percorsi, che ti sembrano scollegati tra loro.
Li fai perchè ti va, ti interessa, ti piace, senza pensare al dopo, alla loro possibile applicazione o altro.
E poi un giorno ne fai uno un po’ più importante, più consistente, e ti ritrovi lì in un momento di inaspettata lucidità, a renderti conto che ora tutto si collega: è servito il lavoro, è servita economia, è servito il corso di fotografia, sono serviti i libri letti, serve il blog, servono le poesie, servono certe esperienze che ti sembrava invece non portassero a niente, è servita e serve la curiosità!!  😉  Tutto torna.
Stai lì qualche momento così, inebetita e incredula di questa meraviglia e un po’ ti rimane dentro (per fotuna! 😉 ) questa sensazione, questa emozione… ma allo stesso tempo, poco dopo sei più in là: hai innescato una marcia che non sapevi di avere ancora e la spinta te l’ha data una rivelazione che si manifesta nei tuoi occhi, spalancati, sorridenti …e un po’ lucidi, su una nuova avventura!  🙂

 


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Insegnare e/o imparare

Insegnare ed imparare. Due lati opposti di una stessa situazione? Oppure complementari? Correlati?
Ci pensavo proprio in questi giorni, che sto facendo ricerca su alcuni argomenti.
Le due cose sono strettamente connesse. Nell’insegnare qualcosa a qualcuno, spesso e volentieri ci si rivela qualcosa di nuovo, si chiarisce e quindi si impara.
Nell’imparare qualcosa da qualcuno, si può trasmettere qualcosa a chi ci insegna: un atteggiamento di attenzione, di rispetto, un’osservazione che spalanca una finestra inattesa e innesca un nuovo ingranaggio.
E’ uno scambio, nessuno è inferiore, nessuno superiore. Tutti abbiamo da imparare e, ciascuno a suo modo e in base alla propria esperienza, tutti hanno qualcosa da insegnare.

Vedevo proprio poco fa un video interessante (grazie Enrico Cerni!).
Spunti per “scambi insegno-imparo” nel 21° secolo :

 


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Etimologia #11 : SOGNARE

Nel sonno, ad occhi chiusi… svegli, ad occhi aperti…
Non importa come: l’importante è sognare!
Sogno deriva dal latino somnium, a sua volta proveniente da somnus, ossia sonno.
Il sognare è infatti tipicamente un fenomeno legato al dormire, in particolare alla fase REM del sonno, nella quale le immagini che sognamo vengono percepite come reali. Al risveglio poi, talvolta si ricorda di aver sognato e cosa, mentre molte volte no. Infatti le scienze sostengono che si sogni sempre, tutte le notti, ma non sempre una volta desti, se ne ha memoria. La letteratura scientifica e varia è immensa in materia.
Sta di fatto che i sogni lavorano in noi, cosciamente e/o inconsciamente.
I sogni sono proiezioni, sono rivelazioni, sono manifestazioni,… “i sogni son desideri“.
Mi capita di fare sogni strani, assurdi alcune notti; penso capiti a molti. Poi la mattina cerco di ricordarli, magari li scrivo e tento di capire quale significato possono avere.
Ma quelli con cui me la cavo meglio, sono sicuramenti i sogni ad occhi aperti! Sono un’esperta  😉
Perchè non dovrei? Sognare è bello, è divertente, è stimolante, è rincuorante, è incoraggiante, non costa nulla, non reca danni ad altri, …
Si, può avere come controindicazione la generazione di aspettative, che poi possono essere deluse, ma sono comunque esperienze, sono in ogni caso comprensione, conoscenza. Io penso ne valga comunque la pena!  🙂


“Forse il segreto è non tenersi i sogni nel cassetto. Bisogna usarli. Bisogna osarli !”.  Renzo Piano

“Il futuro appartiene a coloro che credono alla belezza dei propri sogni”.  Eleanor Roosvelt

“Se credi ai sogni sei un uomo ricco. Se credi al mondo sei un uomo ricco di sogni”.  Anonimo

“Se puoi sognarlo, puoi farlo”.  Walt Disney

“Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte”.  Edgar Allan Poe

“La verità non sta in un sogno, ma in molti sogni”.  Pier Paolo Pasolini

 


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Siamo stupidi o ignoranti?

Leggevo l’altro giorno dei post di Luca De Biase che hanno mosso diversi commenti, interessanti :

http://blog.debiase.com/2013/10/lideologia-ci-rende-stupidi/
http://blog.debiase.com/2013/11/commenti-sullideologia-e-il-ragionamento/

In particolare, notava De Biase per primo, l’utilizzo della parola stupidità ha scosso, qualcuno l’ha ritenuta addirittura offensiva.
Per quel che mi riguarda, l’argomento ha riportato alla luce una discussione che più volte ho fatto e faccio tra me e me e con altri: siamo stupidi o ignoranti?
Qual è la differenza?
Io la vedo così : siamo ignoranti quando appunto ignoriamo qualcosa, non ne abbiamo conoscenza. Nel momento in cui ne abbiamo conoscenza, passiamo alla comprensione. E’ in questo passaggio che possiamo essere stupidi, accettando o meno la conoscenza acquisita.
Che poi questa conoscenza la condividiamo o meno (nel senso di essere d’accordo oppure no), è un’altra questione, certamente correlata, ma un’altra.
Si tratta comunque di scelte, come sempre. Possiamo scegliere se essere ignoranti, interessandoci o no alla conoscenza delle cose; possiamo scegliere di essere stupidi, nel momento in cui, per motivi “non validi”, scegliamo di evitare/tralasciare/rifiutare la comprensione delle cose conosciute, rimanendo solo con alcune informazioni in più, ma sterili, prive di confronto, discussione, accettazione…
La curiosità in questo caso aiuta molto, anzi, direi che è proprio il sale. Essere curiosi è il ponte ed il collante tra conoscenza e comprensione; tra le cose sconosciute e la loro rivelazione, la loro manifestazione.
Il limite invece, ancora una volta, credo sia la paura. La paura di sapere, di mettersi in discussione, di confrontarsi con altre conoscenze, con comprensioni diverse dalla nostra; la paura di accettare pensieri, opinioni, atteggiamenti, comportamenti differenti ,che ci sembra minino la nostra cultura, il nostro piccolo mondo, le nostre certezze.
Invece è tutta ricchezza.
E’ pur vero che nessuno può giudicare le scelte altrui, possono avere delle valide motivazioni che non siamo in grado di vedere, di capire.
L’ignoranza, purtroppo, talvolta è data da condizioni obbligate, dall’impossibilità concreta di colmarla. Pertanto penso possa essere assolutamente rispettata e, sotto certi punti di vista, anche apprezzabile. Ma la stupidità, per come la vedo io, spesso mi disarma, mi irrita, mi fa arrabbiare, mi rattrista tremendamente a volte.
Ignoro molte cose, per fortuna! Altrimenti cosa farei?  😉  Ma spero di essere stupida meno volte di quelle in cui sono ignorante; mai è impossibile, capita a tutti. Mai non esiste.


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Etimologia #8 : CAMBIAMENTO

Mi dicono che fuori (io sono ancora qui nello stand-by… ma finalmente c’è una luce all’orizzonte… 😉 ) …che fuori è caduto il governo.
Non so lì, ma qui non ha fatto un gran rumore…
Però ho pensato fosse cosa buona dare un’occhiata alle notizie in merito e, come immaginavo, è tutto un botta e risposta di scommesse/azzardi su cosa accadrà, quando, come, perchè, chi…
Una parola è molto ricorrente ovunque, da chi osannata, da chi auspicata, da chi temuta… : cambiamento.
Sostantivo del verbo cambiare, dal latino tardo e di origine gallica, significa sostituire, modificare, trasformare, mutare, rendere diverso.
Possiamo fare di meglio: passaggio, bardo, evoluzione, rivelazione, manifestazione, miglioramento, rinnovamento, …
Si dice tanto in giro che si vuole questo benedetto cambiamento, ma cosa si fa? e cosa non si fa? cosa bisognerebbe fare e cosa no?
Quando si entra nel campo della politica, non so mai cosa fare… E’ una materia che non mi ha mai appassionata, non nel senso che non mi incuriosisca (ci mancherebbe!? sono ben poche le cose che non muovono la mia curiosità 😉 ), ma nel senso che… mi muove altro: tensione, ansia, nervossimo, a volte rabbia… nel vedere come le cose ristagnano, fagocitano, talvolta marciscono.
Ma io cosa posso fare? C’è chi sostiene che bisogna farsi sentire, agire, scuotere con forza… chi invece si rassegna al fatto che nulla serve a smuovere  la situazione… chi ancora invita a partire dal proprio piccolo, dal proprio attegiamento e modo di agire quotidiano.
Io propendo per l’ultima, ma rimane il pensiero che ci sono delle persone che hanno il potere (perchè gliel’abbiamo dato) di decidere anche per noi.
Chissà… loro avranno voglia di cambiamento? sarà arrivato il momento?
Ho recuperato alcune citazioni che mi hanno colpito, che racchiudono input/segni/inviti interessanti :

“È anzi l’assenza di cambiamento che favorisce la malattia perché non coltiva la nostra capacità di reazione”.  Franco Berrino

“Il cambiamento, pur con tutti i rischi che comporta, è la legge dell’esistenza”.  Robert Kennedy

“Ma naturalmente per capire i cambiamenti della gente, bisogna amarla”.  Pier Paolo Pasolini