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curiosità & cultura


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Intensità

Giornata uggiosa.
Fuori piove, ma non è freddo.
L’umidità cerca di penetrare.
Ma ho abbondanti pensieri che già occupano posto, che tengono caldo.
Diverse cose da fare, di più di che riflettere.
Ma non è pesante…
Aria piena, testa piena. Sono un tutt’uno.
Galleggiamenti, sospensioni, cadute in consapevolezza.
Sensazione di intensità.

Qualche tempo fa qualcuno mi ha detto che non sempre DEVI scegliere: PUOI scegliere.
All’ora l’avevo capito. Ieri sera un lampo: l’ho compreso.
Adesso tutto sta a metterlo in pratica  😉


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Invidia

Invidia. Sana invidia.
La provo ad esempio quando mi confronto con persone che inseguono un sogno, che se ne nutrono giorno per giorno, che sono disposte a sacrifici e grandi cambiamenti per realizzarlo, per alimentarlo.
Io quando devo prendere una decisione vado agli estremi (come in quasi tutto direi…): o ribalto tutto e genero uno shock generale che lascia a bocca aperta (divertente!!), oppure mi faccio prendere da indecisione cronica, non tanto data da condizioni/limiti oggettivi (macché! Tutto è possibile!!), ma che mi auto-creo. Inizio a pensare (grande errore a volte…): se faccio così quello ci rimane male, l’altro chissà cosa farà in conseguenza, e se io non sono qui chi pensa a questo, e se lo faccio poi come andrà, ma se non lo faccio cosa mi perdo, e in verità perché lo voglio fare, se non faccio questo cos’altro faccio, ….
E pensare che avevo trovato un equilibrio…

Equilibrio?? Io?? Ma non se ne parla! Abborro l’equilibrio io!   😀


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A proposito di valori…

Si parlava l’altro giorno di aggiornamento valori e ora leggo un articolo interessante, stimolante e provocatorio su Wired, nel quale tra le tante cose, è detto:

” I “valori” non sono morti, sono diventati scelte. Non si “trasmettono”.”

..e si discute sul fatto che oggi nessuno educhi più nessuno, perchè non ci sono più modelli reali, concreti, non sussiste più il tramandare, il trasmettere.
Il pezzo è questo:

http://www.wired.it/attualita/2014/03/28/e-un-mondo-nel-quale-nessuno-educa-piu-nessuno-percio-e-un-mondo-libero/?utm_source=twitter.com&utm_medium=marketing&utm_campaign=wired

Io sono d’accordo in parte… i valori sono scelte comunque, come tutto (!), perchè qualcuno te li può spiegare, ti ci può forse educare, ma sei tu a decidere se fanno parte di te, del tuo modo di essere, oppure no. E poi penso che si può ancora educare, trasmettere. E’ la modalità che va aggiornata, gli strumenti che vanno rivisti, i tempi che vanno rivalutati.
Voi cosa ne pensate?
Buona giornata!  🙂

 


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Siamo stupidi o ignoranti?

Leggevo l’altro giorno dei post di Luca De Biase che hanno mosso diversi commenti, interessanti :

http://blog.debiase.com/2013/10/lideologia-ci-rende-stupidi/
http://blog.debiase.com/2013/11/commenti-sullideologia-e-il-ragionamento/

In particolare, notava De Biase per primo, l’utilizzo della parola stupidità ha scosso, qualcuno l’ha ritenuta addirittura offensiva.
Per quel che mi riguarda, l’argomento ha riportato alla luce una discussione che più volte ho fatto e faccio tra me e me e con altri: siamo stupidi o ignoranti?
Qual è la differenza?
Io la vedo così : siamo ignoranti quando appunto ignoriamo qualcosa, non ne abbiamo conoscenza. Nel momento in cui ne abbiamo conoscenza, passiamo alla comprensione. E’ in questo passaggio che possiamo essere stupidi, accettando o meno la conoscenza acquisita.
Che poi questa conoscenza la condividiamo o meno (nel senso di essere d’accordo oppure no), è un’altra questione, certamente correlata, ma un’altra.
Si tratta comunque di scelte, come sempre. Possiamo scegliere se essere ignoranti, interessandoci o no alla conoscenza delle cose; possiamo scegliere di essere stupidi, nel momento in cui, per motivi “non validi”, scegliamo di evitare/tralasciare/rifiutare la comprensione delle cose conosciute, rimanendo solo con alcune informazioni in più, ma sterili, prive di confronto, discussione, accettazione…
La curiosità in questo caso aiuta molto, anzi, direi che è proprio il sale. Essere curiosi è il ponte ed il collante tra conoscenza e comprensione; tra le cose sconosciute e la loro rivelazione, la loro manifestazione.
Il limite invece, ancora una volta, credo sia la paura. La paura di sapere, di mettersi in discussione, di confrontarsi con altre conoscenze, con comprensioni diverse dalla nostra; la paura di accettare pensieri, opinioni, atteggiamenti, comportamenti differenti ,che ci sembra minino la nostra cultura, il nostro piccolo mondo, le nostre certezze.
Invece è tutta ricchezza.
E’ pur vero che nessuno può giudicare le scelte altrui, possono avere delle valide motivazioni che non siamo in grado di vedere, di capire.
L’ignoranza, purtroppo, talvolta è data da condizioni obbligate, dall’impossibilità concreta di colmarla. Pertanto penso possa essere assolutamente rispettata e, sotto certi punti di vista, anche apprezzabile. Ma la stupidità, per come la vedo io, spesso mi disarma, mi irrita, mi fa arrabbiare, mi rattrista tremendamente a volte.
Ignoro molte cose, per fortuna! Altrimenti cosa farei?  😉  Ma spero di essere stupida meno volte di quelle in cui sono ignorante; mai è impossibile, capita a tutti. Mai non esiste.


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Etimologia #9 : SALUTE

Deriva dal latino “salus” (a sua volta proveniente da “salvus”, ossia salvo) e significa salvezza, incolumità, integrità.
Salute indica quindi una condizione di benessere completa, che riguarda corpo, anima e mente.
L’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità,  http://www.who.int/en/ ) ha definito la salute come uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. Definizione assolutamente appropriata direi, che coinvolge infiniti aspetti.
Mi sembra di osservare in giro che “in tempi di crisi”, le persone finalmente prediligano la qualità, della vita in generale e facciano quindi scelte più coscienti, coscienzionse, mirate, salutari. Essendo l’argomento così complesso, anche queste scelte lo sono, variegate, molteplici, con motivazioni ed effetti diversi. Ma hanno in comune un denominatore: si opta per ciò che fa stare bene, che non significa solo essere sani a livello fisico, ma anche preferire oggetti, abbigliamento, cibo, attività nel tempo libero, lavori, … che ci fanno sentire bene, con noi stessi e con gli altri, possibilmente sereni, felici, appagati, soddisfatti, …
La salute quindi ce l’abbiamo, ma va mantenuta, curata, evoluta. Non dobbiamo darla per scontata e renderecene conto solo quando qualcosa non va, quando magari prendiamo un malanno e pensiamo sia solo una questione del corpo.
L’attenzione su questi argomenti è cresciuta nel tempo e ha coinvolto molti settori (tutti direi, o quasi…): sanità, scienza, psicologia, società, socialità, fede, lavoro, arte, istruzione, educazione, cucina, sport, ….
Sono  molte infatti le iniziative interessanti in giro :

http://www.viveresaniviverebene.it/

http://www.biosalute.eu/

http://www.bergamoscienza.it/ITA/Homepage.aspx

http://www.salonecibosicuro.it/

http://www.festivalscienza.it/site/home.html

http://www.fierabolzano.it/fieraautunno/

http://www.naturalexpo.it/

http://www.cibus.it/


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Educare, educarsi

I giorni scorsi ero in Germania, ospite di una carissima amica. La realtà tedesca è sempre molto interessante; validi esempi di organizzazione, efficienza, efficacia, rispetto dell’ambiente, …
Bianca è un’educatrice e ancora una volta ci siamo confrontate sul tema dell’educare appunto. In Germania il metodo è diverso rispetto alla scuola italiana e non solo. Fin da piccoli (asilo nido) si cerca di stimolare i bambini a manifestare le loro naturali attitudini, valorizzarle, soprattutto attraverso lavori di carattere manuale, pratico, artigianale e con grande spazio (sempre!) per la fantasia, la magia, la spontaneità. Inoltre, fondamentale, è la partecipazione attiva della famiglia di ciascun alunno, un continuo dialogo e interazione tra istituzione scolastica e nucleo familiare.
Il mio ricordo della scuola è ben diverso… purtroppo! e sento tanti altri che come me (prima e dopo) condividono le stesse impressioni, le stesse idee.
In Italia si parla di rinnovare l’istruzione, succede a ogni nuovo governo e “ci marciano su” per tutto il tempo di un mandato per poi ricominciare da capo, senza aver concretamente rinnovato nulla, o ben poco, sicuramente non il necessario.
E la famiglia? Spesso e volentieri, portare i figli a scuola diventa uno scarico di responsabilità, la palla passa agli insegnanti, che fanno come possono, come devono, come sanno… e la comunicazione tra scuola e casa… missing!
Insegnare dovrebbe voler dire accompagnare i bambini/ragazzi nella loro crescita, trasmettere loro dei valori, renderli coscienti (di sé stessi soprattutto), liberi di saper scegliere, scoprire insieme a loro le peculiarità di ognuno e stimolarli, sostenerli, consigliarli.
E tutto ciò dovrebbe essere fatto in comunione tra istituti di educazione e famiglie, in modo costruttivo per tutti. Perché tutti e sempre abbiamo qualcosa da imparare.
Mi potete anche dire che negli anni comunque qualcosa è cambiato … si si, in effetti : interrogate sul perché ai figli non è ancora stato insegnato a scrivere in “corsivo”, le insegnanti hanno risposto che il computer non scrive in corsivo… ??!?? Bhè allora non insegniamo più nemmeno la matematica, tanto c’è il PC che fa i calcoli… e poi  non insegniamo più la geografia o la storia, tanto ci sono tantissimi archivi telematici, maps, navigatori su cui trovarle… e poi non insegniamo più le lingue, tanto ci sono i traduttori on line…
Speriamo almeno, al di là di quelli che possono essere gli strumenti, di essere capaci di insegnare che sapere è bello, che la cultura è piacevole, interessante, divertente, condivisibile, partecipativa, apre nuovi orizzonti, ti porta lontano a conoscere cose curiose e stimolanti, …
Ci renderemo conto che condividere l’educazione con i figli (e con tutti) è molto di più che portarli a scuola e fargli fare i compiti, più che trasmettere dei concetti o dei valori, più che dare risposte o essere d’esempio, …  E’ crescere insieme, in uno scambio continuo di vita, di idee, di passioni, di slanci, di confronti, di rispetto, di apertura, di “non-sbagli” per poi fare meglio, di risate e qualche lacrima, di arrabbiature fatte bene e di abbracci.