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Quando le parole tornano

Quanto tempo….

Anni a scrivere, quasi quotidianamente. Poi la vita sterza bruscamente. Sei così affollata, di cose, di impegni, di pensieri… che tutto si blocca, si somma, si ammucchia come dietro un muro. Non c’è sbocco, non c’è sblocco.

Tanto impegno, su tutti i fronti. Fino a quando, chiedendo aiuto, trovi soluzioni, passo per passo.

E le parole tornano, escono, finalmente fluiscono. Ma non scritte. Hai imparato a parlare.

È necessità anche questa, come lo era lo scrivere. Più forte. È sopravvivenza. È salvezza e salute.

E scrivere è diverso…

Sarà altro.


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Messaggi da Matrix

Ci sono giorni in cui hai voglia di scrivere, di esprimere, ma le parole sfuggono.
Piovono come codici in Matrix, li osservi fluidi e decifrabili, ma non ancora comprensibili.
Ti ostini magari, con scarsi e insodisfatti risultati, rischiando di arrabbiarti.
Ma poi realizzi che va tutto bene, hanno solo bisogno del loro tempo, per aprirsi, del loro spazio, per raggiungerti.
E allora silenzio. Ascolto. Percezione confusa ma viva, fremente, potenziale.
Come uno specchio, lo spazio attorno rimanda immagini, altri codici, che completano, aggiungono, sostiutiscono.
Perdersi in un labirinto di parole ancora inafferrabili e desideri desiderosi di comunicarsi, per ritrovare senso, significati nuovi.
Ci sono giorni in cui hai voglia di scrivere, ma le parole ti chiedono di ascoltarle solo e aspettare domani.

 


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Leggere i paradossi

Spopolano ormai i festival letterari, ai quali quello di Mantova ha sicuramente dato i natali.
In questi giorni a Milano ci sarà “BookCity” :

http://www.bookcitymilano.it/

Incontri, eventi, letture, librerie, …. L’offerta è vasta ed interessante.
E anche la televisione apre nuove strade in questo senso, con un programma dedicato alla scrittura (e di conseguenza alla lettura), “Masterpiece” :

http://www.masterpiece.rai.it/dl/portali/site/page/Page-461957fc-5f28-4ee2-a0aa-1da517c79b78.html

Non l’ho ancora seguito, ma l’argomento incuriosisce e pare valido. Si vedrà…
Ma tutto questo interesse, movimento, manifestazione intorno alla scrittura/lettura ha una “contropartita” non indifferente : il “nuovo analfabetismo”.
Detto “analfabetismo funzionale” (o scientificamente “illeteratismo”), riguarda l’incapacità di usufruire efficientemente delle possibilità di lettura, scrittura e calcolo oggi offerte dai vari strumenti tecnologici.
In un certo senso, si tratta di un aggravamento dell’ignoranza nel leggere e nello scrivere : una volta imparate tali attività, non si è in grado di utilizzare i mezzi attuali per praticarle.
In ambedue i casi, quello che manca di base è l’istruzione, l’insegnamento, l’assistenza alla cittadinanza così che possa usufruire di tutte le informazioni e le possibilità.
Paradossi. O interessi celati, pilotati? Effetti voluti, controllati?
Tutto oramai gira sul www e chi non ha mezzi e/o capacità, rimane tagliato fuori. Allo stesso tempo, attraverso il web ci controllano, ci dirigono, ci “intortano”. Ma questo non ci deve fermare.
Tantissime persone oggi scrivono (libri, articoli, blog, …) e questo a mi pare bellissimo, mi sembra sia innanzitutto un desiderio di comunicazione, manifestazione, apertura, condivisione. Quanto meno, questi fattori sono quelli che muovono me a farlo.
Ma quanti leggono? Credo che la sproporzione sia tanta…
Sia perché, appunto non tutti sono in grado di farlo sui nuovi media, per i quali è necessario avere a disposizione computer, tablet, smartphone; sia perché la lettura è sempre in calo.
Con-cause? Non so, chi sostiene che una cosa genera l’altra, chi il contrario.
Sta di fatto che l’argomento spopola, in rete e non solo. Provate  a digitare “analfabetismo funzionale” su un motore di ricerca e leggete un po’ quel che ne esce…
Così nel frattempo contribuiamo a incrementare la lettura e diminuire l’ignoranza  😉