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curiosità & cultura


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Musica e silenzio

Sembrano quasi contrari… eppure c’è qualcosa di nuovo che li accomuna.
Si tratta di due progetti diversi con una base comune: il crowdfunding (o crowdsourching).
E’ una modalità diffusa ormai, per ottenere finanziamenti a favore delle proprie idee, di progetti innovativi.
In questo caso si parla di Musicraiser, una piattaforma per la creazione e la diffusione di musica, e di Stereopublic, un curioso sistema di mappatura di luoghi silenziosi ideato da un artista australiano (trovate qualche info anche qui).
In ogni caso… buon ascolto!  😉

 


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Embhè?!

Sapete che vi dico oggi?
Niente.
Mica bisogna per forza.
Oggi gira così. Ovatta di primavera  😉
Buondì…

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Due passi sulla Luna

Avete mai sognato di sbarcare sulla Luna? Di fare una paseggiata in un “mare di latte”?
Oggi potete! Ma affrettattevi, perchè potrebbe essere oscurata in qualsiasi momento…
Ai Weiwei è un artista, designer, architetto ed attivista di cinese.

http://aiweiwei.com/

Dopo aver studiato, viaggiato, lavorato in giro nel mondo, è rientrato in patria per motivi familiari.
Iniziando unitamente a tutte le altre attività, ad occuparsi di diritti umani, con particolare riferimento alla propria nazione, è stato arrestato ed esiliato nel suo stesso paese.
Purtroppo sappiamo che questa è una “brutta abitudine” del governo cinese, zittire, nascondere, denigrare le persone che manifestano la loro opinione, contraria o comunque differente da quella decisa ed imposta dallo stato.
Ma Weiwei ha trovato il modo di farsi sentire, di comunicare, quanto meno momentaneamente. Già, perchè il suo progetto potrebbe essere oscurato in ogni istante.
E allora veloci! Seguite il link, non perdetevi l’opportunità unica che Weiwei ci offre!  😉

http://www.moonmoonmoonmoon.com/#sphere

Andate al sito, iscrivetevi e lasciate il vostro segno sulla Luna!
Ci vuole forse un po’ di pazienza, perchè la grafica è complessa e impiega un po’ di tempo a caricare, ma l’idea è bellissima, simpatica, curiosa, sanamente provocatoria, sognante…
Io ho fatto due passi sulla Luna e ho “piantato la mia bandierina”!  🙂
Buon allunaggio!  😉

 


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The (silent) Voice

Avete seguito il talent show “The Voice of Italy” su Rai2 qualche mese fa?
Io si, mi incuriosiva, ci sentivo qualcosa di più degli altri programmi del suo genere e poi ha partecipato un ragazzo della mia zona, Timothy Cavicchini, molto bravo, genuino, quindi non potevo non sostenerlo.
Ma mi sbagliavo. Sul talent intendo, non sul cantante, che anzi si è classificato secondo in gara e conferma ogni giorno di essere veramente in gamba.
Già la sera della proclamazione, sono rimasta male, mi aspettavo vincesse Timothy, lo pensavamo in molti… invece ha vinto “la solita sonata”.
Anche in questo caso, si continua a parlare di cambiamento, di innovazione, e invece di sostenere un sano rock giovane, si premia una canzone “classica”… un’altra… bella voce, ma noiosetta, perdonatemi e per nulla nuova. Mah…
Come se non bastasse, da qualche giorno è uscita… o meglio, sarebbe uscita, la notizia che la vincitrice del concorso canoro è collusa con la camorra e quindi la sua vittoria è quanto meno dubbia… molto dubbia :

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/10/03/news/bardellino-music-show-1.135903

Quindi adesso che si fa? Si dichiara il tutto e si trova una soluzione che premi chi realmente merita? Si rendono note le informazioni e si prendono provvedimenti?
No. Si tace. Silenzio. Si lascia correre.
Si chiama The Voice il programma… paradosso :  voce, ma tace.
Tacciono loro, ma noi?
Sarà poco, ma almeno per la mia coscienza, la mia rabbia nei confronti dei lati oscuri di questo Paese, il mio desiderio di miglioramento e per la stima nei confronti di Timothy e del suo gruppo, gli “Ostetrika Gamberini”, io la voce ce la metto, con gli strumenti che ho : qui.
Che si sappia, che ci rendiamo conto. Anche se già è noto purtroppo, che in Italia la meritocrazia raramente viene applicata, a vantaggio di favoritismi talvolta assurdi e della conseguente omertà.
Si parlava giusto ieri di stupidità e/o ignoranza ( https://cucublog.com/2013/11/05/siamo-stupidi-o-ignoranti/ ). In questo caso, purtroppo, pare vinca la stupidità (e definirla tale è poco…).
Ma noi possiamo scegliere!  😉
E allora, se volete passare una serata all’insegna della buona musica, della genuinità, della spontaneità, della passione, del sano divertimento; se volete uno spettacolo completo, vero, incondizionato, non perdeteveli se passano dalle vostre parti, perché loro meritano :

https://www.facebook.com/pages/Timothy-Rock-Cavicchini/265411693513398?fref=ts

http://www.ostetrikagamberini.it/

 


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Istanbul non serve più?

Succede che da qualche parte nel mondo un fatto catturi l’attenzione dei media e per un (breve) periodo ovunque si legga, si senta, si parli quasi e solo di quello. Poi… puff! sparisce.
Qualcuno suggerisce che si tratti di escamotage per distogliere l’attenzione da ben altre notizie.
Credo che a volte sia vero.
Fatto sta che di Istanbul ultimamente non si sa quasi nulla, non “spontaneamente” diciamo, ma se si va ad indagare un attimo, Istanbul è sempre lì, in grande fermento, in evoluzione, in attività, in cambiamento, in progressione.
E allora perchè non dirlo? E’ importante questa “metamorfosi” della capitale turca, sotto diversi punti di vista.
Ho trovato una testimonianza/resoconto interessante qui :

http://www.domusweb.it/it/arte/2013/09/05/mom_am_i_barbarian_istanbul_biennial.html

La creatività non si ferma, la creatività guida, costruisce, risorge, rivoluziona, insegna, …
Istanbul serve. E con lei molte altre notizie sopite…


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Il silenzio è d’oro

Ci sono giorni in cui non ho voglia di parlare.
È proprio una sensazione fisica, oltre che interiore; la bocca sta bene chiusa, tra sé e sé, come custodisse parole nuove per domani.
E le parole nuove arrivano, perché nel silenzio si amplificano i sensi, l’ascolto soprattutto, la percezione. Arrivano pensieri inattesi, soluzioni inaspettate e semplici (caspita! cosa ci voleva? Era così facile!) che prima non sono stata capace di vedere… o forse non ho voluto? E ora nell’ascoltarmi le colgo, le accetto, le comprendo.
A volte, forse appunto per questo, si ha paura di restare in silenzio, di non parlare, si vuole a tutti i costi avere degli argomenti, delle cose da emettere pur di non sentirsi.
E anche il silenzio degli altri intimorisce, insospettisce, crea disagio. Cose che, contrariamente a quanto si può pensare, non necessariamente implica. Stare in silenzio insieme può essere una bella magia, un buon dialogo.
Saper ascoltare i silenzi, propri e degli altri, crea una comunicazione sottile, profonda, che le parole non sono in grado di esprimere. Ci fa scoprire rumori che ci sembrano nuovi, quando in realtà sono sempre stati, ma non li abbiamo colti… il vento tra le piante, che produce suoni bellissimi, differenti per ogni albero, arbusto, fiore; le cicale, la loro serenata tipicamente estiva, in concorrenza con i grilli; il tintinnio di una tapparella o di qualcosa che batte contro un vetro, vetro semplice o vetro doppio, tocco acuto o basso. E poi i rumori di chi ci sta accanto… il respiro, ritmo umorale; il brontolare di una pancia, fame o sete? ; il gorgheggiare di una gola o di un naso leggermente congestionato; le tonalità vastissime di uno sternuto.
E un abbraccio che rumore fa? Silenzio. Ascoltiamo…

 


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L’artista (è) presente

Tempo fa ho visto questo film/documentario, incuriosita dalla proposta insolita di una speciale rassegna al cinema.
Da quarant’anni, Marina Abramovic fa arte, spesso e volentieri con il corpo, suo e di altri, senza vincoli o inibizioni, quasi sempre in maniera molto provocatoria, tanto da essersi guadagnata efferate critiche ed anche alcune denunce. Ma non si è mai fermata, dando voce ad un’espressione umana profonda e allo stesso tempo naturale.
Il video racconta della sua ultima performance, al MoMa di New York (ancora attiva temporaneamente in alcune altre sedi).
Silenzio. Seduta su una semplice sedia, Marina si mette a disposizione del pubblico: chiunque voglia si può accomodare nella sedia di fronte a lei e dialogare, con gli occhi! solo con gli occhi. Nessuna parola, nessun contatto effettivo. Solo “affettivo”, sottile, empatico, telepatico, …
In un’apparente passività, l’attività, la partecipazione sono palpabili, pulsanti, forti.
Quello che accade è variabile, in base alla persona, allo stato d’animo, magari alle aspettative, …  Ma quello che accade soprattutto è.
In seguito ho acquistato il DVD. Ogni tanto lo riguardo… per ricordare di guardare; per ricordare di guardarmi.

Marina Abramovich
“The artisti is present”
Edito in Italia da Feltrinelli Real Cinema

http://www.marinaabramovicinstitute.org/