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curiosità & cultura


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Flash

“Hai pensato alle conseguenze della tua scelta?”

“No”

“Perfetto!”


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Spontaneamente, sulla frontiera

Oggi ho scritto tanto.
Ho scritto per me.
Spontaneamente, con calma, lasciandomi portare da cose lette, da cose viste, …
La mano ha dettato alla mente, le ha fatto vedere angoli prima in ombra, le ha svelato segreti.
La mente ha registrato e adesso l’anima è più contenta, ha persino adosso una faccetta furba, un po’ compiaciuta, un po’ birichina.
E poi rileggendo ho pensato di cercare una colonna sonora.
Forse dire “ho pensato” non è corretto, perchè non l’ho fatto; l’ho fatto e basta.
Ma non sapevo quale… Poi, richiamata da una notifica, ho aperto Facebook ed era lì, prima notizia sul wall, era lì… sulla frontiera.
E sono lì anch’io. Non so se scelgo da che parte stare… Forse scelgo di non scegliere  😉

 


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The (silent) Voice

Avete seguito il talent show “The Voice of Italy” su Rai2 qualche mese fa?
Io si, mi incuriosiva, ci sentivo qualcosa di più degli altri programmi del suo genere e poi ha partecipato un ragazzo della mia zona, Timothy Cavicchini, molto bravo, genuino, quindi non potevo non sostenerlo.
Ma mi sbagliavo. Sul talent intendo, non sul cantante, che anzi si è classificato secondo in gara e conferma ogni giorno di essere veramente in gamba.
Già la sera della proclamazione, sono rimasta male, mi aspettavo vincesse Timothy, lo pensavamo in molti… invece ha vinto “la solita sonata”.
Anche in questo caso, si continua a parlare di cambiamento, di innovazione, e invece di sostenere un sano rock giovane, si premia una canzone “classica”… un’altra… bella voce, ma noiosetta, perdonatemi e per nulla nuova. Mah…
Come se non bastasse, da qualche giorno è uscita… o meglio, sarebbe uscita, la notizia che la vincitrice del concorso canoro è collusa con la camorra e quindi la sua vittoria è quanto meno dubbia… molto dubbia :

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/10/03/news/bardellino-music-show-1.135903

Quindi adesso che si fa? Si dichiara il tutto e si trova una soluzione che premi chi realmente merita? Si rendono note le informazioni e si prendono provvedimenti?
No. Si tace. Silenzio. Si lascia correre.
Si chiama The Voice il programma… paradosso :  voce, ma tace.
Tacciono loro, ma noi?
Sarà poco, ma almeno per la mia coscienza, la mia rabbia nei confronti dei lati oscuri di questo Paese, il mio desiderio di miglioramento e per la stima nei confronti di Timothy e del suo gruppo, gli “Ostetrika Gamberini”, io la voce ce la metto, con gli strumenti che ho : qui.
Che si sappia, che ci rendiamo conto. Anche se già è noto purtroppo, che in Italia la meritocrazia raramente viene applicata, a vantaggio di favoritismi talvolta assurdi e della conseguente omertà.
Si parlava giusto ieri di stupidità e/o ignoranza ( https://cucublog.com/2013/11/05/siamo-stupidi-o-ignoranti/ ). In questo caso, purtroppo, pare vinca la stupidità (e definirla tale è poco…).
Ma noi possiamo scegliere!  😉
E allora, se volete passare una serata all’insegna della buona musica, della genuinità, della spontaneità, della passione, del sano divertimento; se volete uno spettacolo completo, vero, incondizionato, non perdeteveli se passano dalle vostre parti, perché loro meritano :

https://www.facebook.com/pages/Timothy-Rock-Cavicchini/265411693513398?fref=ts

http://www.ostetrikagamberini.it/

 


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Mi guardi negli occhi perplesso…
“Io per molto meno mi son perso
e invece guarda tu,
riesci sempre a stare sù”.
Ti guardo negli occhi e ti rispondo:
“Io e te non siamo di questo mondo.
Sai, ci sono tanti modi di cadere…
Se impari a guardare, poi arriva il vedere”.
© SZ

 

P.S. Alcuni altri miei brevi “pensieri” li trovate anche qui : http://www.t-poem.com/T-Poem/Benvenuto.html

 


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Etimologia #1 : CONDIVISIONE

Oggi mi sto dedicando alla cucina, in vista di una cena tra amici nei prossimi giorni e allora riflettevo sul fatto che lo stare a tavola è uno dei momenti di condivisione più piacevoli. Si sa che attorno ad un tavolo imbandito e goloso, si chiacchera più volentieri e magari ci si lascia anche un po’ andare…  😉  …e pensavo anche che la condivisione è uno dei “motori” di questo blog (e credo di tutti) : il desiderio di comunicare con gli altri, di incontrarsi (seppur virtualmente… e poi magari anche di persona  😉 ), di aprirsi a nuove prospettive e interessanti confronti.
La parola, composta, insieme di “con” e “divisione”, pare provenga dal latino, ma la sua etimologia è incerta.
Per definizione, la condivisione consiste nell’uso comune di risorse; questo può essere congiunto piuttosto che alternato ed è correlato alla divisione e/o alla distribuzione. Mettendo in atto una condivisione si lascia cadere in un certo senso il concetto di proprietà, di possesso, di riservatezza anche… Si sceglie di con-dividere con altri una propria risorsa, sia essa materiale o immateriale.
In un blog ad esempio, si condividono informazioni, pensieri, opinioni, racconti… Si parla infatti di “piattaforme di narrazione”, nelle quali chi scrive mette a disposizione del pubblico le proprie idee, le esperienze, i sogni, le conoscenze… Sono anche un mezzo per realizzare la creatività dell’autore, permettendone la libera espressione. Hanno quindi molteplici funzioni ed effetti, sia per chi condivide, sia per chi usufruisce della condivisione, generando così uno scambio virtuoso ed incentivante. Sono proprio la connessione e l’interazione dei singoli soggetti coinvolti a generare il valore tipico della condivisione.
Dal vocabolario : “condividere è avere unitamente ad altri, con piena partecipazione”.
Piacevole, non trovate?
Ciò nonostante condividere non è semplice; non per tutti, non sempre. C’è timore nel condividere con gli altri, soprattutto quando si tratta di mettere in gioco degli aspetti personali… forse più che alle idee, penso alle sensazioni, alle emozioni, al Sentire…
Ma se non attraverso il dialogo ed il confronto con gli altri, come possiamo essere parte attiva di quello che viviamo?
Condividere, presuppone spontaneità e partecipazione, due attitudini che forse la società attuale soffoca… tutti presi da ritmi serrati, dall’omologazione, dalla rassegnazione ad uno stato delle cose verso cui ci sembra di poter fare poco, dal timore di esporre un’opinione diversa e di essere additati…
Ma se ci sforzassimo appena e ci mettessimo in gioco un po’ di più, scopriremmo che non è poi un grande sforzo, anzi! non faremmo altro che essere noi stessi, il che è piacevole, salutare, permette di disperdere meno energie e quindi di averne da impiegare in altre cose… è stimolante, divertente… magari anche contagioso!  😉
E allora dai! Condivisione, spontaneità, partecipazione!
Buona giornata  🙂


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Lettera e cuore aperti di una sovversiva

E’ appena partita la mia piccola impresa. Emozione!
Ho sparso la notizia e ho ricevuto complimenti e critiche, com’è giusto che sia.
Anzi, ringrazio chi le ha mosse perché mi hanno dato nuovi spunti, nonché la possibilità di rendermi conto di aspetti e/o particolari sorvolati e quindi ora ho l’opportunità di chiarirli e condividere i principi che mi hanno mosso a realizzare questo progetto e a farlo così come stiamo facendo, principi che animano generalmente la mia vita.
Quindi, nessun problema nei confronti delle critiche …però un po’ di dispiacere.
Non per le osservazioni in sé, ma mi spiace che alcune persone abbiano subito e solo additato degli aspetti tecnici, estetici, economici, e non si siano “abbandonati alla pancia”.
Questa iniziativa è home-made, costruita da poche persone non esperte di e-commerce, marketing, web design e altro. Semplicemente è nata quest’idea e mi sono fatta su le maniche, con l’aiuto concreto di Maurizio e Chiara, i pareri e le opinioni di amici.
Da alcuni anni, gravito nel giro delle start-up e dell’innovazione; ho conosciuto molte persone e realtà diverse, interessanti, per la maggior parte incentrate sull’informatica e la tecnologia. Mi piace ascoltare, capire e sapere di queste cose, così come apprezzo molte persone che in questi campi sanno dare il meglio di sé ed ottenere fantastici risultati.
Ma personalmente ho sempre mirato a qualcosa di più easy , semplice, che potesse essere “fatto in casa”.
So che può sembrare paradossale, visti tutti i mezzi e gli strumenti a disposizione oggi, ma a volte ho paura : diventerà tutto virtuale, meccanico, meccanicizzato, informatizzato, codificato?
Io voglio i miei sogni! quelli piccoli, di tutti i giorni; voglio provare a realizzarli nel modo più semplice ed immediato possibile.
Dov’è finita la semplicità? La spontaneità?
Una semplice maglietta bianca con una scritta nera fa così paura?
Certo ho dovuto e dovrò anch’io scendere a dei compromessi, ai quali purtroppo mi costringono le regole del sistema, del mercato. I prezzi che ho applicato, ad esempio, possono sembrare alti, ma bisogna sapere e tenere conto di tutto quello che ci sta dietro (t-shirt di I° categoria, I° trasporto, stampa, imballaggio, II° trasporto, spese di mantenimento/gestione del sito, spese bancarie e di intermediazione (la banca e il gestore delle carte di credito si trattengono una percentuale vergognosa sulla transazione del pagamento on line!?), tasse, …). Tutto per poter offrire un prodotto di qualità, originale perché personale, seppure semplice.
Le brevi composizioni stampate sulle t-shirt sono farina del mio sacco. Qui spezzo una lancia a favore di tutti quelli che come me scrivono e condividono i loro pensieri, in un modo o nell’altro : possono piacere o meno, si può essere d’accordo oppure no su quello che dicono, ma non giudicate l’espressione e la manifestazione di una persona, di un’anima, chiunque sia. La verità individuale è insindacabile!
Sono sovversiva? Si.
Perché sento tanti che parlano, parlano, … si riempiono la bocca di progetti mirabolanti, di giudizi, di conoscenze, abilità, tecniche, …
Ma il pane? Quello per fortuna rimane di farina, lievito ed acqua.
Tutti discutono e osannano il cambiamento. Ma bisogna farlo! A partire dalla propria piccola realtà, dalle proprie capacità e possibilità.
E allora voglio provarci, applicare i miei pensieri e le mie idee ad un business semplice e concreto, fatto in casa. Voglio fornire un prodotto di qualità, personale e originale. Lo voglio fare su un sito costruito da me e Maurizio, senza tecnici, senza esperti, senza particolari sponsorizzazioni.
Voglio farmi portavoce di una semplicità, di una spontaneità e di un desiderio di condivisione che ho tanta paura che si perdano.
Voglio rompere gli schemi del sistema, aprire degli spiragli, dei varchi. Sono curiosa. Voglio sapere, voglio capire, comprendere, voglio provare.
Sono sovversiva. E felice di esserlo.

SZ

“Forse il segreto è non tenersi i sogni nel cassetto. Bisogna usarli. Bisogna osarli”.   Renzo Piano