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curiosità & cultura


4 commenti

Tanto per dire

Ma tutta la neve che promettevano… dov’è??
Qui continua a piovere. Sarebbe anche sufficiente coì pare a me, ma evidentemente no.
Vabbhè. E quindi?
Ah già: come se non bastasse, ho la caldaia che fa le bizze, si spegne, spesso e volentieri, senza che ancora siamo (io e tecnici vari) riusciti a capire perchè. Provvederanno nei prossimi giorni. Intanto andiamo a intermittenza, io e la caldaia.
E allora sono qui, una bella tazza di caffè fumante e una copertina all’occorrenza.
Ma ha il suo fascino. Questo momento di disagio/agio, adagio.
Non è che mi prendo tempo e nemmeno lo perdo. Non lo considero, in un certo senso.
Se avesse ragione quell’autore inglese…

(Sono andata alla libreria per cercare il libro, ma non ce l’ho, devo averlo prestato a qualcuno…)

Comunque… Sostiene che il tempo non esiste.
Si tratterebbe solo di una convenzione, un contratto dettato da necessità di convivenza… una comodità.
E allora che comodità sia. Faccio il mio tempo.
Tilly e Milly docent  😉

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Luce negli occhi. Occhi di luce

Virgilio Guidi è stato effettivamente il successore di alcuni artisti e correnti, il precursore di altri, la voce fuori dal coro in altri momenti ancora. Forse ciò è dato anche dalla sua concezione del tempo, complessa e combattuta; della serenità conquistata di vivere tra visibile e invisibile, tra esperienza e immagini della mente.
Nella bella esposizione di Villa Contarini (Piazzola sul Brenta, PD), contenuta, chiara, ariosa, sono raccolti alcuni dei suo lavori “maggiori”, inteso per dimensioni, infatti la mostra è intitolata “Grandi opere. 1948-1983”.
Guidi, nato a Roma nel 1891 e morto a Venezia nel 1984, ha vissuto praticamente tutto il ‘900, riportandone i riflessi nelle proprie tele, negli scritti, nelle poesie. Come la maggior parte degli artisti, si esprimeva in diverse attività/arti, dando la propria visione, libera e personale, intensa e meditata : “Mi si perdoni se io confesso di credermi abbastanza libero tra il bene e il male, tra le luci e le ombre del tempo, senza ottimismo o pessimismo, per nulla prigioniero di false certezze, di pretenziose angosce. Soprattutto credo di non avere imbalsamato le cose della mente o dell’esperienza, quando è stato imbalsamato anche il cerchio, il quadrato, il triangolo, e ancora il cosmo e ancora tutte le cose visibili, per via di un insistente intellettualismo che è negazione dell’intelletto, non certo forza vitale, che è poi quello che conta, al di sopra della stessa perfezione, e che salva anche l’errore”.
Fondamentale nella sua pittura è la luce, elemento che dà sostanza e rende possibile espressione e conoscenza, che conferisce verità. I colori (vivi) e le forme (essenziali) delle sue opere creano un bel dialogo con chi le osserva. E spesso loro stesse osservano, con grandi occhi che animano e investigano lo spazio… “un fiorire d’occhi nel cielo”.

guidi

P.S. Ho avuto il piacere di visitare la mostra con due cari amici, Maurizia e Maurizio (“i Mau”), ciascuno a proprio modo artista. Bello ed interessante ascoltare i loro commenti, le loro riflessioni; li ringrazio! E poi, rientrando a casa, Mau(rizio) ci ha chiesto che musica avremmo abbinato ai quadri visti. Abbiamo spaziato dalla classica, alla cantautorale… dalla Vanoni a “Il bel Danubio Blu”… e poi siamo arrivati a Lady Gaga!? Si! vi sembrerà strano, ma Mau consiglia di mettere lei nell’iPod mentre visionate l’esposizione e di ascoltare “gli umori della musica” e le possibili connessioni con le emozioni dei dipinti… Provare per credere!  😉  🙂