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curiosità & cultura


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Ho visto una cosa…

…tempo fa, che ho paura di non rivedere.

Ne parlavo giusto poco fa con un paio di colleghe e ora in treno leggo alcuni articoli (gli ultimi di una lunga serie in queste settimane a questo proposito).

Sono stata a Cuba nel 2001. Bellissima!!

Gente meravigliosa, in qualsiasi condizione viva. Luoghi stupendi, ben tenuti e amati. Energia fantastica, musica e vita, parole e sguardi, profumi e sapori.

Sarà ancora così, ora che il blocco è tolto?

Paradossalmente, l’embargo, seppur limitando diversi aspetti pratici dell’isola, l’ha salvaguardata da un’invasione certa…quella temo (non solo io, siamo in tanti) che accadrà ora.

Turisti, imprenditori, investitori, approfittatori. Arriveranno a pesce a tuffarsi in un mare che ne farebbe volentieri a meno.

Titola provocatoriamente bene la copertina dell’attuale  Internazionale: “Cuba: prossima apertura”.

Tanti auguri per il meglio Cuba! Insegnaci ancora qualcosa.


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Il silenzio è d’oro

Ci sono giorni in cui non ho voglia di parlare.
È proprio una sensazione fisica, oltre che interiore; la bocca sta bene chiusa, tra sé e sé, come custodisse parole nuove per domani.
E le parole nuove arrivano, perché nel silenzio si amplificano i sensi, l’ascolto soprattutto, la percezione. Arrivano pensieri inattesi, soluzioni inaspettate e semplici (caspita! cosa ci voleva? Era così facile!) che prima non sono stata capace di vedere… o forse non ho voluto? E ora nell’ascoltarmi le colgo, le accetto, le comprendo.
A volte, forse appunto per questo, si ha paura di restare in silenzio, di non parlare, si vuole a tutti i costi avere degli argomenti, delle cose da emettere pur di non sentirsi.
E anche il silenzio degli altri intimorisce, insospettisce, crea disagio. Cose che, contrariamente a quanto si può pensare, non necessariamente implica. Stare in silenzio insieme può essere una bella magia, un buon dialogo.
Saper ascoltare i silenzi, propri e degli altri, crea una comunicazione sottile, profonda, che le parole non sono in grado di esprimere. Ci fa scoprire rumori che ci sembrano nuovi, quando in realtà sono sempre stati, ma non li abbiamo colti… il vento tra le piante, che produce suoni bellissimi, differenti per ogni albero, arbusto, fiore; le cicale, la loro serenata tipicamente estiva, in concorrenza con i grilli; il tintinnio di una tapparella o di qualcosa che batte contro un vetro, vetro semplice o vetro doppio, tocco acuto o basso. E poi i rumori di chi ci sta accanto… il respiro, ritmo umorale; il brontolare di una pancia, fame o sete? ; il gorgheggiare di una gola o di un naso leggermente congestionato; le tonalità vastissime di uno sternuto.
E un abbraccio che rumore fa? Silenzio. Ascoltiamo…