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curiosità & cultura


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Poche parole

Percepire qualcosa di forte, seppur leggero a suo modo. Che si muove, che cambia. In momenti sentirlo quasi chiaro, cercare di afferrarlo, di affermarlo. Ma le parole mancano, sfuggono. E poi non servono… D’un tratto non avere più la voglia di esprimere, una necessità superata. Ma rimane quella di comunicare, forse in altro modo. Ancora consapevolezza e perseveranza. Attesa… 

L’immagine è un paesaggio velato, quasi soffice e selvaggio. Una leggera nebbia che non permette la vista e acuisce altri sensi. Avvolge, tutto sommato gradevole, talvolta sospinge. Dove? La risposta non è necessaria. Lasciarsi portare, certi di un arrivo e ancor più del viaggio.


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Karlsruhe (D)

      


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Al di là del mondo dei sogni

…ti immagino lì ora, a scivolare su colori accesi di gioia e risate.
Sveglierai tutti la mattina con il tuo inconfondibile grido sulle onde radio, ma non sarà guerra.
Sarà gioco, con un immancabile naso rosso e gli occhi accesi di stelle.
Sulla tua navicella, a solcare cieli di pastello, a caccia di geni, volando a fianco di fate e folletti.
Buon viaggio Robin! Nano nano!!  🙂

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Robin Williams
arrivato il 21 luglio 1951 – ripartito l’11 agosto 2014


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Sono graditi visi sorridenti

L’ho preso qualche settimana fa, appena uscito, ma poi avevo altro da finir di leggere.
Questa mattina, con la tazza del caffè ancora fumante, ho sentito che era il giorno di aprirlo.
Nel mezzo sono intercorse un paio di pause, necessarie a sbrigare qualche faccenda e qualche necessità.
Ma pochi minuti fa, le pagine sono finite.
Se alla loro prima esperienza letteraria hanno avuto un grande successo, ora come minimo faranno il bis.
La differenza è che questa volta sono proprio loro a scrivere.
Ci raccontano di un altro viaggio, dal suo inizio in avanti; un viaggio lungo, complesso, faticoso, ma anche stupendo, interessante, avvincente; un viaggio ancora in corso, che non finirà mai.
Una lettura di quelle dalla forza incredibile, che ti stringe lo stomaco, ti inonda gli occhi, ti fa tracimare il cuore.
E nonostante tutto il dolore, l’amarezza, le difficoltà, le paure (superate!), gli ostacoli, … quello che ti chiedono è un sorriso!
Sono ancora in apnea…lascio parlare loro…

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P.S. Ottima idea regalo per Natale  😉  ..per spunti di riflessione vitale!
E ricordate: regalate(lo) con un sorriso!!  🙂

 


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Buon viaggio

“Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.
Nelson Mandela

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Etimologia #10 : LEGGERE

In latino “legere” significa letteralmente raccogliere, qui inteso come cogliere con gli occhi cose trascritte (a loro volta raccolte; storie, sensazioni ed emozioni impresse sulla carta e divulgate, trasmesse, tramandate). Si tratta quindi di una comprensione e interpretazione di segni, di varia forma e natura (alfabeti, vocaboli, significati).
La lettura (pratica mai abbastanza diffusa!) è stata spesso temuta nel corso della storia, così come la scrittura, tanto da arrivare a bandirle, ad impedirle, a non insegnarle, per mantenere le popolazioni ignoranti a favore dei comodi di chi deteneva il potere.
Memorabile “Fahrenheit 451”, libro e film.

http://it.wikipedia.org/wiki/Fahrenheit_451

Leggere. Che passione!
Già alle scuole medie, la professoressa di italiano ci assegnava il compito di leggere e commentare un libro al mese, secondo una lista di autori che lei stabiliva, di “classici” italiani. Piacevoli, per carità, ma io vedevo tutti i libri di mia mamma, grande appassionata, girare per casa (centinaia!?) e mi scocciava che pochi rientrassero nella lista.
Terminati quelli, ho iniziato ad “uscire dalle righe”, esplorando autori che non erano tra i consigliati dall’insegnante. Ricordo che abbiamo avuto anche una discussione a questo proposito, che ha toccato il culmine quando ho letto alcuni testi di Pasolini (tenete conto che frequentavo una scuola cattolica, gestita da suore…!?) .
Mia mamma mi aveva voluto mettere alla prova. Aveva capito che, grazie a lei, era iniziato il “contagio passione per la lettura”, così mi aveva dato “Una vita violenta”, dubbiosa se mi sarebbe piaciuto, se l’avrei capito, quanto ci avrei messo a leggerlo.
Gliel’ho restituito dopo due giorni, piangendo dalla commozione e chiedendone ancora.
Come se non bastasse questo a rendere evidente che la lettura mi piaceva molto, qualche tempo dopo ho preso ad interessarmi anche di letteratura straniera e mi sono appassionata a quella latino-americana, scoprendo scrittori più noti, fino ad altri meno conosciuti.
L’insegnante era sempre più scocciata, ma io ho dribblato la questione incrementando la lettura: leggevo quello che dovevo per scuola e poi, quasi come se avessi bisogno di addolcirmi la bocca rimasta amara e insoddisfatta, ne leggevo altri, quelli che piacevano a me.
Fortunatamente, è andata così: la passione per i libri ha avuto la meglio comunque.
Oggi leggo di tutto: romanzi, saggi, poesia, libri “tecnici” (di arte, architettura, design, …). Ne leggo anche tre o quattro contemporaneamente: scelgo di aprire uno piuttosto che l’altro in base al momento, alla giornata, alla situazione/luogo, …
Leggere è un viaggio, nella fantasia, nella realtà, un ponte tra le due. Leggere è immedesimarsi nei protagonisti, essere attori per qualche ora, per scoprire poi che ci assomigliamo, noi e quelli di cui leggiamo, noi e gli altri che leggono, noi e quelli che scrivono. E allora ci si trova, ci si confronta, ci si guarda allo specchio.
Poi va a periodi, quelli in cui divoro qualsiasi cosa leggibile, quelli in cui “leggiucchio”.
Ma comunque sia, quando passo davanti ad una libreria, il richiamo è forte, tremendamente intrigante, passionale… e come posso non cedere?? Le tentazioni sono fatte per questo, per cedere e assecondarle  😉

P.S. : finchè scrivevo è suonato il campanello, un corriere con un pacco. Libri!  😀

 


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Il peso (leggero) della cultura

..l’ho visto negli occhi sereni e sorridenti delle donne peruviane, in quelli curiosi e felicemente ansiosi dei bambini che le aspettano, in quelli saggi e densi degli anziani dei villaggi, che lo riflettono nel raccontare le loro tradizioni, nel proseguire un’opera preziosissima di tramandamento.
Sempre in occasione del Festivaletteratura di Mantova, leggendo il programma, sono stata incuriosita dalla proiezione di un film-documentario : “Libri e nuvole”, di cui per altro avete già avuto un assaggio qui qualche tempo fa (..andate a rivedere “il promo” del festival  😉 ).
Sono andata a vederlo. Bello! Bellissimo! …la storia, la fotografia, le persone, i luoghi, … i libri e quel che ci gira attorno.
Il filmato ci porta a conoscere una realtà lontana, sulle Ande peruviane, una realtà semplice, ma incredibile, concreta, affascinante, …una realtà che però, purtroppo, è a rischio.
Si tratta delle “biblioteche rurali”, una rete di piccole librerie domestiche dislocate nelle case dei più remoti villaggi, per la gioia, la conoscenza e la curiosità di bambini e adulti che attraverso la lettura apprendono, scoprono, sognano, viaggiano, …
E non solo, perché si è attivata anche la riscoperta di vecchie storie, tramandate da chissà quanto tempo, che il responsabile del progetto raccoglie e trascrive su piccoli libretti che vengono poi distribuiti con questo sistema: donne che si caricano i libri sulle spalle e poi a piedi! percorrono dieci, dodici, diciotto, ventiquattro ore di cammino per raggiungere le “case biblioteca”. E ben contente di farlo.
Al termine del film, era presente in sala il regista Pier Paolo Giarolo, che ho scoperto ha girato diversi film-documentari-inchieste interessanti e curiosi. Ho apprezzato anche il suo intervento, tanto che all’uscita dal cinema sono andata ad incontrarlo e a proporgli di intervenire in una serata/evento Cucù. Con mio grande piacere e sorpresa, si è felicemente dichiarato disponibile. Grazie!
Quindi… prossimamente su questi canali!  😉
Il peso della cultura? …sembrava leggero sulle spalle di quei radianti sorrisi  🙂